
Questo spirito è sottolineato nella Risoluzione n. 80-NQ/TW (del 7 gennaio 2026) del Politburo sullo sviluppo della cultura vietnamita, che stabilisce la necessità di innovare il contenuto e la forma della diffusione culturale nella vita sociale. L'esperienza pratica in alcune località dimostra, fin da subito, il potenziale dell'iniziativa "Passaporto del Patrimonio" per concretizzare tale esigenza.
Una delle sfide attuali è garantire che il patrimonio non solo venga preservato, ma anche attivamente presente nella vita quotidiana. In realtà, molti siti storici e musei sono ancora fruiti in modo tradizionale, privi di connessione e interazione.
La città di Hue è una delle località pioniere nella creazione di un nuovo approccio al patrimonio culturale attraverso un "Passaporto Turistico". Partendo da una pubblicazione di presentazione della destinazione nel 2018, il "Passaporto Turistico di Hue" si è ora evoluto nell'applicazione digitale "Passaporto della Città di Hue", incentrata sui passaporti del patrimonio e sul collegamento dei siti storici all'interno di un itinerario strutturato.
Secondo la signora Tran Thi Hoai Tram, direttrice del Dipartimento del Turismo della città di Hue, il numero di visitatori nella località è piuttosto elevato, ma gli itinerari turistici mancano di coerenza e non incentivano un'esplorazione approfondita. D'altro canto, la località vanta un sistema concentrato di siti storici, in particolare il complesso della Cittadella Imperiale di Hue. La signora Tram ritiene che lo sviluppo di un "Passaporto Turistico" miri a trasformare la visita in un'esperienza interattiva, piuttosto che in una semplice visita turistica.
Tramite l'app, i turisti effettuano il check-in nei siti storici utilizzando la geolocalizzazione GPS, e ogni sito corrisponde a un segno di conferma. Dopo aver visitato un certo numero di siti, i partecipanti possono ricevere sconti o premi. Ogni destinazione è corredata da informazioni e una breve storia, che aiutano gli utenti a comprenderne meglio il valore storico e culturale.
Secondo i rappresentanti del settore turistico di Hue, il riscontro del mercato è stato piuttosto positivo e può essere suddiviso in tre gruppi. I giovani turisti e i visitatori internazionali hanno risposto bene, apprezzando in particolare l'elemento esplorativo e l'aspetto "da collezione" del viaggio. Le famiglie lo considerano un'attività interattiva benefica per i bambini, che contribuisce anche a prolungare il loro soggiorno. I turisti tradizionali, sebbene inizialmente nuovi all'esperienza, si sono adattati rapidamente e hanno partecipato dopo aver ricevuto le opportune indicazioni.
Partendo dal "Passaporto del Patrimonio Storico", la città di Hue ha ulteriormente sviluppato il suo "Passaporto Culinario", ampliando il proprio approccio verso una prospettiva più completa. Ogni piatto viene inserito nel suo specifico contesto culturale, consentendo ai partecipanti non solo di "gustarlo", ma anche di "comprenderne" l'origine e il significato. Questo approccio dimostra una tendenza ad ampliare il concetto di patrimonio, passando dal materiale all'intangibile, verso un ecosistema culturale coeso.
A Da Nang, nel 2025 verrà lanciato il "Passaporto del Patrimonio", un prodotto innovativo volto a rinnovare l'approccio all'esplorazione culturale. Secondo la signora Nguyen Thi Hong Tham, direttrice del Centro per la Promozione del Turismo della città, lo sviluppo del "Passaporto del Patrimonio" nasce dall'esigenza di collegare i singoli siti storici in itinerari tematici, rispondendo al contempo alla crescente tendenza alla personalizzazione. Il passaporto, integrato con una piattaforma digitale, non funge solo da souvenir, ma anche da guida, consentendo viaggi di esplorazione più approfonditi.
Solo tra settembre e dicembre 2025, la città ha rilasciato oltre 5.000 passaporti del patrimonio in diverse lingue, con un alto tasso di completamento di 5-10 punti per i visitatori. I commenti dei visitatori si sono concentrati sulle caratteristiche eccezionali del passaporto: novità, elevata interattività, facilità d'uso e vantaggi correlati.
La signora Nguyen Thi Hong Tham ha sottolineato: “Il ‘Passaporto del Patrimonio’ è uno dei prodotti innovativi tipici della fase di rivitalizzazione del turismo di Da Nang. Questo approccio contribuisce ad accrescere la capacità di ‘raccontare la storia della destinazione’, poiché i siti storici vengono collegati in un percorso narrativo continuo; allo stesso tempo, distribuisce i flussi turistici, valorizza le destinazioni meno conosciute e crea ‘punti di contatto’ più creativi nella comunicazione, rafforzando il riconoscimento culturale del luogo.”

Il "Passaporto del Patrimonio" favorisce il passaggio da una visita passiva a una attiva. Attraverso un sistema a punti e il completamento di tappe, i partecipanti non solo visitano i siti, ma si impegnano attivamente nel processo di esplorazione. L'elemento di gamification contribuisce ad aumentare il coinvolgimento dei visitatori con il sito storico.
Il "Passaporto del Patrimonio" dimostra anche il potenziale della combinazione tra piattaforme digitali e contenuti relativi al patrimonio culturale. Non solo facilita l'accesso dei turisti alle informazioni, ma la digitalizzazione contribuisce anche alla creazione di un database sui comportamenti dei visitatori, favorendo così la gestione, la conservazione e la promozione dei valori del patrimonio in modo efficace e sostenibile. Ciò è in linea con l'esigenza di accelerare la trasformazione digitale nel settore culturale, come stabilito dalla Risoluzione n. 80-NQ/TW del Politburo.
A livello globale, l'organizzazione dei siti del patrimonio culturale attraverso visite guidate esperienziali è stata implementata in molti paesi, in particolare con il programma "Japan Heritage" in Giappone e l'iniziativa "European Heritage Label" in Europa. Tuttavia, questo modello non è ancora stato ampiamente adottato in Vietnam. Il filo conduttore di questi modelli è un cambiamento di approccio al patrimonio, che passa da esposizioni statiche a esperienze guidate, in cui i visitatori svolgono un ruolo centrale.
Sulla base dell'esperienza in Vietnam, si può constatare che il "Passaporto del Patrimonio" non solo abbraccia le tendenze internazionali, ma si adatta anche alle caratteristiche di ogni località.
I "passaporti del patrimonio" non sono solo strumenti a supporto delle esperienze, ma anche un modo per riorganizzare il rapporto tra le persone e il patrimonio. Quando il patrimonio viene inserito in un percorso interattivo, l'accessibilità si amplia, contribuendo così alla tutela e alla promozione dei valori del patrimonio nella vita contemporanea.
Fonte: https://baolamdong.vn/doi-moi-cach-tiep-can-di-san-439673.html







Commento (0)