
Il programma è diretto dal Dipartimento di Cultura, Sport e Turismo della città di Can Tho ; il marchio di cocco Vietcoco - La Quintessenza del Cocco Vietnamita e l'Associazione degli Chef Professionisti del Delta del Mekong sono gli enti organizzatori.
All'evento hanno partecipato la signora Nguyen Thi Ngoc Diep, vicepresidente del Comitato popolare della città di Can Tho; il signor Sam Long Giang, vicedirettore del Dipartimento di Cultura, Sport e Turismo della città di Can Tho; il signor Vu The Binh, presidente dell'Associazione del Turismo del Vietnam; e rappresentanti dell'Organizzazione dei Record del Vietnam (VietKings).
All'evento hanno partecipato anche numerosi delegati, artigiani e chef dell'Associazione degli Chef Professionisti del Delta del Mekong, organizzazioni partner, residenti locali e turisti.
L'evento riveste un significato particolare, portando lo spirito di "bere acqua, ricordare la fonte" dagli spazi cerimoniali tradizionali alla vita contemporanea, dove il turismo diventa un ponte per diffondere questo valore.

Quando ingredienti umili diventano simboli nazionali
L'opera d'arte da record, una mappa del Vietnam realizzata con riso glutinoso e latte di cocco, colpisce innanzitutto per le sue dimensioni: 2,6 metri di lunghezza, 2 metri di larghezza, 10,3 centimetri di spessore e un peso di oltre 600 kg. Ma ciò che è straordinario non sono i numeri, bensì la scelta dei materiali.
Il riso glutinoso è un simbolo dell'agricoltura del riso in risaia, strettamente legato alle credenze, ai rituali e alla vita spirituale del popolo vietnamita.
Il latte di cocco è l'essenza della regione meridionale, dove l'ecosistema fluviale alimenta una cucina locale generosa, saporita e profondamente radicata.
Quando questi due elementi si combinano, l'immagine del paese emerge non come un'immagine tracciata su una mappa, ma in ciò che è più vicino alla vita del popolo vietnamita. Questo è un modo davvero unico di "definire la patria", non astratto, ma qualcosa che si può toccare, annusare e sentire.
Alla realizzazione dell'opera hanno partecipato 103 artigiani e chef: un numero che coincide con i 103 comuni e quartieri di Can Tho, suggerendo un messaggio: il turismo, nella sua essenza, è la storia della comunità.
Senza comunità non c'è identità.
Senza un'identità ben definita, non esistono prodotti turistici veramente unici.
Qui, il team di chef diventa "narratore attraverso il gusto", trasmettendo la storia, la cultura e lo spirito nazionale attraverso ogni strato di riso glutinoso e ogni goccia di latte di cocco.

La gastronomia è un pilastro, seppur non tangibile, del turismo di Can Tho.
Intervenendo all'evento, il signor Sam Long Giang, vicedirettore del Dipartimento di Cultura, Sport e Turismo della città di Can Tho, ha sottolineato il ruolo della gastronomia nella strategia di sviluppo turistico sostenibile della città. In generale, non si tratta di una scelta temporanea, ma di una tendenza inevitabile.
Nel contesto di una concorrenza sempre più agguerrita per le destinazioni turistiche, dove i paesaggi naturali stanno gradualmente diventando un "bene condiviso", la cucina, con la sua unicità, il suo carattere locale e la capacità di personalizzare l'esperienza, rappresenta un vantaggio difficilmente replicabile.
Can Tho, grazie alla sua posizione centrale nel delta del Mekong, è sulla strada giusta ponendo la gastronomia al centro della sua strategia di promozione turistica.
Non è un caso che il Festival dei Dolci Tradizionali del Vietnam Meridionale, dove si svolge l'evento, stia diventando sempre più un "punto d'incontro culturale" unico e attraente.
Il punto forte dell'evento è che si svolge all'interno di un "ecosistema esperienziale": uno spazio dedicato alla tradizionale festa dei dolci; un momento legato alla cerimonia di commemorazione degli antenati; la partecipazione di artigiani, chef, aziende e pubblico; e la certificazione da parte di un ente nazionale di registrazione.
Tutti questi elementi si combinano per creare un prodotto turistico completo: un prodotto che racconta una storia, suscita emozioni e ha un forte appeal mediatico.
Questa è la direzione che molte destinazioni in tutto il mondo stanno perseguendo: trasformare gli eventi culturali in "esperienze fruibili", dove i visitatori non solo guardano ma partecipano attivamente, non solo gustano ma anche comprendono.
Le osservazioni del signor Vu The Binh durante l'evento hanno rivelato una crescente consapevolezza del fatto che gli chef rappresentano un anello cruciale nella catena del valore del turismo.
Per molti anni, il turismo vietnamita si è concentrato sulle risorse naturali e sulle infrastrutture. Ma in questa nuova fase, in cui le esperienze diventano centrali, sono gli "artigiani culinari" come gli chef a plasmare i ricordi dei turisti.
Un piatto delizioso può invogliare i turisti a tornare.
Una storia culinaria avvincente può lasciare un'impressione duratura.
La creazione di associazioni di chef, la standardizzazione delle competenze, la promozione della creatività e il rafforzamento dei legami regionali rappresentano pertanto sia iniziative professionali che strategie per lo sviluppo del turismo.

Dal punto di vista mediatico, la "Mappa del Vietnam realizzata con riso glutinoso e latte di cocco" è un'immagine di grande impatto: si diffonde facilmente sui social media, è chiaramente simbolica, evoca sentimenti di orgoglio nazionale e rappresenta l'identità regionale.
Questi sono gli elementi fondamentali di un'“icona turistica” nell'era digitale.
Attraverso questo evento, Can Tho dimostra come una località possa raccontare la propria storia: non con grandi proclami, ma partendo dalle cose più semplici, come i chicchi di riso, le noci di cocco e le mani di uno chef.
Un evento può essere documentato nei libri, ma il suo valore maggiore risiede nel fatto che viene ricordato nelle emozioni del pubblico.
Can Tho e la regione del delta del Mekong si sono affermate grazie alla loro cultura, alla loro cucina e a uno spirito aperto e generoso, proprio come il fiume le ha nutrite per generazioni.
Fonte: https://baovanhoa.vn/du-lich/xac-lap-ky-luc-ban-do-viet-nam-tu-xoi-nuoc-cot-dua-lon-nhat-222915.html










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