
L'UE intensifica i controlli sulle importazioni a basso costo.
Secondo il Financial Times, la Commissione europea ha proposto di applicare commissioni di elaborazione ai piccoli pacchi provenienti da Shein, Temu e Alibaba già a partire dal 2026, con due anni di anticipo rispetto al previsto, al fine di ridurre la pressione competitiva sui rivenditori all'interno del blocco.
Un esempio tipico è l'Italia, che ha recentemente annunciato l'intenzione di tassare i pacchi di valore inferiore a 150 euro provenienti da paesi extra-UE, principalmente dalla Cina. Il Ministro dell'Industria italiano ha dichiarato che la misura entrerà in vigore entro la fine di quest'anno, mentre il Ministro dell'Economia ha esortato l'intera UE ad accelerare l'attuazione della tassa comune entro il 2026 anziché il 2028. Nel 2024, le dogane dell'UE hanno gestito circa 4,6 miliardi di pacchi di basso valore, il 91% dei quali provenienti dalla Cina, il doppio rispetto al 2023. La federazione europea dell'industria della moda ha accolto con favore questa iniziativa, considerandola un passo importante per limitare l'impatto economico e ambientale del fast fashion.
Di recente, il governo francese ha proposto di imporre una tassa di 2 euro (circa 2,3 dollari USA) su ogni articolo importato da paesi extra UE, prendendo di mira principalmente le piattaforme di e-commerce cinesi come Shein, Temu e Alibaba. Se approvata dal Parlamento durante la discussione sul bilancio del 12 novembre, questa misura renderebbe la Francia il primo paese in Europa ad adottare una tassa speciale di questo tipo.
La decisione giunge dopo che le autorità doganali hanno condotto un'operazione su vasta scala presso l'aeroporto di Roissy-Charles-de-Gaulle il 6 novembre, ispezionando centinaia di migliaia di pacchi appartenenti a Shein, una piattaforma accusata di vendere prodotti contraffatti, violare gli standard di sicurezza e danneggiare l'ambiente. Secondo il Ministero dell'Economia francese, in precedenti ispezioni, fino all'80% dei prodotti di Shein non risultava conforme agli standard europei.
La bozza di imposta, come previsto dall'articolo 22 della Legge di Bilancio 2026, aggiungerà un sovrapprezzo di 2 euro per ogni articolo nelle piccole spedizioni provenienti da paesi extra-UE, in particolare dalla Cina. Il Ministero dell'Economia prevede che questa misura avrà un "triplice effetto": una significativa riduzione della domanda di beni a basso costo provenienti dall'estero (per un prodotto da 5 euro, la nuova imposta equivale a un aumento di prezzo del 40%); un aumento delle entrate statali di 500-600 milioni di euro all'anno a partire dal 2026; e una riduzione delle frodi sull'IVA, poiché molti fornitori attualmente sottostimano il valore dei beni in media di soli 7 euro per articolo.
Tuttavia, questo piano sta suscitando notevoli polemiche. Alcuni parlamentari propongono di aumentare la tassa a 10, 25 o addirittura 50 euro per renderla un vero deterrente, mentre i conservatori si oppongono, sostenendo che la nuova imposta farebbe aumentare drasticamente i prezzi online, colpendo i consumatori a basso reddito.
Anche le aziende di trasporto e i partner logistici hanno espresso preoccupazione, sostenendo che le società cinesi potrebbero rapidamente reindirizzare le consegne attraverso paesi limitrofi come Belgio, Paesi Bassi o Germania per evitare i dazi doganali, danneggiando gravemente la catena di approvvigionamento in Francia, in particolare negli aeroporti. L'azienda postale francese La Poste afferma che attualmente il 20% dei pacchi che gestisce proviene da piattaforme di e-commerce cinesi, un aumento di quattro volte rispetto a cinque anni fa.
Il governo francese riconosce che questa misura potrebbe essere controversa se attuata isolatamente, ma afferma che anche l'UE si sta preparando ad applicare una tassa simile entro la fine del 2026. Un funzionario del Ministero dell'Economia ha dichiarato: "Siamo solo nove mesi avanti rispetto all'Europa".
Fonte: https://vtv.vn/eu-tang-cuong-kiem-soat-hang-nhap-khau-gia-re-100251113192656502.htm








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