Durante l'incontro, a nome della famiglia, il signor Le Thanh Trung (figlio del signor Le Tat Dac) ha espresso la sua emozione per aver potuto offrire incenso e visitare il luogo che ha segnato i giorni dell'indomita e incrollabile lotta di suo padre. La famiglia del signor Le Tat Dac ha donato al Museo Dak Lak un prezioso dono: un dipinto ad olio intitolato "Uccello che si libra nel vento", realizzato dall'artista e tenente colonnello Nguyen Tuan Long, del Dipartimento Cultura e Arti (Dipartimento di Propaganda - Dipartimento Politico Generale).
Il dipinto è ispirato alla storica evasione dal carcere del 19 gennaio 1942, compiuta da tre combattenti rivoluzionari: Le Tat Dac, Nguyen Chi Thanh e Phan Doan Gia. Si tratta di un evento reale, segnato come una delle pagine d'oro della lotta rivoluzionaria nel carcere di Buon Ma Thuot. Costruito dai colonialisti francesi negli anni '30, il carcere di Buon Ma Thuot è un simbolo della brutalità dei regimi coloniali e imperialisti e dell'indomito spirito combattivo degli illustri figli e figlie della rivoluzione vietnamita. Vi furono imprigionati combattenti rivoluzionari incrollabili come Phan Dang Luu, Ho Tung Mau, Vo Chi Cong, Nguyen Chi Thanh e Doan Khue…
Le Tat Dac, un intellettuale della provincia di Thanh Hoa che si unì alla rivoluzione in giovane età, fu arrestato ed esiliato a Buon Ma Thuot. Insieme a lui furono imprigionati Nguyen Vinh (Nguyen Chi Thanh), che in seguito divenne generale dell'Esercito popolare vietnamita, e Phan Doan Gia, un fedele membro dei primi quadri del Partito. Tre uomini, tre destini, ma accomunati da una fede e un'aspirazione comuni all'indipendenza e alla libertà.
I compagni idearono e concordarono un piano di fuga. Tre di loro – Le Tat Duc, Nguyen Vinh e Phan Doan Gia – si offrirono volontari per andare a cercare provviste nella foresta, un compito piuttosto arduo e pericoloso. Ognuno preparò un po' di sale, alcune scatole di fiammiferi e delle medicine per prevenire le malattie. La parte più difficile fu capire come ingannare la guardia, Druido. Dopo lunghe discussioni, i soldati escogitarono finalmente un piano ingegnoso: ogni giorno, dopo aver tagliato l'erba, i tre si sarebbero sdraiati e si sarebbero massaggiati a turno, fingendo di essere rilassati e a proprio agio. Druido, sorpreso e perplesso, gli spiegò i benefici del massaggio – che avrebbe alleviato la fatica, migliorato la circolazione sanguigna, rafforzato la salute, rinvigorito lo spirito e curato tutte le malattie – incuriosendo la guardia e invogliandola a provarlo. In effetti, dopo il massaggio, Druido si sentì rilassato e a suo agio. Da quel momento in poi, Druido pretese che i prigionieri gli facessero un massaggio ogni giorno.

|
La famiglia del signor Le Tat Dac ha donato il dipinto "Uccelli che si librano nel vento" al Museo Dak Lak . |
Il 19 gennaio 1942, adducendo come motivazione la stagione secca e la scarsità d'erba, i prigionieri chiesero alle guardie di disperdersi per poter tagliare più erba in una zona più distante. Mentre il dottor Drie si sdraiava per ricevere un massaggio, tre prigionieri gli legarono mani e piedi e fuggirono. La fuga permise ai tre combattenti di attraversare fitte foreste e alte montagne, superando ogni difficoltà, e di tornare al Partito e alla rivoluzione. Ancora una volta, dimostrarono che nessuna catena o ceppo poteva imprigionare un prigioniero comunista o impedire ai combattenti rivoluzionari di proseguire sulla via della liberazione nazionale. Questo evento divenne leggenda, tramandato come simbolo dell'anelito alla libertà e della volontà incrollabile.
Nel dipinto "Uccelli che si librano nel vento", l'artista Nguyen Tuan Long non solo ricrea un evento storico, ma trasmette anche la statura spirituale di coloro che osarono liberarsi dalle proprie catene. Tra la vasta distesa di montagne e foreste si stagliano le immagini di tre soldati risoluti e pieni di risorse che superano le avversità per trovare la luce della libertà. L'opera ricorda alle generazioni odierne che la libertà e l'indipendenza non sono date per scontate, ma sono il risultato del sangue e del sacrificio di innumerevoli generazioni che hanno superato le tempeste della prigionia, delle bombe e dei proiettili.
Con questo intento, la famiglia dell'ex prigioniero Le Tat Dac ha donato il dipinto al Museo Dak Lak non solo come opera d'arte, ma anche come parte sacra della memoria familiare, un ricordo eroico degli anni indimenticabili della nazione. Il signor Le Thanh Trung, figlio del signor Le Tat Dac, ha commosso le sue parole: "Speriamo che questo dipinto venga esposto per far conoscere al pubblico i momenti eroici della storia delle generazioni passate, contribuendo a sensibilizzare le giovani generazioni sulla necessità di preservare, costruire e proteggere la Patria".
L'opera d'arte "Uccello che si libra nel vento" sarà esposta nel carcere di Buon Ma Thuot come manufatto sacro, non solo per contribuire a collegare passato e presente, ma anche per ispirare le giovani generazioni, coloro che continueranno il cammino dei loro antenati nella costruzione e nella protezione del Paese.
Fonte: https://baodaklak.vn/van-hoa-du-lich-van-hoc-nghe-thuat/202511/chuyen-ve-mot-buc-tranh-son-dau-4bf29f7/
Commento (0)