Interruzioni della catena di approvvigionamento provenienti dal Medio Oriente
Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran ha interrotto circa un terzo delle forniture globali di elio, causando un grave shock a molti settori industriali che dipendono da questo gas raro.
L'epicentro dell'interruzione si trova in Qatar, uno dei maggiori produttori mondiali di elio. Secondo i dati dell'US Geological Survey, si prevede che il Paese produrrà circa 63 milioni di metri cubi di elio nel 2025, pari a quasi un terzo del totale globale, ovvero 190 milioni di metri cubi. Tuttavia, il ruolo del Qatar va oltre la produzione; occupa una posizione centrale nella catena di approvvigionamento, in particolare grazie alle sue rotte marittime strategiche.
Uno dei "colli di bottiglia" più significativi è lo Stretto di Hormuz, una rotta marittima vitale nella regione del Golfo. L'Iran richiede alle navi di ottenere permessi prima di poterlo attraversare, con conseguente drastica riduzione del traffico marittimo. Pur non essendo completamente bloccato, lo stretto è di fatto paralizzato per molte nazioni occidentali.
Non solo i trasporti sono stati interrotti, ma anche la produzione ha subito gravi ripercussioni. L'elio è essenzialmente un sottoprodotto della liquefazione del gas naturale liquefatto (GNL). Pertanto, qualsiasi interruzione nella produzione di GNL comporta una diminuzione dell'offerta di elio. Gli attacchi agli impianti energetici in Qatar, in particolare a Ras Laffan, che processa circa il 20% della fornitura mondiale di GNL, hanno aggravato la situazione.
Gli attacchi iraniani hanno interrotto circa il 17% della capacità produttiva di GNL del Qatar, causando perdite di fatturato annue stimate in 20 miliardi di dollari. Di conseguenza, Qatar Energy, la compagnia petrolifera e del gas nazionale, ha ridotto le proprie esportazioni di elio liquido di circa il 14% all'anno.
Il trasporto dell'elio, già di per sé complesso, è diventato ancora più difficile. A causa della sua bassissima densità, l'elio viene solitamente liquefatto e stoccato in serbatoi criogenici. Tuttavia, anche in condizioni ottimali, l'elio liquido può essere trasportato solo per circa 45 giorni prima di evaporare gradualmente. Ciò rende i ritardi nel trasporto un problema serio, poiché ogni giorno di ritardo si traduce in una perdita di risorse.
Questa interruzione sta colpendo in modo più grave i paesi asiatici come Corea del Sud, Giappone e Cina, che dipendono fortemente dall'elio per la produzione di tecnologie avanzate. Sebbene gran parte dell'offerta sia vincolata da contratti a lungo termine, il mercato sta iniziando a mostrare segnali di scarsità.
Gli esperti avvertono che, se l'interruzione dovesse durare 30 giorni, i prezzi spot dell'elio potrebbero aumentare del 10-20%. Se invece dovesse protrarsi per 2-3 mesi, l'aumento potrebbe raggiungere il 50%, soprattutto per le aziende sprovviste di contratti a lungo termine.

L'effetto a catena sulla sanità e sulla tecnologia.
L'elio svolge un ruolo insostituibile in molti settori importanti. Le sue proprietà fisiche uniche gli consentono di raggiungere temperature prossime a 0 Kelvin (zero assoluto) rimanendo allo stato liquido. Pertanto, è un refrigerante ideale nei sistemi ad alta tecnologia.
Una delle applicazioni più importanti dell'elio è nella risonanza magnetica (RM). Queste apparecchiature utilizzano magneti superconduttori che devono essere costantemente raffreddati per funzionare correttamente. L'elio liquido contribuisce a mantenere la temperatura estremamente bassa, riducendo la resistenza elettrica quasi a zero e creando così un campo magnetico sufficientemente forte da produrre immagini dettagliate dell'interno del corpo.
Circa un quarto dell'elio mondiale viene utilizzato per questo scopo. Quando la fornitura viene interrotta, gli ospedali rischiano ritardi o una riduzione della capacità di effettuare risonanze magnetiche.
Non solo il settore sanitario, ma anche quello dei semiconduttori è fortemente colpito. L'elio viene utilizzato nella produzione di chip per raffreddare e garantire un ambiente non reattivo. Ciò è particolarmente importante per i moderni dispositivi elettronici, dagli smartphone alle automobili e ai sistemi di elaborazione dati.
In un mondo già alle prese con una crisi dei semiconduttori, una carenza di elio potrebbe aggravare la situazione, con conseguenze economiche di vasta portata.
Un aspetto preoccupante è che l'elio non ha praticamente sostituti. Nessun altro elemento è in grado di replicarne le proprietà termodinamiche. Ciò rende l'approvvigionamento di elio una "vulnerabilità strategica" nella catena di approvvigionamento globale.
In realtà, non è la prima volta che il mondo si trova ad affrontare una crisi dell'elio. Dal 2006, si sono verificate almeno cinque gravi interruzioni. Tuttavia, ogni volta si sono imparate lezioni sull'eccessiva dipendenza da poche fonti di approvvigionamento.
I settori medico e tecnologico hanno iniziato a cercare modi per adattarsi. Alcune ricerche hanno sviluppato macchine per la risonanza magnetica che non richiedono elio o che hanno la capacità di riciclare il gas. Tuttavia, queste tecnologie non sono ancora diffuse e gran parte del sistema attuale si basa ancora sull'elio liquido.
Sul fronte dell'offerta, gli Stati Uniti sono attualmente il maggiore produttore mondiale di elio, con oltre il 40% della produzione globale. Aziende come Exxon Mobil, insieme ad operatori canadesi, stanno lavorando per aumentare la produzione. Tuttavia, l'espansione della produzione non è possibile nel breve termine a causa dei requisiti e dei costi infrastrutturali.
Anche in Nord America, le aziende continuano a dipendere dalle forniture provenienti dal Medio Oriente. Il fatto che alcuni importanti distributori abbiano annunciato tagli alle forniture dimostra la gravità della situazione.
Fonte: https://giaoducthoidai.vn/khung-hoang-heli-toan-cau-post776965.html






