L'ex nazionale inglese Gabby Agbonlahor è finito al centro delle polemiche dopo aver suggerito che la Premier League dovrebbe sospendere i giocatori che si ritirano dalla propria nazionale. Tuttavia, questa dichiarazione ha suscitato rapidamente reazioni negative, soprattutto dopo che il suo passato è venuto alla luce.
Nel programma talkSPORT , Agbonlahor ha espresso la sua frustrazione per l'ondata di ritiri durante i FIFA Days di marzo, in particolare per il caso dei giocatori dell'Arsenal. Secondo le cifre citate, 23 giocatori della Premier League si sono ritirati, di cui ben 11 provenienti dall'Arsenal, tra cui Declan Rice, Bukayo Saka, Gabriel Magalhaes, William Saliba e Leandro Trossard.
L'ex attaccante dell'Aston Villa ritiene che molti giocatori abbiano giocato normalmente nella finale di Coppa di Lega, ma abbiano poi chiesto di essere esonerati dalla nazionale, cosa che lui considera "sbagliata". Pertanto, Agbonlahor ha proposto una misura drastica: i giocatori che saltano gli allenamenti della nazionale verrebbero squalificati per la successiva partita di Premier League.
"Sono certo che se questa regola fosse in vigore, i giocatori smetterebbero di ritirarsi", ha sottolineato Agbonlahor. Ha inoltre invitato il capitano dell'Inghilterra, Harry Kane, a intervenire per porre rimedio alla situazione.
![]() |
Agbonlahor ha rilasciato di recente una serie di dichiarazioni che hanno attirato l'attenzione. |
Tuttavia, la dichiarazione di Agbonlahor è stata subito messa in discussione per la sua coerenza. Nel 2011, lo stesso giocatore aveva chiesto di ritirarsi dalla nazionale inglese a causa di un infortunio al bicipite femorale. Sorprendentemente, solo sei giorni dopo, Agbonlahor scese comunque in campo da titolare in una partita di Premier League contro il Tottenham.
Questo dettaglio ha portato molti a credere che l'ex attaccante si trovi ora in una situazione in cui le sue stesse tattiche gli si stanno ritorcendo contro. Dato il fitto calendario e la crescente pressione nel suo club, le richieste di ritiro dalla nazionale da parte dei giocatori non sono un fenomeno nuovo.
Anche il commissario tecnico dell'Inghilterra, Thomas Tuchel, ha difeso giocatori come Rice e Saka, affermando che i loro problemi fisici erano reali e che non c'era motivo di dubitare della loro onestà.
Secondo i regolamenti FIFA, i giocatori convocati sono tenuti a presentarsi agli allenamenti, ma esistono comunque meccanismi per i controlli medici e accordi con i club in caso di infortunio. Questo fa sì che la questione non sia solo una questione di consapevolezza, ma coinvolga anche la gestione della condizione fisica e il rischio di infortuni.
La dichiarazione di Agbonlahor non solo è stata controversa, ma ha anche messo in luce un paradosso ricorrente nel calcio moderno: il sottile confine tra responsabilità nazionale e interessi del club.
Fonte: https://znews.vn/de-xuat-gay-soc-cua-agbonlahor-bi-phan-ung-du-doi-post1640176.html









Commento (0)