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Goldman Sachs ha rivisto al rialzo le sue previsioni sul prezzo dell'oro per la fine del 2026, portandole a 5.400 dollari l'oncia, rispetto alla precedente stima di 4.900 dollari l'oncia, a causa della crescente quota di oro nelle riserve strategiche detenute dal settore privato e dalle banche centrali dei mercati emergenti.
Durante le contrattazioni del 21 gennaio, il prezzo spot dell'oro ha brevemente raggiunto un picco di 4.887,82 dollari l'oncia. Dall'inizio del 2026, il prezzo di questo metallo prezioso è aumentato di oltre l'11%, proseguendo il suo forte trend rialzista dopo un incremento del 64% registrato lo scorso anno.
In un rapporto pubblicato il 21 gennaio, Goldman Sachs ha affermato di presumere che il gruppo di investitori privati diversificati – che acquistano oro per proteggersi dai rischi politici globali e che hanno contribuito a spingere i prezzi al di sopra delle previsioni – non venderà le proprie riserve auree nel 2026. Ciò innalza il livello di prezzo di partenza nelle previsioni della banca.
Goldman Sachs prevede inoltre che le banche centrali acquisteranno in media 60 tonnellate d'oro nel 2026, poiché molte banche centrali delle economie emergenti continuano a diversificare le proprie riserve valutarie con l'oro.
In precedenza, Commerzbank aveva alzato le sue previsioni sul prezzo dell'oro a 4.900 dollari l'oncia entro la fine del 2026, citando l'aumento della domanda di beni rifugio da parte degli investitori, mentre Morgan Stanley aveva previsto che i prezzi dell'oro avrebbero raggiunto i 4.500 dollari l'oncia entro la metà del 2026 e JP Morgan aveva suggerito che i prezzi dell'oro si sarebbero attestati intorno ai 5.055 dollari l'oncia entro il quarto trimestre del 2026.
Queste previsioni indicano che molte grandi istituzioni finanziarie sono sempre più ottimiste riguardo alle prospettive dei prezzi dell'oro, nonostante i persistenti elevati livelli di rischio economico e politico a livello globale.
Secondo gli strateghi di UBS, il prezzo dell'oro potrebbe raggiungere i 5.000 dollari l'oncia nei primi tre trimestri del 2026. Inoltre, se i rischi politici ed economici negli Stati Uniti dovessero aumentare, soprattutto in vista delle elezioni di medio termine, il prezzo dell'oro potrebbe potenzialmente arrivare a 5.400 dollari l'oncia.
Esistono diverse ragioni a sostegno di questa previsione. In primo luogo, vi è la tendenza al taglio dei tassi di interesse da parte della Federal Reserve (Fed) statunitense. Quando i tassi di interesse diminuiscono, il costo opportunità di detenere oro – un bene che non genera interessi – si riduce, rendendolo più attraente per gli investitori. Inoltre, la pressione del debito pubblico statunitense e la situazione finanziaria sempre più tesa stanno spingendo i flussi di capitale verso l'oro come bene rifugio. Le preoccupazioni sulla stabilità del dollaro statunitense e sulle politiche economiche degli Stati Uniti incoraggeranno gli investimenti in oro come mezzo per proteggere il proprio patrimonio.
Un altro fattore chiave è la "sete" di oro da parte delle banche centrali, soprattutto nei mercati emergenti. Secondo un rapporto del World Gold Council (WGC), gli acquisti delle banche centrali nel 2025, pur rallentando leggermente rispetto agli anni precedenti, rimarranno molto elevati, stimati intorno alle 900-950 tonnellate. La diversificazione delle riserve valutarie e la riduzione della dipendenza dal dollaro statunitense sono una tendenza globale e l'oro rappresenta una scelta privilegiata in questa strategia.
Inoltre, la domanda da parte degli ETF sull'oro e la domanda di lingotti e monete d'oro da parte del pubblico si sono mantenute a livelli record per diversi trimestri consecutivi, a dimostrazione della fiducia nel valore a lungo termine di questo metallo prezioso.
Fonte: https://vtv.vn/goldman-sachs-nang-du-bao-gia-vang-len-5400-usd-ounce-100260122171645037.htm








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