Il fatto che il concerto si sia tenuto il 2 settembre, una giornata speciale per il Paese, per celebrare la nazione e onorare opere musicali senza tempo e brani di grande valore, è già di per sé un dettaglio molto speciale.

Eppure, questo fenomeno si ripete ininterrottamente da 16 anni. Tuttavia, ogni anno "What Remains " rivela sempre di più.

E quest'anno, dopo aver apprezzato appieno lo spettacolo al Teatro Ho Guom, vorrei aggiungere anche io un paio di considerazioni!

Orchestra Internazionale e Spirito Nazionale

Uno degli aspetti che più mi ha colpito fin dall'inizio del programma "What Remains 2025 " è stata la collaborazione con la Sun Symphony Orchestra sotto la direzione del direttore d'orchestra francese Olivier Ochanine.

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La presenza del direttore d'orchestra francese Olivier Ochanine e della Sun Symphony Orchestra è uno dei momenti salienti di "What Remains" 2025.

La comparsa di un'orchestra sinfonica professionale con numerosi artisti stranieri dimostra che l'immagine di integrazione di "What Remains" in particolare, e della musica vietnamita in generale, sta diventando sempre più attraente e diffusa nel periodo attuale.

Un momento particolarmente toccante si è verificato dopo l'intervallo, quando l'intera orchestra, direttore compreso, si è avvolta sulle spalle delle sciarpe con l'immagine della bandiera vietnamita.

Nella solenne illuminazione del Teatro Ho Guom, l'immagine di decine di artisti vietnamiti e internazionali avvolti nella bandiera vietnamita, simbolo sacro della nazione, è diventata quest'anno una singolare "tendenza patriottica".

Non si tratta solo di un dettaglio interessante, ma anche di una conferma del fatto che la musica può trascendere i confini, unire i cuori e diffondere l'orgoglio nazionale.

Sebbene l'impatto visivo dell'orchestra fosse notevole, è stato il tocco artistico del direttore musicale e compositore Tran Manh Hung a dare anima al programma.

Dopo molti anni di dedizione, continua a dimostrare la sua capacità di coniugare la raffinata qualità accademica della musica sinfonica con un senso di intimità e accessibilità per un vasto pubblico.

Una caratteristica distintiva del concerto nazionale "What Remains" è il suo approccio coerente all'esecuzione vocale, con opere melodiche accessibili e adatte ai gusti musicali del grande pubblico.

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Le rappresentazioni sono state coordinate con cura, trovando un equilibrio tra qualità accademica e accessibilità al grande pubblico.

Anche nei brani puramente strumentali inseriti nel programma, il direttore musicale ha saputo sfruttare abilmente melodie ricche di qualità vocale, dando agli ascoltatori la sensazione che la musica stesse parlando.

Questo contribuisce a garantire che, anche sul palco di un'orchestra sinfonica, "The Enduring Melody" conservi lo spirito di un concerto, dove la melodia può toccare il cuore di molti.

Un colorato arazzo di musica

L'album "What Remains 2025" continua ad affermare la sua forza nella diversità, come un dipinto musicale sfaccettato: dalla musica strumentale a quella vocale, dalla musica prebellica e rivoluzionaria alla musica folk e moderna, tutto è presente.

Ma proprio questa "sufficienza", se priva del tocco sapiente di uno "chef", può facilmente trasformarsi in una zuppa insipida e senza sapore.

Fortunatamente, questo non è accaduto in "The Lasting Thing ". La selezione e la disposizione armoniose dei brani, che esplorano diverse sonorità e generi musicali, pur rimanendo unite nella melodia e nello stile espressivo, hanno creato un insieme che è al tempo stesso vario e coeso.

Nella sezione di musica strumentale, il pubblico ha potuto apprezzare creazioni uniche. In particolare, è stata eseguita un'opera contemporanea scritta appositamente per la cetra, "Madrepatria" (Tran Manh Hung), in versione solista dall'artista di merito Le Giang con l'orchestra sinfonica.