
Copertina del libro "We Live to Return" dell'autore Nguyen Phong Viet, pubblicato da Tre Publishing House - Foto: FBNV
Dopo i suoi due libri "Viviamo per ascoltare" e " Viviamo per andare avanti ", l'autore Nguyen Phong Viet presenta ai lettori "Viviamo per tornare ", un libro in cui le persone riflettono su se stesse dopo anni di alti e bassi.
Il viaggio di andata e ritorno
Nel vortice dei continui cambiamenti della vita moderna, la storia dell'addio sembra essere diventata un tema ricorrente. I giovani lasciano le loro città natali per studiare e lavorare, mentre gli adulti intraprendono nuovi viaggi carichi di ambizione e pressioni. "We Live to Return" (Viviamo per tornare) solleva una semplice riflessione: non importa quanto lontano viaggiamo, abbiamo sempre bisogno di un luogo in cui tornare.
Immagini come vassoi di dolci tradizionali di Capodanno, madri che preparano meticolosamente il vassoio delle offerte per la vigilia di Capodanno, con le mani tremanti per l'età... non sono solo ricordi di famiglia, ma anche simboli del tempo e del cambiamento.
Dalle marmellate fatte in casa alle caramelle acquistate al supermercato, l'autore evoca la trasformazione della vita moderna, dove la comodità può sostituire lo sforzo, ma non facilmente le emozioni.
A tutto ciò si affianca il sentimento dell'attesa e delle promesse. L'autore scrive: "In ognuno di noi c'è qualcuno che aspetta alla fine del vento e delle nuvole. Potrebbe essere una moglie che aspetta il marito, una madre che aspetta il figlio, un figlio che aspetta i passi del padre. Ci sono promesse di ritorno entro la fine dell'anno, promesse che dureranno due o tre anni e promesse che dureranno più di un decennio."
Questi versi ci ricordano che dietro ogni viaggio, una luce continua a brillare, una persona continua a nutrire speranza. Pertanto, tornare a casa non è solo un bisogno per chi parte, ma anche una nostalgia per chi resta.
In un altro passaggio, il libro tocca un desiderio molto comune: "Un giorno mi resi conto che volevo vivere una vita normale / Volevo essere di nuovo tenuto per mano da mia madre, mentre camminavamo lungo la strada da casa nostra al mercato / Volevo indossare il maglione che mia madre aveva lavorato a maglia, a prescindere da ciò che la gente pensava fosse antiquato / Volevo che la panchina di pietra davanti a casa nostra avesse ancora il suo solito posto vuoto / senza che mancasse nessuno...".
Dal punto di vista formale, l'opera di 192 pagine conserva la struttura di brevi passaggi intrecciati a poesie e riflessioni, creando lo stile unico dell'autore Nguyen Phong Viet. Il ritmo lento e la ricchezza narrativa la rendono accessibile al lettore, offrendo al contempo momenti di quieta contemplazione.
Fonte: https://tuoitre.vn/chung-ta-song-de-tro-ve-20260214122752395.htm








Commento (0)