
Nel contesto di una criminalità informatica sempre più sofisticata, la formazione del personale addetto alla sicurezza informatica non è solo una questione di soddisfare le richieste del mercato, ma rappresenta anche una soluzione strategica per garantire la sicurezza dello spazio digitale. Pertanto, lo sviluppo di programmi di formazione in linea con gli standard internazionali, legati alle pratiche tecnologiche e alle esigenze del mercato, è un requisito urgente per la creazione di una forza lavoro altamente qualificata nel settore della sicurezza informatica.
Concentrarsi sia sulla formazione che sull'applicazione pratica.
Con il rapido sviluppo dell'intelligenza artificiale (IA), dei big data e del cloud computing, lo spazio digitale si sta espandendo, portando a forme di attacco informatico sempre più sofisticate e difficili da individuare. Pertanto, la formazione del personale addetto alla sicurezza informatica è diventata un'esigenza urgente e a lungo termine.
Secondo il professore associato Dr. Nguyen Hai Dang, vicerettore dell'Università di Scienza e Tecnologia di Hanoi , la sicurezza informatica sarà strettamente legata alla scienza dei dati, all'intelligenza artificiale e all'architettura cloud, richiedendo che gli studenti vengano formati con una mentalità "security by design", ovvero considerando la sicurezza come requisito fin dalla fase di progettazione del sistema. Pertanto, i programmi di formazione devono potenziare le esercitazioni pratiche, simulando problemi di attacco, difesa e sicurezza in ambienti reali. Questo permetterà di formare un team di esperti tecnologici a tutto tondo, dotati di pensiero sistemico e grande capacità di adattamento.
Per adattarsi alla nuova situazione, presso l'USTH, il programma di sicurezza informatica viene regolarmente rivisto e aggiornato per adeguarlo alle nuove tecnologie e politiche. Nel frattempo, l'Università di Tecnologia dell'Informazione (Università Nazionale del Vietnam di Ho Chi Minh City) ha sviluppato proattivamente numerosi prodotti direttamente dedicati alla formazione e al trasferimento tecnologico. In particolare, la sala di pratica virtuale vLab, basata su una piattaforma di cloud computing, consente agli studenti di accedere e fare pratica in modo flessibile, senza limitazioni di tempo o spazio. A dicembre 2025, vLab aveva servito circa 1.800 utenti con oltre 115 corsi e 1.618 esercizi pratici.
In realtà, la domanda di personale specializzato in sicurezza informatica continua ad aumentare significativamente. Pertanto, lo sviluppo delle risorse umane in questo settore non dovrebbe concentrarsi solo sulla formazione collaborativa, ma anche creare meccanismi e politiche flessibili che offrano maggiore spazio alla cooperazione nella ricerca, nella sperimentazione e nello sviluppo di soluzioni.
Sulla base di ciò, il Dott. Pham Kim Thu, Vice Rettore dell'Università di Tecnologia e Management dell'Amicizia, ha affermato che è necessario costruire un modello in cui lo Stato svolga un ruolo decisionale e commissioni la formazione; le università innovino proattivamente i programmi e migliorino la qualità della formazione; e le imprese partecipino alla collaborazione, alla sperimentazione e al perfezionamento delle competenze pratiche. Questo è il modello chiave per la formazione di un team di esperti di cybersicurezza che soddisfi i requisiti di sviluppo nell'era digitale e dell'intelligenza artificiale. Se tutte e tre le parti lavorano insieme, il Vietnam può costruire un ecosistema completo per la formazione di risorse umane nel campo della cybersicurezza che soddisfi sia le esigenze immediate sia una visione a lungo termine, contribuendo efficacemente all'obiettivo di una trasformazione digitale nazionale sicura e sostenibile.
Secondo le statistiche relative al solo terzo trimestre del 2025, il Vietnam ha registrato oltre 500.000 attacchi DDoS, il doppio rispetto allo stesso periodo del 2024. Oltre ai rischi come il furto di dati e l'impersonificazione di siti web affidabili per raccogliere informazioni, i metodi di attacco tradizionali come gli attacchi DDoS, pur non essendo nuovi, stanno diventando sempre più pericolosi a causa del loro profondo sfruttamento delle vulnerabilità del sistema.
Alla luce della situazione sopra descritta, il Professor Associato Dr. Tran Minh Triet, Vice Rettore dell'Università delle Scienze (Università Nazionale del Vietnam di Ho Chi Minh City), ha proposto la necessità di promuovere lo sviluppo di risorse umane altamente qualificate nel campo della sicurezza informatica, in particolare un team di esperti in grado di gestire e monitorare i sistemi a tempo pieno e di individuare e rispondere tempestivamente agli incidenti. Allo stesso tempo, la questione delle risorse umane deve essere strettamente collegata alla sensibilizzazione del pubblico e degli utenti. Garantire la sicurezza informatica, infatti, non si limita a server o servizi, ma include anche sistemi, software e servizi digitali ampiamente diffusi su dispositivi mobili e piattaforme di uso quotidiano.
Attrarre talenti attraverso politiche specifiche.
La Risoluzione n. 57-NQ/TW del Politburo afferma che garantire la sovranità nazionale nel cyberspazio, la sicurezza informatica, la protezione dei dati e la sicurezza delle informazioni sono requisiti imprescindibili strettamente legati allo sviluppo nazionale. In quest'ottica, la formazione e lo sviluppo di risorse umane altamente qualificate nel campo della sicurezza informatica sono identificati come un compito chiave, al servizio diretto della tutela della sovranità digitale e dello sviluppo dell'economia della conoscenza. In linea con questo orientamento, nuove politiche, dalla Legge sulla sicurezza informatica, alla Legge sulle transazioni elettroniche modificata, al Decreto n. 13/2023/ND-CP sulla protezione dei dati personali, fino alla Strategia nazionale per la sicurezza informatica fino al 2030, stanno gradualmente perfezionando il quadro giuridico per la regolamentazione dello spazio digitale e dei dati a livello nazionale.
Secondo il professore associato Dr. Nguyen Huu Hieu, Rettore dell'Università di Tecnologia di Da Nang, queste politiche, anziché essere provvedimenti amministrativi, creano una "pressione positiva", promuovendo e guidando il mercato e gli istituti di formazione verso una proattiva standardizzazione delle competenze delle risorse umane nel campo della sicurezza informatica, in vista di un'economia digitale sicura e sostenibile.
Per le università, questa rappresenta un'occasione d'oro per ristrutturare i propri programmi di formazione verso un approccio moderno e integrato. Pertanto, le università non possono limitarsi a insegnare le tecniche di sicurezza; devono puntare a formare individui che comprendano la legge, siano esperti in materia di governance e abbiano la capacità di garantire la conformità lungo l'intero ciclo di vita dei dati. È necessario integrare moduli sulla protezione dei dati personali, sulla sicurezza legale e sugli standard internazionali di conformità nel curriculum standard, implementando al contempo un modello formativo che combini l'apprendimento in aula con l'esperienza pratica in aziende e agenzie di gestione, al fine di sviluppare negli studenti competenze pratiche e capacità di risoluzione di problemi concreti.
Le nuove normative legali hanno ampliato l'ambito della sicurezza informatica, passando dalla gestione tecnica alla gestione del rischio e alla protezione strategica dei dati, richiedendo modelli di formazione interdisciplinari e predittivi che combinino armoniosamente tecnologia, aspetti legali, governance ed etica dei dati. Si prevede che nei prossimi 5-10 anni i professionisti della sicurezza informatica diventeranno una delle figure professionali strategiche di punta nell'economia digitale. Pertanto, le università devono andare oltre la formazione di "ingegneri della sicurezza" puramente tecnici e concentrarsi invece sullo sviluppo di "architetti della sicurezza digitale", ovvero individui capaci di progettare, gestire e amministrare interi ecosistemi di sicurezza informatica. Allo stesso tempo, è necessario implementare al più presto meccanismi e politiche specifici per attrarre e premiare il personale, in particolare quello specializzato in sicurezza delle informazioni.
Il Vietnam è attualmente un membro attivo della rete globale di cybersicurezza e mantiene stretti rapporti di cooperazione con INTERPOL, ASEANAPOL e numerose organizzazioni internazionali. Partner come la Japan International Cooperation Agency (JICA) e la Korea International Cooperation Agency (KOICA) collaborano da tempo nella formazione di esperti e nel trasferimento tecnologico, contribuendo così allo sviluppo di personale specializzato e alla creazione di una "cintura di difesa", ovvero centri di monitoraggio e risposta agli incidenti conformi agli standard internazionali.
Contemporaneamente, il Ministero della Pubblica Sicurezza, insieme ad altri ministeri, agenzie, istituti di ricerca e università, si sta concentrando sull'attuazione di compiti chiave come la creazione di un Centro Dati Nazionale conforme agli standard di sicurezza internazionali, la formazione di personale specializzato e la promozione di partenariati pubblico-privati per rafforzare la fiducia digitale e garantire la sicurezza nazionale dei dati.
Si può affermare che la creazione di una forza lavoro specializzata in cybersicurezza rappresenta un investimento nel futuro dello spazio digitale del Vietnam. Solo quando si formerà un team sufficientemente solido e specializzato, inserito in un ecosistema coordinato, la cybersicurezza potrà davvero diventare una base solida per uno sviluppo digitale sicuro e sostenibile.
Lezione 1: Il principale collo di bottiglia nelle risorse umane per la sicurezza informatica
Fonte: https://nhandan.vn/bai-2-xay-dung-nguon-nhan-luc-an-ninh-mang-ben-vung-post945581.html







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