
A Tokyo, l'indice Nikkei 225 ha chiuso in ribasso dell'1,2% a 53.819,61 punti. In Cina, l'indice Hang Seng è sceso dello 0,9% a 25.477,39 punti, mentre l'indice Shanghai Composite ha perso lo 0,8%, attestandosi a 4.095,45 punti.
Numerosi importanti mercati della regione, tra cui Singapore, Seul, Mumbai, Bangkok, Wellington, Manila e Giacarta, hanno registrato cali.
Un diffuso senso di ansia ha spinto gli operatori di borsa a ritirare rapidamente i capitali. Gli esperti hanno valutato che le economie asiatiche correvano i rischi maggiori a causa della loro forte dipendenza dall'energia importata.
Il crollo del mercato azionario si è verificato poco dopo che i leader iraniani avevano chiesto il blocco dello strategico Stretto di Hormuz e l'apertura di nuovi fronti.
Gli analisti avvertono che il mercato azionario continuerà a subire una pressione significativa, ponendo fine a un forte rally durato molti anni. Matt Weller, direttore della ricerca di mercato presso City Index, ritiene che la tendenza del mercato si sia invertita. Secondo lui, finché lo Stretto di Hormuz rimarrà bloccato, le azioni continueranno a subire pressioni di vendita.
Il signor Weller ha sottolineato che se il Medio Oriente non compirà progressi significativi verso un cessate il fuoco, la domanda degli investitori per gli asset rischiosi diminuirà a un ritmo sempre più rapido nelle prossime settimane e nei prossimi mesi.
In Vietnam, l'indice VN è sceso di 13,37 punti (0,78%) attestandosi a 1.696,24 punti, mentre l'indice HNX è calato di 2,01 punti (0,81%) raggiungendo quota 245,84 punti.
Fonte: https://baotintuc.vn/thi-truong-tien-te/chung-khoan-chau-a-giam-diem-do-rui-ro-tu-trung-dong-20260313153022494.htm








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