Questo progetto, che ricicla la plastica trasformandola in carburante per alimentare i motori delle automobili, non solo apre nuove prospettive per la gestione dei rifiuti solidi, ma propone anche una soluzione energetica alternativa potenzialmente valida a partire da materiali che in precedenza si riteneva dovessero essere scartati.
Il progetto si fonda su una teoria chimica di base: le materie plastiche sono derivati dei combustibili fossili e, pertanto, è possibile implementare un processo "inverso" per riportare la plastica allo stato di combustibile. Julian Brown ha condotto autonomamente ricerche e costruito a casa un sistema di pirolisi, utilizzando alte temperature in un ambiente povero di ossigeno per rompere i complessi legami polimerici. In termini tecnici, si tratta di un processo di depolimerizzazione, il cui principio è simile alla tecnologia utilizzata per separare il petrolio pesante in benzina nell'industria petrolchimica tradizionale.

Attualmente, il sistema è giunto alla sua quinta versione, con significativi miglioramenti tecnici. Invece di utilizzare fonti di calore convenzionali, il nuovo dispositivo impiega le microonde per riscaldare la plastica, consentendo un processo di trasformazione più rapido. Per ottimizzare la sostenibilità e ridurre i costi operativi, Brown ha integrato un sistema di energia solare composto da 24 pannelli solari da 550 W, che permette al dispositivo di funzionare indipendentemente dalla rete elettrica nazionale.

Per verificare l'efficacia di questo "carburante plastico", è stato condotto un test sul campo su una Rolls-Royce Dawn con il serbatoio quasi vuoto. Con circa 1 litro di carburante ottenuto dal processo di pirolisi, l'auto di lusso si è avviata senza problemi e ha percorso diversi giri su una pista di prova chiusa. Questo risultato ha rapidamente attirato l'attenzione della comunità scientifica e degli appassionati di tecnologia, dimostrando che il carburante plastico riciclato ha un certo grado di compatibilità con i moderni motori a combustione interna.

L'obiettivo a lungo termine di Julian Brown va oltre i video sperimentali; mira ad aiutare le piccole comunità a gestire i propri rifiuti a livello locale, utilizzando al contempo questa fonte di energia rinnovabile per le attività quotidiane.
Nonostante i promettenti risultati iniziali, gli esperti rimangono cauti riguardo al potenziale di applicazione su larga scala di questa tecnologia. Gli esperti ambientali sottolineano che il processo di pirolisi spesso rilascia emissioni tossiche e produce fanghi difficili da trattare senza un adeguato sistema di filtraggio. Inoltre, l'efficienza energetica della conversione della plastica in benzina non è ancora ottimale come quella dei tradizionali processi di estrazione e raffinazione del petrolio.

Dal punto di vista tecnico, i carburanti a base di plastica spesso mancano di alcuni componenti idrocarburici essenziali, il che può influire sulla durata del motore se utilizzati a lungo termine senza ulteriore raffinazione. Tuttavia, nel contesto di paesi che si sforzano di ridurre la dipendenza dal petrolio e promuovere un'economia circolare, progetti individuali come quello di Julian Brown sono comunque considerati importanti tappe intermedie per future ricerche approfondite da parte delle principali aziende energetiche.
Fonte: https://khoahocdoisong.vn/xe-rolls-royce-sieu-sang-co-the-chay-ngon-tu-rac-thai-nhua-post2149099913.html








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