Le informazioni dannose e tossiche si presentano in molte forme.
A fine agosto, mentre l'intero Paese attendeva con impazienza le celebrazioni della Festa Nazionale, i social media sono stati improvvisamente invasi da un video che mostrava un uomo di 90 anni a cui veniva impedito l'accesso all'area della parata perché "non aveva acquistato un biglietto". Nel giro di poche ore, il video ha ricevuto decine di migliaia di interazioni, scatenando l'indignazione pubblica.
Ma la verità è stata accertata: all'anziano è stato dato il posto prioritario, mentre la persona che aveva pubblicato il video, uno studente ventenne, ha dovuto scusarsi pubblicamente per "speculazioni scaturite da frustrazione personale". Questa storia dimostra ancora una volta la terrificante diffusione delle fake news online, che supera di gran lunga qualsiasi limite mai visto nel "dark web" del passato.
Mentre in passato le informazioni dannose e malevole si annidavano spesso su siti web loschi e poco frequentati, ora si sono spostate quasi interamente sulle piattaforme dei social media. Facebook, TikTok, YouTube... sono diventati un terreno fertile. Sebbene queste piattaforme dispongano di meccanismi di censura, la velocità di diffusione delle fake news supera di gran lunga la loro capacità di controllarle.
In realtà, dagli incidenti minori alle campagne mirate, le tattiche stanno diventando sempre più sofisticate. Lo scorso aprile, la polizia provinciale di Lam Dong ha convocato quattro persone per interrogarle, accusandole di aver condiviso articoli che distorcevano la fusione delle unità amministrative e di aver inventato affermazioni secondo cui le forze dell'ordine stavano "legittimando i deficit di bilancio".
Il 9 settembre, la polizia provinciale di Lao Cai ha agito nei confronti di un gruppo di cittadini cinesi che avevano diffuso sui social media video contenenti informazioni distorte e inventate sugli usi, costumi e vita culturale delle minoranze etniche nella comune di Ta Van, nella provincia di Lao Cai. Il contenuto di questi video non solo era falso, ma anche diffamatorio e lesivo dell'immagine culturale delle minoranze etniche.

Su internet è apparsa una grande quantità di informazioni dannose, notizie false e politiche e linee guida che distorcono le informazioni.
Con l'avvento dell'intelligenza artificiale (IA), è emersa una "nuova versione" di vecchie tattiche. L'IA, che apporta molti vantaggi nell'era digitale, viene ora sfruttata come strumento pericoloso per attività sovversive. Questi gruppi possono utilizzare software di IA per creare notizie false, produrre video deepfake (unendo immagini e audio di una persona a quelli di un'altra), fabbricare false dichiarazioni di leader e persino creare chatbot per commentare automaticamente e diffondere informazioni distorte al fine di rafforzare false credenze nella comunità online.
Durante il 50° anniversario della liberazione del Vietnam del Sud, sono apparsi numerosi articoli di notizie false, "rifiniti" dall'intelligenza artificiale con un linguaggio ricercato e immagini vivide, rendendo difficile per i lettori distinguere tra verità e menzogna. Il problema è che la quantità di disinformazione prodotta dall'IA è enorme, di gran lunga superiore alla capacità di elaborazione manuale delle autorità.
Oltre ai KOL (Key Opinion Leaders) e alle celebrità che diffondono energia positiva, ci sono anche molti casi in cui individui, intenzionalmente o meno, contribuiscono alla diffusione di disinformazione. Un TikToker piuttosto popolare ha sfacciatamente modificato con Photoshop un'immagine di un discorso del signor Duong Khac Mai, vice capo della delegazione dell'Assemblea nazionale provinciale di Lam Dong, inserendo informazioni che suggerivano una "proposta di multare chi beve alcolici dopo le 20:00", generando oltre 9.000 commenti e migliaia di condivisioni, il che lo ha spinto a chiedere alle autorità di indagare.
Un altro caso ha coinvolto un famoso influencer di TikTok, multato per aver diffuso informazioni false, spacciandosi per "ambasciatore della fiera agricola". Più recentemente, in un post per celebrare la Festa Nazionale del 2 settembre, un account ha scritto per errore "Libertà - Indipendenza - Felicità" invece di "Libertà - Indipendenza - Felicità". Molti utenti si sono accorti dell'errore, dopodiché il proprietario dell'account ha modificato il post e si è scusato pubblicamente.
Gli esempi sopra riportati dimostrano che, quando le celebrità inciampano online, il livello di influenza dannosa e fuorviante non è meno pericoloso dei piani di forze ostili.
È al tempo stesso un'opportunità e una sfida.
Secondo un rapporto di DataReportal, a gennaio 2025 il Vietnam contava circa 79 milioni di utenti internet e 76 milioni di account sui social media, posizionandosi tra i paesi con il maggior numero di utenti al mondo. Facebook, TikTok, Zalo, YouTube e altre piattaforme hanno decine di milioni di utenti, creando un vasto "ecosistema digitale". Questo rappresenta un vantaggio senza precedenti per la comunicazione, l'istruzione e la diffusione della conoscenza. Tuttavia, proprio questo "fronte" viene ampiamente sfruttato da forze ostili per diffondere notizie false e distorcere politiche e linee guida.
Infatti, da settembre 2024 ad aprile 2025, il Ministero della Pubblica Sicurezza ha coordinato il blocco di oltre 17.000 pagine e account sui social media che violavano la legge. Intervenendo alla Giornata della Sicurezza Informatica del Vietnam (5 agosto 2025), i vertici del Ministero della Pubblica Sicurezza hanno affermato che numerosi attacchi informatici sono stati neutralizzati e che molti individui che hanno sfruttato il cyberspazio per minare la sicurezza e l'ordine pubblico e causare instabilità sociale sono stati severamente puniti.
Si sta gradualmente delineando una "politica di sicurezza informatica popolare", volta a creare un ambiente online sicuro e sano, contribuendo alla tutela della sovranità nazionale nel nuovo contesto. Parallelamente, le autorità stanno elaborando un quadro giuridico per le nuove tecnologie come l'intelligenza artificiale, la blockchain e l'automazione.
Dal punto di vista delle soluzioni, la dottoressa Doan Nguyen Thuy Trang dell'Accademia dei quadri di Ho Chi Minh City ha sottolineato che, per avere successo nel cyberspazio, i social media non possono essere ignorati. Si tratta di un canale che si rivolge al pubblico, in particolare ai giovani; trascurarlo significa mettersi in una posizione di svantaggio. Pertanto, le informazioni ufficiali devono riempire proattivamente lo spazio digitale con contenuti concisi, visivi e coinvolgenti, anziché limitarsi a "inseguire" le correzioni, impedendo che le "lacune comunicative" cadano nelle mani di forze malintenzionate.
Nel frattempo, la dottoressa Than Ngoc Anh dell'Accademia Politica Regionale 2 sostiene che lo "scudo" fondamentale rimane il rafforzamento della resistenza delle persone all'informazione. Ogni individuo deve essere in grado di distinguere tra fonti legittime – giornali, radio, televisione, agenzie autorevoli e dichiarazioni trasparenti – e contenuti non verificati e privi di fondamento. Con una solida base di comprensione, le persone saranno in grado di identificare e confutare la disinformazione. Pertanto, lo spazio online non è solo un luogo per diffondere energia positiva, ma anche un focolaio di lotta ideologica. Lì, ogni cittadino non è solo un utente, ma anche un "soldato" che contribuisce a mantenere un ambiente online pulito.
Agisci in modo responsabile nel cyberspazio.
Secondo l'avvocato Ha Hai, vicepresidente dell'Ordine degli avvocati di Ho Chi Minh City, le leggi vigenti prevedono già sanzioni piuttosto chiare per la diffusione di notizie false. Per quanto riguarda le sanzioni amministrative, il Decreto 15/2020 (modificato e integrato nel 2022) stabilisce che la diffusione o la condivisione di informazioni false o fuorvianti sui social media può comportare multe da 5 a 10 milioni di VND per i singoli e da 10 a 20 milioni di VND per le organizzazioni, e che il contenuto illecito deve essere rimosso. Le autorità hanno intrapreso azioni decise per contrastare le notizie false.
Ciononostante, la società nutre ancora molte preoccupazioni in merito alla prevenzione delle fake news, soprattutto sulle piattaforme transfrontaliere. Lo sfruttamento dell'intelligenza artificiale e dei deepfake da parte di malintenzionati rende difficile il controllo e la prevenzione delle notizie false. L'IA può produrre in massa contenuti che sembrano autentici, mentre i deepfake vengono utilizzati per trasformare immagini e voci altrui in strumenti per la diffusione di disinformazione.
In questo contesto, è necessario l'impegno congiunto dello Stato, delle imprese e della comunità per costruire un cyberspazio sano, sicuro e affidabile. Agire in modo responsabile nel cyberspazio è il modo migliore per ogni individuo e organizzazione di proteggere se stesso e chi gli sta intorno.
KIM THỨC - THU HOÀI - CẨM TUYẾT
Fonte: https://www.sggp.org.vn/khong-gian-mang-mat-tran-nong-cua-thoi-dai-so-post812495.html
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