
I deepfake minacciano la fiducia digitale in Europa - Foto: Skórzewiak/stock.adobe.com
Il deepfake – una tecnologia che utilizza l'intelligenza artificiale (IA) per creare immagini, video e audio falsi al fine di impersonare persone reali – si sta affermando come una minaccia sistemica in Europa, con gravi conseguenze per la sicurezza digitale, la privacy e l'ordine sociale.
I deepfake stanno diventando una nuova minaccia in Europa.
Secondo le agenzie di monitoraggio e gli enti di ricerca europei, i deepfake stanno creando un preoccupante "doppio impatto": erodono la fiducia del pubblico nelle informazioni e, al contempo, ampliano le possibilità di comportamenti illeciti da parte dei singoli individui.
Ciò che rende questa tecnologia particolarmente pericolosa è la sua capacità di sfruttare direttamente i riflessi naturali delle persone – ovvero la tendenza a credere a ciò che vedono e sentono – rendendo sempre più labile il confine tra verità e menzogna.
I dati di monitoraggio rivelano un livello di diffusione allarmante per questo fenomeno. Dei oltre 2.000 casi di fact-checking registrati in Europa quest'anno, quasi un terzo riguardava contenuti manipolati dall'intelligenza artificiale.
Un'indagine condotta dall'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) in 21 paesi ha inoltre indicato che le persone identificano correttamente le informazioni autentiche solo nel 60% circa dei casi, evidenziando una lacuna significativa nella loro capacità di discernere le informazioni nell'ambiente digitale.
A differenza delle tipiche notizie false, che possono essere individuate confrontando le fonti o il contesto, i deepfake ingannano direttamente i sensi umani grazie alla loro crescente sofisticazione.
Secondo il gruppo di ricerca Info-Tech, si tratta di una nuova generazione di attacchi informatici in grado di eludere molte misure di sicurezza tradizionali "infiltrandosi" nella coscienza umana anziché nei sistemi tecnici. Gli esperti avvertono che i rischi di perdita di dati, frode finanziaria, manipolazione politica e danni alla reputazione aziendale stanno aumentando a un ritmo allarmante.
L'intelligenza artificiale viene utilizzata impropriamente per creare immagini pornografiche false.
Oltre ai rischi per la sicurezza informatica, i deepfake vengono gravemente utilizzati per commettere molestie sessuali. Un rapporto delle Nazioni Unite indica che la stragrande maggioranza dei contenuti deepfake online è pornografica, con circa il 98% dei video deepfake identificati come pornografia non consensuale, e quasi tutti rivolti alle donne.
Secondo l'UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia), almeno 1,2 milioni di giovani sono stati vittime della creazione di immagini false a sfondo sessuale nell'ultimo anno.
In alcuni paesi europei, le ricerche dimostrano che quasi un quarto degli intervistati è stato esposto a "deepnude", ovvero immagini di nudo false che circolano su piattaforme come Instagram, Snapchat o X.
Ancor più preoccupante è il fatto che oltre il 60% di coloro che si sono imbattuti in questo strumento ammetta di aver tentato di creare contenuti simili, a testimonianza di una tendenza alla normalizzazione di comportamenti dannosi nell'ambiente digitale.
In Belgio – un Paese considerato rappresentativo della tendenza generale in Europa – circa il 13% degli adolescenti intervistati ha dichiarato di aver ricevuto contenuti "deepnude". Studi condotti dalla Vrije Universiteit Brussel (VUB) hanno inoltre evidenziato la diffusione incontrollata di deepfake a sfondo sessuale sui social media e sulle piattaforme di messaggistica.
In particolare, un membro della famiglia reale belga è stato preso di mira da immagini deepfake generate dall'intelligenza artificiale, mentre in Europa molti parlamentari e funzionari si sono espressi sull'uso non autorizzato delle loro immagini, a dimostrazione che i deepfake non si limitano più a vittime anonime, ma si sono estesi fino a includere personaggi influenti.
Le leggi sono in ritardo rispetto alla tecnologia.
In risposta a questa situazione, molti paesi europei hanno intrapreso azioni legali. A livello dell'Unione Europea (UE), l'AI Act richiede trasparenza ed etichettatura dei contenuti generati dall'IA e vieta l'uso dell'IA per creare contenuti sessuali non consensuali o sfruttare le immagini dei minori.
Il Digital Services Act (DSA) rafforza inoltre la responsabilità delle piattaforme, prevedendo sanzioni che possono arrivare fino al 6% del fatturato globale in caso di violazioni.
Tuttavia, gli esperti sottolineano che la sfida più grande risiede nel divario tra la velocità dello sviluppo tecnologico e la capacità del diritto di adattarsi. Le leggi sono per loro natura reattive, mentre i deepfake possono diffondersi e causare danni prima che si possano attuare misure di intervento.
In questo contesto, molti esperti auspicano che l'Europa passi da un approccio passivo a uno proattivo, combinando quadri giuridici migliorati, maggiore responsabilità delle piattaforme tecnologiche, sviluppo di strumenti per identificare i contenuti falsi e una migliore educazione all'alfabetizzazione digitale per i cittadini.
Secondo gli esperti, i deepfake non rappresentano solo un problema tecnologico, ma una sfida sistemica, che riflette un fallimento della governance digitale globale: la questione non è solo come controllare la tecnologia, ma anche se la società sia in grado di mantenere la fiducia nelle informazioni in un'era in cui "ciò che sembra reale non è necessariamente vero".
Fonte: https://tuoitre.vn/chau-au-lo-deepfake-lan-rong-vuot-tam-kiem-soat-20260513094744875.htm










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