
Questo sviluppo non solo riflette il sentimento di "avversione al rischio" dei mercati finanziari internazionali, ma pone anche nuove sfide per le economie dipendenti dalle importazioni di energia come la Corea del Sud.
Secondo i dati di mercato, il won ha chiuso a 1.515,7 won per dollaro, in calo di 6,8 won rispetto alla sessione precedente, registrando il quarto giorno consecutivo di ribasso. Durante la giornata, il tasso di cambio è sceso brevemente a 1.521,1 won per dollaro, il livello più basso da marzo 2009, quando la Corea del Sud era ancora alle prese con le conseguenze della crisi finanziaria globale.
La pressione al ribasso sul won si sta verificando parallelamente all'apprezzamento del dollaro statunitense. L'indice USD, che misura la forza del dollaro rispetto a un paniere di sei valute principali, è salito a 100,306 punti, registrando una serie positiva di cinque sedute consecutive. Questo cambiamento riflette la tendenza globale al ritorno dei capitali verso beni rifugio in un contesto di crescenti rischi geopolitici .
Nel contesto del conflitto in corso in Medio Oriente, gli attacchi aerei statunitensi e israeliani contro l'Iran si stanno intensificando rapidamente, mentre le forze Houthi in Yemen si uniscono alla lotta. Lo scorso fine settimana, gli Houthi hanno lanciato missili verso Israele e hanno avvertito che continueranno le operazioni militari fino alla cessazione degli attacchi contro l'Iran.
Questo sviluppo solleva preoccupazioni circa la potenziale interruzione delle rotte di trasporto energetico attraverso il Mar Rosso, uno dei corridoi strategici per le spedizioni globali di petrolio greggio e gas naturale liquefatto (GNL). Secondo le stime delle organizzazioni energetiche internazionali, circa il 10-12% del commercio mondiale di petrolio transita attraverso questa regione, il che significa che qualsiasi interruzione potrebbe avere un impatto significativo sui prezzi dell'energia.
Per la Corea del Sud, la cui economia importa oltre il 90% del proprio fabbisogno energetico, gli shock dei prezzi del petrolio hanno in genere un rapido effetto a catena sulla bilancia commerciale e sul tasso di cambio. I dati della Banca di Corea (BOK) indicano che nei precedenti periodi di forti aumenti dei prezzi del petrolio, il deficit commerciale energetico poteva aumentare di decine di miliardi di dollari all'anno, indebolendo così la valuta nazionale.
Oltre ai fattori energetici, anche gli afflussi di capitali esteri stanno esercitando ulteriore pressione sul mercato finanziario sudcoreano. L'indice KOSPI è sceso del 2,91% il 30 marzo, principalmente a causa delle vendite nette da parte degli investitori stranieri. Questo deflusso di capitali ha portato a una maggiore domanda di conversione in dollari statunitensi, contribuendo così ad aumentare la volatilità del tasso di cambio.
Gli esperti ritengono che il won sia attualmente influenzato da fattori sia esterni che interni. In particolare, la soglia di 1.500 won per 1 dollaro USA – considerata un livello psicologico cruciale – è stata violata nelle ultime sedute. Il mantenimento del tasso di cambio al di sopra di questo livello potrebbe innescare ulteriori ordini di vendita tecnici e aumentare la volatilità nel mercato valutario nel breve termine.
Secondo gli esperti finanziari, le prospettive a breve termine del won dipenderanno in larga misura dagli sviluppi in Medio Oriente e dall'andamento dei prezzi globali dell'energia. Se il conflitto dovesse continuare ad intensificarsi o a diffondersi, il rischio di un ulteriore indebolimento del won sarebbe inevitabile. Al contrario, qualsiasi segnale di de-escalation derivante dagli sforzi diplomatici potrebbe contribuire a stabilizzare il mercato, sebbene l'entità della ripresa possa essere limitata dai fattori fondamentali dell'economia sudcoreana.
Fonte: https://baotintuc.vn/thi-truong-tien-te/dong-won-suy-giam-sau-do-xung-dot-trung-dong-leo-thang-20260330185802011.htm







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