
Il punto di partenza del gasdotto Nord Stream 2 a Ust-Luga, in Russia. Foto: Bloomberg/VNA
L'Unione Europea (UE) ha appena ribadito il suo impegno a porre fine completamente alla dipendenza energetica russa e sta predisponendo misure per interrompere a breve le importazioni di gas naturale e petrolio dalla Russia. Questa decisione giunge in un momento in cui gli Stati membri sono attivamente alla ricerca di fonti energetiche alternative per garantire la sicurezza energetica e mitigare i rischi geopolitici .
In vista della riunione dei ministri dell'energia dell'UE a Bruxelles, il 16 marzo, il commissario europeo per l'energia Dan Jorgensen ha annunciato che l'UE non importerà più unità energetiche dalla Russia.
Il signor Jorgensen ha inoltre ribadito che l'UE ha approvato lo scorso anno una legge che vieta le importazioni di gas russo a partire dalla fine del 2027. Attualmente, la Commissione europea (CE) sta finalizzando le proposte per porre fine alle restanti importazioni di petrolio, con l'obiettivo di raggiungere la completa indipendenza energetica.
La dichiarazione del Commissario europeo giunge in un momento in cui alcuni funzionari europei hanno chiesto la ripresa dei negoziati con Mosca per trovare fonti energetiche più economiche. Tuttavia, l'UE mantiene una posizione ferma, sostenendo che continuare a importare energia dalla Russia equivarrebbe a finanziare direttamente una guerra e minerebbe la posizione politica e di sicurezza del blocco.
Secondo gli esperti del settore energetico, questa decisione comporterà numerose sfide a breve termine per i paesi che rimangono fortemente dipendenti dal gas e dal petrolio russi. Tuttavia, a lungo termine, si tratta di una strategia necessaria per garantire la sicurezza energetica, ridurre i rischi geopolitici e favorire lo sviluppo di fonti di energia rinnovabile e di infrastrutture energetiche alternative.
La mossa dell'UE è inoltre coerente con i suoi impegni in materia di cambiamenti climatici, poiché il blocco promuove le energie pulite e riduce le importazioni di combustibili fossili dalla Russia. La diversificazione delle fonti energetiche e la riduzione della dipendenza da fonti estere sono considerate un passo strategico, volto sia a proteggere l' economia europea sia a rafforzare la posizione politica dell'Unione sulla scena internazionale.
Con questo impegno, l'UE invia un messaggio chiaro: il blocco si sta muovendo verso un mercato energetico più indipendente, sostenibile e resiliente ai rischi. La tabella di marcia per porre fine alle importazioni di gas entro il 2027 e le successive misure relative al petrolio dimostrano una forte determinazione e riaffermano l'importanza della sicurezza energetica nella politica strategica dell'UE.
Fonte: https://vtv.vn/eu-se-ngung-hoan-toan-nhap-khau-nang-luong-tu-nga-100260317155616182.htm








Commento (0)