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La tragedia di Endrick

Alcune storie di calcio iniziano con una luce abbagliante e finiscono nel silenzio.

ZNewsZNews24/10/2025

Endrick sta attraversando un periodo difficile al Real Madrid.

Il percorso di Endrick al Real Madrid – almeno finora – ne è un esempio. Da giovane soprannominato "il piccolo Romario", accolto con un sorriso radioso da Florentino Perez nella hall del Bernabéu, a volto pensieroso in panchina, tutto è accaduto in un solo anno.

A soli 19 anni, Endrick si trova ad affrontare il primo grande punto di svolta in una carriera che avrebbe dovuto essere esplosiva. Il giocatore che ha segnato per il Brasile a Wembley, che a soli 16 anni ha partecipato a competizioni europee, si prepara ora a lasciare Madrid, non per mancanza di talento, ma perché non trova più spazio in squadra. Un prestito a gennaio è quasi certo, e la destinazione potrebbe essere l'Inghilterra, dove ha sorriso il suo primo giorno con la maglia della Seleção.

Quando Bernabéu non avrà più spazio per il "bambino"

Ironia della sorte, Endrick si unì al Real Madrid nello stesso periodo in cui arrivò Kylian Mbappé. Tuttavia, sotto la guida di Xabi Alonso, ogni modulo offensivo ruotava attorno alla stella francese, mentre i giovani giocatori come Endrick venivano relegati al ruolo di spettatori. Non giocava da maggio, una lunga pausa che aveva minato la sua fiducia e la sua passione per il gioco.

Nella scorsa stagione, Carlo Ancelotti ha pazientemente concesso a Endrick 37 presenze, frutto di 7 gol – una media di un gol ogni 120 minuti, un dato molto promettente. Ma Alonso, con la sua filosofia pragmatica e la sua predilezione per la stabilità, ha escluso il giovane dai suoi piani. Nel frattempo, Gonzalo Garcia – un giocatore del settore giovanile – si è messo in luce ai Mondiali per club FIFA con 4 gol e 1 assist. Il quadro è chiaro: Xabi ha scelto giocatori pronti, mentre Endrick non lo era.

Si dice che, al suo arrivo a Madrid, Endrick abbia trascorso una settimana a casa di Vinicius Jr. a La Moraleja per "imparare i trucchi del mestiere". Vinicius mangiava seguendo un menù preparato da uno chef privato, si riprendeva in una camera iperbarica, dormiva a orari rigidissimi ed evitava le feste. Il Real Madrid voleva che Endrick seguisse questo esempio virtuoso. Ma una volta che il pallone non rotolava più, quegli insegnamenti sono caduti nel dimenticatoio.

Real anh 1

Endrick è stato costantemente relegato in panchina.

Nella partita contro il Getafe, Endrick si è riscaldato per tutto il secondo tempo ma non è stato fatto entrare in campo, prendendo a calci una bottiglia d'acqua in segno di rabbia. Più recentemente, è rimasto in silenzio a guardare Garcia entrare come quinto sostituto nella partita contro la Juventus. La scelta di Alonso di puntare sul ventunenne rappresenta una temporanea sospensione delle ambizioni del "ragazzo d'oro" brasiliano al Bernabéu.

Il Real Madrid e la vecchia lezione sui giovani talenti

Il Real Madrid ha avuto successo con Vinicius e Rodrygo, cresciuti sotto l'ala protettrice di Valdebebas. Non hanno avuto bisogno di prestiti, non sono stati messi alla prova altrove e sono cresciuti nell'ambiente più esigente. Ma Endrick non ha avuto la stessa fortuna. È arrivato in un periodo in cui il Real Madrid era troppo ricco di stelle, troppo affamato di titoli e privo di pazienza.

Juni Calafat, l'uomo dietro al trasferimento da 35 milioni di euro (che potrebbero arrivare a 60 milioni), crede ancora che Endrick possa brillare. Ma per farlo, il giovane ha bisogno di giocare, di commettere errori, di affrontare delle difficoltà. Carlo Ancelotti, ora commissario tecnico del Brasile, lo ha dichiarato senza mezzi termini: "Non lo convocherei se non giocasse con regolarità". Questo è al tempo stesso un avvertimento e un consiglio.

Il West Ham si è informato, il Manchester United lo tiene d'occhio e anche club più piccoli come il Real Oviedo sono pronti a dare una mano. Giocare in Premier League, in un ambiente competitivo ma ricco di opportunità, potrebbe essere la soluzione ideale per Endrick, qualcosa che Valdebebas non può più offrirgli.

In un Real Madrid già sovraffollato, andarsene non è un fallimento, ma un atto di coraggio per salvarsi. Endrick ha bisogno di giocare, ha bisogno di commettere errori, ha bisogno di riscoprire la gioia di segnare gol: proprio ciò che un tempo ha fatto conoscere al mondo il "genio dal volto d'angelo" del Palmeiras.

Perché a volte, per diventare una vera star, bisogna uscire dai riflettori più brillanti.

Fonte: https://znews.vn/bi-kich-cua-endrick-post1596488.html


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