"L'ambientazione è parte integrante della storia."
Parlando di questo approccio, la regista Trinh Dinh Le Minh ha affermato che fin dalle prime fasi di sviluppo della sceneggiatura del film "Once Upon a Love Story", il team ha chiaramente definito che l'ambientazione non è solo uno "sfondo", ma parte integrante della storia. Ambientato a Phu Yen, il film non ha scelto un approccio che mettesse in risalto la bellezza della natura, ma si è concentrato sui dettagli quotidiani: il sole del Vietnam centrale, le strade di paese e il ritmo lento della vita. Tutti questi elementi sono strettamente legati allo sviluppo psicologico dei personaggi. "Abbiamo cercato di intrecciare il paesaggio con le emozioni dei personaggi, in modo che ogni inquadratura portasse l'essenza del luogo, anziché essere una semplice composizione illustrativa", ha dichiarato la regista Trinh Dinh Le Minh.

L'approccio misurato alla narrazione impedisce agli spettatori di essere "portati in un tour turistico", permettendo loro di immergersi nella storia e di sviluppare naturalmente empatia per la regione. Dopo l'uscita del film, Phu Yen è stato ampiamente discusso sui social media, dimostrando la sua portata ben oltre il mondo del cinema. Ciò dimostra che i film che creano un "effetto turistico " non si basano sulla semplice esibizione di numerose attrazioni turistiche, ma piuttosto sulla capacità di raccontare una storia autentica. Quando si suscitano emozioni, le immagini rimangono impresse, spingendo gli spettatori a ricercare esperienze di vita reale.
Da una prospettiva più ampia, il regista Trinh Dinh Le Minh ritiene che il cinema stia gradualmente diventando un canale efficace per "esportare la cultura soft". Invece di campagne promozionali dirette, ogni film offre alla comunità internazionale uno spaccato della vita, dei costumi e del popolo vietnamita. "Quando il pubblico internazionale guarda un film, non solo ammira splendidi paesaggi, ma acquisisce anche una comprensione più profonda della cultura e dello stile di vita di un Paese. Se ben realizzato, ogni film può fungere da 'passaporto culturale', mostrando in modo naturale e sostenibile l'immagine del Vietnam al mondo ", ha sottolineato.
Tuttavia, secondo il regista, la sfida sta nel mantenere un equilibrio tra merito artistico ed elementi promozionali. Se si dà troppa importanza all'aspetto visivo, il film potrebbe facilmente diventare "bello ma vuoto", perdendo la sua profondità di contenuto. Pertanto, il principio fondamentale rimane quello di porre la storia al centro, mentre l'ambientazione svolge un ruolo di supporto, arricchendo l'impatto emotivo.
Il cinema vietnamita e il suo percorso per diffondere l'immagine del paese.
Negli ultimi tempi, il cinema vietnamita ha visto molte opere creare un forte effetto a catena grazie all'armoniosa fusione di storia e ambientazione. Prima di "Once Upon a Love Story", il film del regista Victor Vũ "I See Yellow Flowers on Green Grass" aveva scatenato una vera e propria "mania" turistica a Phu Yen, trasformando campi, spiagge e villaggi rustici in mete popolari. Successivamente, "Blue Eyes" ha contribuito a ritrarre la bellezza poetica e tranquilla di Hue e delle zone circostanti. L'immagine dell '"albero solitario" nel film ha trasceso i confini del cinema, diventando un simbolo del turismo e della cultura popolare.
Ciò che accomuna queste opere è la mancanza di priorità alla promozione, a favore di storie ricche di emozioni e strettamente legate al contesto locale. È proprio questa sincerità narrativa a creare un impatto duraturo. La tendenza a connettere il cinema con i contesti locali sta aprendo numerose opportunità per il cinema vietnamita. Questo non solo contribuisce a creare un'identità unica, ma favorisce anche la promozione dell'immagine di un paese diversificato e culturalmente ricco.

Tuttavia, per ottenere risultati efficaci a lungo termine, è necessaria una strategia globale che adotti molteplici approcci: investire nelle sceneggiature, migliorare la qualità delle risorse umane, espandere i mercati di distribuzione internazionali e rafforzare la cooperazione tra i cineasti e le autorità locali. Soprattutto, come ha sottolineato il regista Trinh Dinh Le Minh, l'elemento centrale rimane la storia: "La cosa più importante è raccontare storie vietnamite in modo autentico e approfondito: è questo che manterrà il pubblico coinvolto nel lungo periodo".
Dai campi di "Vedo fiori gialli sull'erba verde", all'atmosfera tranquilla di "Occhi azzurri", fino alle scene di vita quotidiana di "C'era una volta una storia d'amore", il cinema vietnamita si sta gradualmente affermando come "ambasciatore culturale", contribuendo a far conoscere l'immagine del Vietnam e del suo popolo agli amici internazionali.
Fonte: https://congluan.vn/dien-anh-tam-ho-chieu-van-hoa-dua-viet-nam-ra-the-gioi-10338835.html










Commento (0)