
I pappagalli Puck detengono il Guinness dei primati per il loro incredibile vocabolario - Foto: factrepublic
Dal cinguettio a un "ciao" chiaro e risonante, la capacità di alcune specie di uccelli di imitare il linguaggio umano è un mistero affascinante. Non si tratta di una semplice imitazione senza anima; dietro a tutto ciò si cela un complesso sistema biologico e inaspettate connessioni sociali.
La storia scientifica ha un tempo registrato un piccolo pappagallo di nome Puck che deteneva il Guinness dei primati per un vocabolario di 1.728 parole prima della sua morte nel 1994. Puck non solo ripeteva, ma creava anche le proprie frasi, come "questo è tutto ciò che conta", dimostrando una sorprendente capacità cognitiva.
Come mai alcune specie, come i pappagalli e gli storni, riescono a "parlare incessantemente" per 30 minuti, mentre altri uccelli si limitano a cinguettare? Il professore associato Timothy Wright, esperto di comunicazione vocale nei pappagalli presso la New Mexico State University (USA), ha contribuito a svelare questo mistero.
"Parlare" come gli uccelli
Innanzitutto, dobbiamo ridefinire il termine "parlare". Secondo il professore associato Wright, la maggior parte delle specie di uccelli possiede un proprio sistema di comunicazione vocale per trasmettere informazioni ai propri simili, come ad esempio "sta arrivando un predatore" o "è il momento di accoppiarsi". Tuttavia, il concetto di "parlare come gli umani" che spesso osserviamo è in realtà una forma di apprendimento e imitazione (apprendimento vocale).
Pappagalli, storni e altre specie di corvi sono maestri dell'imitazione. Copiano i suoni di altre specie, compreso il linguaggio umano, come strumento di sopravvivenza e di coesione sociale.

Uccelli come i pappagalli cercano di imitare l'individuo a cui sono più vicini per integrarsi nel loro "stormo" - Foto: AI
Questa straordinaria capacità di imitazione è resa possibile da due vantaggi biologici fondamentali: il "sistema uditivo specializzato nel cervello" e la "siringa (organo vocale)".
Questi uccelli possiedono una rete di nuclei cerebrali specializzati, nota come "sistema del canto". Quest'area è responsabile dell'apprendimento, della memorizzazione e del controllo della produzione di suoni complessi.
Inoltre, anziché utilizzare la laringe situata nella parte superiore della trachea come gli esseri umani, gli uccelli possiedono un organo vocale specializzato chiamato siringe, situato in profondità nella gabbia toracica, dove la trachea si biforca nei polmoni.
La laringe degli uccelli è molto più efficiente di quella umana, poiché utilizza direttamente la pressione dell'aria per far vibrare le membrane vocali, consentendo loro di produrre una gamma estremamente ampia di suoni e di imitare con precisione le sillabe del linguaggio umano.
La domanda più importante è: perché ci imitano? La risposta risiede nei loro forti istinti sociali.
La maggior parte delle specie di pappagalli è monogama e forma coppie estremamente unite, che durano tutta la vita. In natura, imitano i richiami dei loro partner e degli altri membri dello stormo per rafforzare il legame e riconoscersi a vicenda.
"I pappagalli tenuti in cattività non hanno altri pappagalli intorno, quindi trasferiscono quel legame sociale agli esseri umani", ha spiegato Wright.
"Cercano di imitare l'individuo a cui sono più legati per integrarsi nel loro 'stormo'. Pertanto, se frasi come 'Buongiorno ' fanno parte del tuo vocabolario quotidiano, entreranno a far parte anche del vocabolario dell'uccello."
Gli uccelli capiscono davvero quello che dicono?
Si tratta di una questione controversa. Il professore associato Wright ritiene che per la maggior parte degli uccelli, imitare una frase sia semplicemente una sequenza di suoni, non una frase completa con un significato preciso.
Tuttavia, i pappagalli sono molto bravi ad associare suoni e azioni. Sanno che suonare il campanello farà uscire di corsa le persone, o che la parola "cracker" farà loro ottenere del cibo.
Esistono inoltre prove che alcune specie di uccelli possiedono la capacità di pensare in modo astratto, ad esempio classificando gli oggetti in base al colore e alla forma.
Anche gli uccelli selvatici dimostrano capacità di pensiero logico; ad esempio, i passeri crestati utilizzano un numero variabile di note "D" nei loro richiami per segnalare i livelli di minaccia.
Il "parlare" degli uccelli non è una semplice imitazione meccanica, ma una finestra sul complesso mondo dell'intelligenza e delle emozioni animali, dove il linguaggio funge da ponte per cercare di comprendere e integrarsi con il mondo umano.
Fonte: https://tuoitre.vn/vi-sao-mot-so-loai-chim-co-the-noi-tieng-nguoi-2026030820054591.htm








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