Nel nuovo contesto, costruire l'Esercito Popolare Vietnamita affinché sia ​​"rivoluzionario, regolare, d'élite e moderno"[1] è una necessità oggettiva: una politica corretta e coerente del nostro Partito e dello Stato. Tuttavia, forze ostili, reazionari e opportunisti politici hanno deliberatamente invertito i concetti, accusando falsamente il Vietnam di essere "belligerante", al fine di negare la natura rivoluzionaria dell'"Esercito dello Zio Ho", distorcere la politica di difesa nazionale pacifica e di autodifesa; allo stesso tempo, seminare dubbi, minare la fiducia del popolo e dividere lo stretto rapporto tra Partito, Stato, Esercito e popolo.

Questi punti di vista non solo sono privi di fondamento scientifico e pratico, ma rappresentano anche tattiche estremamente pericolose di sabotaggio politico e ideologico. Pertanto, è necessario identificarne chiaramente la vera natura, intensificare la vigilanza e combatterli e confutarli con fermezza, contribuendo a proteggere saldamente le fondamenta ideologiche del Partito e la corretta linea di difesa nazionale del Vietnam.

Cerimonia commemorativa, parata e marcia per celebrare l'80° anniversario della Rivoluzione d'Agosto e la Festa Nazionale della Repubblica Socialista del Vietnam. Foto: qdnd.vn


Questi due concetti sono fondamentalmente diversi: non possono essere equiparati né confusi.

La palese distorsione della verità da parte delle forze ostili risiede nell'equiparazione deliberata tra "modernizzazione militare" e "corsa agli armamenti", due concetti fondamentalmente diversi per natura, scopo e conseguenze. Questa manipolazione concettuale è un vecchio trucco, ma rimane pericolosa se la sua vera natura e i suoi effetti dannosi non vengono prontamente smascherati.

La politica di difesa del Vietnam non identifica alcun Paese come avversario; il bilancio della difesa è adeguato allo sviluppo economico del Paese; investimenti, approvvigionamenti, ricerca e produzione di armi e attrezzature militari sono interamente finalizzati a soddisfare le esigenze di difesa, a tutela dell'indipendenza, della sovranità, dell'unità e dell'integrità territoriale. Allo stesso tempo, la costruzione di un sistema di difesa nazionale basato sul popolo, unita alla coerente attuazione della politica di difesa dei "quattro no", ha contribuito a mantenere un ambiente pacifico e stabile nella regione. Questa realtà dimostra che nessuna delle caratteristiche della cosiddetta "corsa agli armamenti" è adatta al Vietnam; e non vi è alcun fondamento per distorcere l'idea che la costruzione di un esercito moderno sia "dannosa per il Paese e per il suo popolo".

La modernizzazione militare, in sostanza, è il processo di potenziamento delle capacità di difesa nazionale per soddisfare le esigenze di protezione della patria e di sviluppo socio-economico di ciascun Paese. Questo è un diritto legittimo e legale di ogni Stato sovrano, riconosciuto dalla Carta delle Nazioni Unite, in cui l'articolo 51 del Capitolo VII afferma chiaramente il diritto all'autodifesa individuale e collettiva degli Stati quando la loro indipendenza, sovranità e sicurezza sono minacciate. Pertanto, equiparare la modernizzazione militare a una "corsa agli armamenti" è un errore privo di fondamento scientifico e pratico, che mira a distorcere la natura legittima del rafforzamento della difesa nazionale, finalizzato alla tutela della pace, della stabilità e dello sviluppo sostenibile.

Argomentazioni scientifiche e pratiche confutano queste false accuse.

I fatti storici e le statistiche oggettive sono la prova più evidente. Secondo il rapporto Trends in World Military Expenditure 2024 pubblicato dallo Stockholm International Peace Research Institute (SIPRI) il 28 aprile 2025, la spesa militare globale nel 2024 ha raggiunto i 2.718 miliardi di dollari, con un aumento del 9,4% rispetto al 2023, il maggiore incremento dalla fine della Guerra Fredda. In totale, gli Stati Uniti hanno speso 997 miliardi di dollari (pari al 37% della spesa militare globale totale); seguiti dalla Cina con 314 miliardi di dollari; dall'India con 86,1 miliardi di dollari; dal Giappone con 55,3 miliardi di dollari e dalla Corea del Sud con 47,6 miliardi di dollari[2].

Il Vietnam presenta un quadro completamente diverso. Negli ultimi anni, il bilancio della difesa vietnamita si è mantenuto intorno al 2% del PIL, un tasso modesto, adeguato alle dimensioni della sua economia e alla necessità di garantire la difesa nazionale in tempo di pace, senza aumenti improvvisi. In particolare, il Vietnam non rientra nemmeno tra i primi 40 paesi al mondo per spesa militare, secondo la classifica SIPRI, dimostrando così che le accuse di una "corsa agli armamenti" sono del tutto infondate.

Chiedersi contro chi, dove e come il Vietnam stia "correndo" non porterà a una risposta convincente, perché in realtà non esiste una corsa come quella suggerita dalle narrazioni distorte. La modernizzazione dell'Esercito Popolare Vietnamita è essenzialmente un requisito necessario per rafforzare la capacità di difendere la patria e mantenere un ambiente pacifico e stabile per lo sviluppo nazionale.

Soldati aiutano la popolazione a fronteggiare le inondazioni. Foto: qdnd.vn


Modernizzare la difesa nazionale: la pratica conferma la convinzione e la verità scientifica.

Gli sviluppi complessi e imprevedibili dell'attuale situazione globale e regionale hanno confermato una realtà oggettiva e fondamentale: nessuna nazione o popolo può proteggere con fermezza la propria indipendenza, sovranità e interessi nazionali senza una capacità di difesa sufficientemente forte. Nel contesto di una crescente competizione strategica tra le grandi potenze, di conflitti locali prolungati, di complesse controversie sulla sovranità marittima e insulare e dell'emergere di sfide alla sicurezza non tradizionali, il contesto della sicurezza internazionale sta diventando sempre più instabile e imprevedibile.

Questa prassi dimostra che il potenziamento proattivo delle capacità di difesa nazionale è un requisito essenziale e oggettivo, intrinsecamente legato alla responsabilità di ogni nazione sovrana di proteggere la propria patria. Per il Vietnam – un Paese con una posizione geopolitica strategicamente importante, una vasta sovranità marittima e insulare e interessi strategici a lungo termine in mare – modernizzare le proprie forze di difesa, in particolare quelle a protezione del mare e delle isole, non è solo un'esigenza urgente, ma anche un obbligo legittimo, in conformità con il diritto internazionale.

Modernizzare le forze armate per potenziare le capacità di autodifesa, rafforzare la deterrenza, prevenire proattivamente i rischi di conflitto, sia in anticipo che a distanza, e mantenere un ambiente pacifico e stabile per lo sviluppo nazionale: questo è il principio cardine e fondamentale della politica di difesa nazionale del Vietnam. Tale approccio si discosta radicalmente dalla mentalità conflittuale, dalla competizione per il potere e dalla corsa agli armamenti che alimentano la tensione e l'instabilità nelle relazioni internazionali.

Nel corso degli anni, l'Esercito Popolare Vietnamita ha partecipato in modo sempre più attivo e responsabile alle operazioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite. Dal 2014 ad oggi, il Vietnam ha inviato oltre 1.300 ufficiali e soldati a partecipare a missioni in Sud Sudan, nella Repubblica Centrafricana e nella regione di Abyei; ha inoltre schierato numerosi ospedali da campo di livello 2 e squadre di genieri per lo sminamento e l'assistenza umanitaria. Le forze vietnamite, contraddistinte dai "berretti blu", godono di grande stima presso le Nazioni Unite e la comunità internazionale per la loro competenza professionale, la disciplina e lo spirito umanitario.

Questi contributi dimostrano chiaramente che l'Esercito Popolare Vietnamita non solo svolge con successo la sua funzione di difesa della Patria, ma partecipa attivamente anche al mantenimento della pace e della stabilità nella regione e nel mondo. Il Vietnam promuove proattivamente la cooperazione bilaterale e multilaterale in materia di difesa attraverso meccanismi quali la Riunione dei Ministri della Difesa dell'ASEAN (ADMM), la Riunione dei Ministri della Difesa dell'ASEAN Plus (ADMM+), il Forum Regionale dell'ASEAN (ARF) e il Dialogo di Shangri-La, contribuendo così a costruire fiducia strategica, a migliorare la trasparenza in materia di difesa e a minimizzare il rischio di conflitto. Questa pratica conferma chiaramente che il processo di modernizzazione dell'Esercito Popolare Vietnamita ha apportato contributi concreti alla pace, alla cooperazione e allo sviluppo sostenibile nella regione e nel mondo. Costruire un esercito forte non ha lo scopo di fare la guerra, ma di prevenirla proattivamente, proteggere la pace e creare un ambiente stabile per lo sviluppo nazionale.

Un esercito forte è il fondamento dello sviluppo.

L'argomentazione secondo cui investire nelle forze armate sia uno "spreco" di risorse per lo sviluppo economico riflette essenzialmente una visione parziale, avulsa dal rapporto dialettico tra costruzione nazionale e difesa. La storia e la pratica hanno dimostrato una verità: lo sviluppo sostenibile è impossibile senza una solida difesa nazionale e un esercito capace di proteggere la pace; al contrario, quando la difesa e la sicurezza nazionale non sono garantite, tutti i risultati raggiunti in termini di sviluppo socio-economico possono essere minacciati o persi in brevissimo tempo.

Nel contesto della globalizzazione, della profonda integrazione internazionale e della crescente competizione strategica tra i paesi, il rafforzamento della difesa nazionale e la costruzione di un esercito moderno sono diventati una condizione cruciale per il mantenimento della stabilità politica e sociale, creando un ambiente sicuro per gli investimenti e la crescita. Numerosi studi internazionali dimostrano che il costo della guerra e dell'instabilità è sempre di gran lunga superiore al costo della prevenzione dei conflitti. Pertanto, una spesa razionale per la difesa e la modernizzazione militare non rappresentano un onere per l'economia, bensì un investimento strategico per proteggere i risultati raggiunti in termini di sviluppo e garantire il futuro a lungo termine della nazione.

L'esperienza pratica di oltre 80 anni di rivoluzione vietnamita conferma ulteriormente questo principio. L'Esercito Popolare Vietnamita svolge simultaneamente tre funzioni: forza combattente, forza lavoro e forza lavoro produttiva; sviluppando al contempo l'industria della difesa in una direzione duplice, al servizio sia della difesa e della sicurezza nazionale, sia contribuendo direttamente allo sviluppo economico del Paese. Un esempio lampante è il Gruppo Industriale e delle Telecomunicazioni Militari Viettel, che, da impresa militare, è diventato un gruppo tecnologico leader in Vietnam, operante in numerosi mercati internazionali, con decine di milioni di clienti e un contributo significativo al bilancio statale. Questa realtà dimostra che coniugare difesa ed economia non è uno "spreco di risorse", bensì un modello di sviluppo efficace e adatto alle condizioni del Vietnam nella nuova era.

Insomma

La modernizzazione dell'Esercito Popolare Vietnamita è un'esigenza oggettiva e un compito strategico per la costruzione e la difesa nazionale nella nuova era; non si tratta assolutamente di una "corsa agli armamenti". Tentare di equiparare questi due fenomeni fondamentalmente diversi o di contrapporli è un fraintendimento o una deliberata distorsione della verità per perseguire obiettivi malevoli contro il Vietnam.

Sia le pratiche di sviluppo nazionale vietnamita che la teoria militare affermano chiaramente che l'essenza del processo di modernizzazione dell'esercito vietnamita è pacifica, orientata all'autodifesa e giusta; mira a rafforzare la capacità di proteggere la Patria in modo tempestivo e a distanza, prevenire la guerra e mantenere un ambiente pacifico e stabile per lo sviluppo. Ciò è completamente diverso dalla logica di competizione per il potere, accumulo di forza e confronto che caratterizza le corse agli armamenti.

Mentre molti paesi stanno rafforzando le proprie capacità militari per espandere la propria influenza strategica, il Vietnam rimane fermo nella sua politica di difesa nazionale pacifica e orientata all'autodifesa, costruendo costantemente un esercito moderno legato all'obiettivo di proteggere la pace, la stabilità e i legittimi interessi del popolo. Pertanto, la questione non è "se modernizzare o meno", ma piuttosto quale sia l'obiettivo della modernizzazione, a chi sia destinata e sotto quale guida. Per il Vietnam, la risposta è sempre chiara: modernizzare l'Esercito Popolare Vietnamita mira a difendere con fermezza la Patria socialista, proteggere le conquiste della rivoluzione, tutelare il popolo e mantenere la pace.

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RIFERIMENTI

1. Ministero della Difesa Nazionale: Libro Bianco sulla Difesa del Vietnam 2019, Casa Editrice Politica Nazionale, Hanoi 2019, pag. 25.

2. Atti del XIV Congresso Nazionale dei Delegati, Volume 1, Casa Editrice Politica Nazionale, Hanoi 2026, p. 33.

3. Liang, X. et al, Tendenze della spesa militare mondiale, 2024, Scheda informativa SIPRI (Stoccolma: SIPRI, aprile 2025).



[1] Partito Comunista del Vietnam: , Volume 1, Casa Editrice Politica Nazionale, Hanoi 2026, p. 33.

[2] Liang, X. et al., Tendenze della spesa militare mondiale, 2024, Scheda informativa SIPRI (Stoccolma: SIPRI, aprile 2025).

    Fonte: https://www.qdnd.vn/quoc-phong-an-ninh/xay-dung-quan-doi/bac-bo-luan-dieu-hien-dai-hoa-quan-doi-la-chay-dua-vu-trang-1040435