Con l'avvento del XXI secolo, l'industria culturale si è affermata come un fenomeno di rilievo nelle strategie di ristrutturazione economica di molti Paesi. Nel 2016, il Vietnam ha adottato per la prima volta una Strategia per lo sviluppo dell'industria culturale. In occasione del XIII Congresso nazionale del Partito Comunista del Vietnam, l'industria culturale è stata inclusa nei documenti del Congresso.
Ciò dimostra la particolare attenzione che il Partito riserva al ruolo dell'industria culturale nello sviluppo nazionale. Negli ultimi cinque anni, durante la legislatura del XIII Congresso del Partito, l'industria culturale ha compiuto progressi significativi, evidenziando un cambiamento di mentalità tra gli enti di gestione, le autorità locali e le imprese.
Nel 2025, "Red Rain" è diventato un fenomeno al botteghino, superando i 710 miliardi di VND di incassi. Molti film, come "Underground Tunnel", "Battle in the Air" e "Mai", hanno raggiunto centinaia di miliardi di VND di incassi e sono stati acclamati sia dal punto di vista artistico che commerciale. Questi risultati testimoniano lo sviluppo rivoluzionario dell'industria culturale vietnamita.

Ad oggi, le industrie culturali in Vietnam contribuiscono per oltre il 4% al PIL. (Immagine a scopo illustrativo - Foto: Vietnam+)
La Risoluzione del XIII Congresso Nazionale del Partito Comunista del Vietnam ha sottolineato l'importanza di uno sviluppo mirato e concentrato dell'industria culturale. In attuazione di tale Risoluzione, il Governo ha emanato la Direttiva 30 sullo sviluppo delle industrie culturali in Vietnam. L'Assemblea Nazionale ha inoltre approvato il "Programma Nazionale per lo Sviluppo Culturale 2025-2035". Lo sviluppo culturale si sta orientando con forza verso un modello di economia creativa.
Il signor Tran Hoang (Direttore del Dipartimento del Diritto d'Autore del Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo) ha dichiarato: "Stiamo spostando la nostra mentalità dalla creazione culturale alla gestione culturale, creando meccanismi e politiche favorevoli per sviluppare e attrarre imprese che sviluppino prodotti dell'industria culturale. In particolare, abbiamo creato un ecosistema che va dalla creazione alla produzione e alla distribuzione."
Negli ultimi cinque anni, sono emersi centinaia di spazi creativi che favoriscono la connessione tra artisti, imprese e pubblico. Le arti performative hanno registrato importanti progressi, con numerosi festival musicali di grande portata che attraggono decine di migliaia di partecipanti. In particolare, Hanoi, Hue, Hoi An, Da Lat e Ho Chi Minh City sono entrate ufficialmente a far parte della Rete delle Città Creative dell'UNESCO.
"Lo sviluppo delle industrie culturali negli ultimi cinque anni è stato eccezionale, trasformandole in un motore di sviluppo non solo per la cultura, ma anche per lo sviluppo sostenibile del Paese. L'economia creativa infonde fiducia e orgoglio nei valori della nazione", ha commentato il Professor Associato Dott. Bui Hoai Son (membro a tempo pieno della Commissione Cultura e Società dell'Assemblea Nazionale).
Ad oggi, le industrie culturali in Vietnam contribuiscono per oltre il 4% al PIL. Recentemente, è stata ufficialmente approvata la Strategia per le industrie culturali per il periodo 2025-2030, che fissa l'obiettivo di raggiungere un contributo del 7% al PIL entro il 2030. Questo obiettivo è considerato pienamente realizzabile, dato l'attuale tasso di crescita positivo di settori chiave come il cinema, le arti performative e l'artigianato.
Fonte: https://vtv.vn/dau-an-5-nam-phat-trien-cong-nghiep-van-hoa-100251208220501366.htm








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