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Non si tratta solo del prezzo del carburante.

La Conclusione n. 14-KL/TW del Politburo è stata emanata dopo aver esaminato i rapporti del Comitato del Partito del Governo e degli enti competenti sulla situazione dei prezzi della benzina e del diesel alla luce del conflitto in Medio Oriente e dell'instabilità globale. Queste direttive dimostrano chiaramente un approccio deciso: il mantenimento di prezzi stabili per i carburanti non è solo una questione di mercato, ma una sfida per le istituzioni, la capacità di governance e una cultura di responsabilità diffusa in tutta la società.

Báo Đại biểu Nhân dânBáo Đại biểu Nhân dân24/03/2026

Pensiero manageriale moderno

Ogni volta che i prezzi del carburante aumentano, le persone ne risentono quasi immediatamente. Non servono grafici complessi o concetti macroeconomici ; basta un singolo viaggio, un rifornimento, un ordine a domicilio o una visita al mercato mattutino per constatarne gli effetti. L'aumento dei prezzi del carburante non si ferma alla pompa di benzina. Influisce sui costi di trasporto, sui prezzi delle materie prime, sui costi di produzione, sul prezzo di vendita dei beni e, in definitiva, sulla vita delle singole famiglie. Pertanto, stabilizzare i prezzi del carburante significa stabilizzare la vita delle persone, stabilizzare il clima sociale e, ancor più profondamente, stabilizzare l'economia.

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Immagine a scopo illustrativo. Fonte: TL

Pertanto, la Conclusione n. 14-KL/TW del Politburo è particolarmente degna di nota perché non considera la questione in modo ristretto, limitandosi alla gestione di un bene essenziale. La conclusione colloca il problema in un contesto più ampio: fluttuazioni geopolitiche globali, interruzioni delle forniture, rischio di impatti negativi sulla produzione e sulle attività economiche, sulla vita delle persone, sulla stabilità macroeconomica e sulla sicurezza e l'ordine sociale. Per questo motivo, il Politburo ha richiesto al Comitato permanente del Comitato del Partito di Governo di incaricare con urgenza gli enti competenti di monitorare attentamente la situazione, prevedere le dinamiche di domanda e offerta e i prezzi di benzina e petrolio a livello mondiale, al fine di sviluppare proattivamente scenari di risposta efficaci; e, al contempo, valutare l'immediato utilizzo di strumenti di politica fiscale, monetaria, di gestione dei prezzi e commerciale.

Qui emerge chiaramente una mentalità manageriale moderna: anziché reagire lentamente dopo che si sono verificate le fluttuazioni, la Conclusione 14 enfatizza la previsione precoce, gli scenari precoci e il coordinamento tempestivo delle politiche. Ciò è particolarmente importante perché il petrolio non è solo una materia prima per l'economia, ma anche un fattore sensibile per il sentiment di mercato. Se il mercato sperimenta una sensazione di scarsità, speculazione, accaparramento o aspettative di aumenti prolungati dei prezzi, la pressione sul sistema sarà di gran lunga maggiore rispetto all'aumento dei prezzi internazionali in sé.

In precedenza, l'11 marzo 2026, il Primo Ministro aveva emanato la Direttiva n. 22/CĐ-TTg, chiedendo a ministeri, settori, enti locali, imprese chiave e distributori di concentrarsi sull'attuazione decisa di compiti e soluzioni per garantire l'approvvigionamento di prodotti petroliferi per la produzione, le attività commerciali e il consumo. Ciò significa che dalle direttive del Governo alle conclusioni del Politburo emerge un filo conduttore: prevenire le perturbazioni del mercato, evitare carenze localizzate e impedire che i prezzi dei carburanti causino un'instabilità diffusa in altri settori.

La resilienza di un'economia non risiede solo nel suo tasso di crescita, ma anche nella sua capacità di controllare i rischi sistemici esterni. I prezzi dei carburanti ne sono un esempio lampante. Quando il mercato globale fluttua, se mancano strumenti normativi interni, disciplina di mercato, dati previsionali e coordinamento delle politiche, l'impatto non si limiterà all'economia, ma potrà estendersi all'intera società.

Affinché un'economia cresca rapidamente e in modo sostenibile, non può limitarsi a concentrarsi sulla crescita nei periodi favorevoli, ma deve anche prepararsi ai periodi turbolenti. E in tali periodi, l'importante non è evitare la volatilità, bensì possedere la resilienza necessaria per mantenere la stabilità.

Le istituzioni devono essere sempre un passo avanti.

Nella Conclusione 14, il Politburo ha auspicato l'uso coordinato di molteplici strumenti: politiche fiscali con diverse imposte, tasse, spese e anticipi di bilancio; politiche monetarie con sussidi sui tassi di interesse, prestiti e fabbisogno di valuta estera; unitamente a politiche di gestione dei prezzi, politiche commerciali e misure di ispezione, controllo, lotta al contrabbando, stretta gestione delle fonti chiave e punizione severa dell'accaparramento a scopo di lucro e delle frodi commerciali. Allo stesso tempo, la Conclusione ha sollecitato lo sviluppo tempestivo di una strategia nazionale per l'approvvigionamento e la riserva a lungo termine di materie prime e combustibili.

Questa impostazione del problema dimostra che non si tratta di una questione risolvibile con una singola misura. Affidarsi esclusivamente a riduzioni fiscali senza controlli di mercato potrebbe non giovare necessariamente ai cittadini. Se ci si limita a inasprire i controlli in punti chiave, senza considerare liquidità, credito, valuta estera e riserve, le imprese potrebbero comunque incontrare difficoltà nell'importazione di merci. Se ci si concentra solo sulla situazione immediata, senza sviluppare una strategia a lungo termine, ogni recessione economica si trasformerà in un goffo tentativo di far fronte alla situazione.

Ciò di cui il Paese ha bisogno è un sistema istituzionale sufficientemente sincronizzato per rispondere alle sfide sia a breve che a lungo termine. A breve termine, questo significa garantire l'approvvigionamento, prevenire interruzioni, speculazioni e perturbazioni del mercato. A lungo termine, significa costruire una maggiore autosufficienza nelle riserve, nella loro gestione, nella diversificazione delle fonti di approvvigionamento, nella transizione energetica e nei modelli di consumo. In altre parole, le istituzioni non dovrebbero limitarsi a "spegnere le emergenze", ma devono aiutare il Paese ad affrontare le crisi con un approccio più proattivo dopo ogni sfida.

Dal punto di vista legislativo e di controllo, è giunto il momento di esaminare più attentamente le lacune normative in materia di sicurezza energetica, riserve strategiche, meccanismi di coordinamento intersettoriale e responsabilità di ciascuna fase della filiera. L'Assemblea nazionale, i suoi organi e il sistema di controllo devono prestare attenzione non solo alle fluttuazioni dei prezzi in ciascun periodo, ma anche alla questione più fondamentale: l'attuale ordinamento giuridico è in grado di garantire una risposta rapida, flessibile e al contempo trasparente, mantenendo il controllo sugli interessi costituiti?

La questione dei prodotti petroliferi rappresenta sempre un punto molto delicato: è guidata sia dal mercato che dall'interesse pubblico, coinvolgendo sia le imprese che i cittadini. Pertanto, il quadro istituzionale in questo settore deve risolvere il problema dell'armonizzazione degli interessi. Le imprese non devono essere costrette al punto da perdere la motivazione a mantenere l'offerta; ma nemmeno gli interessi costituiti possono scaricare l'onere sulla popolazione e sull'economia. Una gestione lassista che favorisca il contrabbando, la speculazione e le frodi è inaccettabile; ma la gestione non può nemmeno essere lenta e scollegata dagli sviluppi del mercato globale.

Un altro punto cruciale è l'esigenza di trasparenza informativa. In mercati sensibili come quello petrolifero, la mancanza di trasparenza crea spesso un terreno fertile per voci, panico e speculazioni. Quando il governo e gli enti competenti forniscono informazioni tempestive e chiare su offerta, riserve, soluzioni operative e responsabilità di tutte le parti coinvolte, la fiducia del mercato si rafforza. E la fiducia, in molte situazioni, è una "risorsa stabilizzante" che non si può misurare in termini monetari.

Fonte: https://daibieunhandan.vn/khong-chi-la-chuyen-gia-xang-dau-10410909.html


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