Gli assistenti virtuali basati sull'intelligenza artificiale, come ChatGPT o Gemini, stanno diventando gli intermediari predefiniti tra gli utenti e Internet. Gli utenti chiedono all'IA di tutto, da come riparare una lavastoviglie a come scrivere un'email complessa. Tuttavia, il rischio maggiore è che l'IA possa sembrare molto utile anche quando si esprime in modo errato.
L'intelligenza artificiale non "conosce" le cose nel modo in cui le comprendono gli esseri umani. Si limita a prevedere le risposte basandosi su modelli di dati. Pertanto, può eccellere nel riassumere, ma sbagliare completamente su dettagli fondamentali come date, citazioni o conoscenze mediche.

Ancor più pericoloso è il fatto che la risposta immediata del chatbot e il suo tono amichevole e non giudicante creano una "trappola della fiducia", inducendo il cervello dell'utente ad accettare le informazioni senza cautela.
Per utilizzare l'IA in modo responsabile, segui queste cinque regole:
1. Utilizzare l'IA per creare una struttura, non per trovare la verità.
L'intelligenza artificiale è bravissima a organizzare pensieri disorganizzati in testi sistematici. Usala per creare schemi, liste di controllo, riassumere appunti o pianificare itinerari di viaggio .
Tuttavia, non bisogna considerare l'intelligenza artificiale come la fonte ultima della verità. Il principio è semplice: se un errore potrebbe costarti denaro, compromettere la tua salute, la tua reputazione o le tue relazioni, verifica sempre le informazioni.
2. Chiedi all'IA di "presentare la soluzione".
Uno dei modi migliori per minimizzare le allucinazioni (l'intelligenza artificiale che inventa informazioni) è quello di renderla trasparente. Utilizza domande come: "Su quali presupposti basi questa risposta?", "Elenca le fonti di questa risposta", "Fornisci una risposta con un certo grado di incertezza".
Anche quando non riesce a citare in modo perfetto, l'intelligenza artificiale spesso rivela quando sta "ipotizzando".
3. Considera il risultato solo come una prima bozza.
L'intelligenza artificiale può portarti a metà del processo molto rapidamente, ma il resto richiede l'intervento umano in termini di contesto, estetica e accuratezza. Questo è particolarmente vero per le candidature di lavoro, i compiti, le valutazioni delle prestazioni o le email riservate. Gli utenti più esperti non si affidano all'IA per pensare al posto loro; la usano per pensare più velocemente.
4. Non delegare il potere di giudizio.
L'intelligenza artificiale può aiutare a valutare le opzioni o ad analizzare i pro e i contro, ma non dovrebbe essere l'organo decisionale finale. Se ti ritrovi a pensare: "L'IA dice che questa è l'opzione migliore, quindi la seguirò" oppure "L'IA mi consiglia di licenziarmi", fermati. Questa non è produttività; è una rischiosa "delega emotiva".
5. Protezione assoluta delle informazioni personali.
Poiché le interfacce dei chatbot infondono negli utenti un senso di sicurezza, questi spesso condividono troppe informazioni con facilità. Per ridurre al minimo i rischi, è assolutamente fondamentale non inserire nel chatbot le seguenti informazioni: numeri di conto, password, dati relativi alla cartella clinica o informazioni legali riservate.
"Zone proibite" quando si utilizza l'IA
In alcuni casi, è bene considerare l'IA solo come strumento di brainstorming, e assolutamente non come consulente. Nel settore sanitario , ad esempio, è sconsigliabile utilizzare i chatbot per la diagnosi o la prescrizione di farmaci; non bisogna affidarsi all'IA per la risoluzione di contratti o controversie; e non bisogna utilizzare l'IA per decisioni di investimento o per la gestione fiscale.
Il futuro dell'IA non risiede solo in modelli più intelligenti, ma anche nel modo in cui gli utenti prendono decisioni più sagge. Fidatevi del processo di verifica, non della "personalità" del chatbot.
(Secondo Tom's Guide)

Fonte: https://vietnamnet.vn/5-nguyen-tac-vang-khi-dung-tri-tue-nhan-tao-de-khong-bi-dat-mui-2489723.html








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