Considerando che un utente internet su tre nel mondo è un bambino, disponiamo di sufficienti misure di sicurezza per proteggerlo dalle insidie invisibili degli abusi online? Cyberbullismo, truffe e contenuti dannosi circondano quotidianamente questa nuova generazione di cittadini. La sessione di lavoro della Commissione per la Cultura e la Società del 28 maggio ha cercato apertamente di trovare soluzioni al seguente quesito: come possiamo creare un ambiente online sicuro che non ostacoli lo sviluppo dei bambini?
I bambini sono esposti a innumerevoli insidie online.
Mai prima d'ora l'accesso alla conoscenza e la connessione con il mondo sono stati così facili per un bambino. Secondo le statistiche dell'UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l'infanzia), si stima che un utente internet su tre a livello globale sia un bambino. Ancor più significativo è il fatto che ogni giorno oltre 175.000 bambini accedono per la prima volta al mondo online. Queste cifre dimostrano la rapidità della digitalizzazione, ma lanciano anche un allarme sulla portata degli impatti negativi che la digitalizzazione sta avendo sulle giovani generazioni.
In Vietnam, questa situazione non si discosta dalla tendenza generale e potrebbe addirittura essere più complessa a causa del rapido aumento della diffusione di smartphone e internet negli ultimi anni. Lo spazio online ormai custodisce i ricordi, plasma le personalità e influenza profondamente il comportamento di studenti e adolescenti. Tuttavia, il suo lato oscuro presenta un quadro desolante, con numerosi rischi in agguato a ogni ora e a ogni minuto, tra cui furto di account, fughe di dati personali, frodi online, diffamazione e cyberbullismo.
A differenza degli scontri fisici o della violenza scolastica tradizionale, che sono limitati nello spazio e nel tempo, il cyberbullismo è pericoloso perché perseguita i bambini sempre e ovunque. Con un semplice clic su un pulsante di condivisione, un commento offensivo o un meme infondato, il danno psicologico può moltiplicarsi milioni di volte, trascendendo i confini di un'aula o di una scuola. Molti bambini cadono in preda al panico quando si rendono conto che questa "macchia" virtuale si attacca alla loro vita reale e che non possono cancellarla.

Un recente sondaggio condotto dal Consiglio Centrale dell'Unione Giovanile ha delineato un quadro sconvolgente: fino all'85,6% dei bambini intervistati ha affermato che gli abusi online hanno gravemente compromesso la loro salute mentale. Le manifestazioni più comuni includono ansia prolungata, paura, forte stress psicologico e persino depressione e isolamento sociale. Chiaramente, queste ondate invisibili di attacchi online stanno lasciando ferite profonde e reali nel mondo reale.
Cosa stanno facendo i paesi di tutto il mondo per proteggere i bambini?
Con l'esplosione dei modelli di business basati su algoritmi per la fidelizzazione degli utenti e la potente ascesa dell'Intelligenza Artificiale (IA), i paesi di tutto il mondo si sono resi conto che le soluzioni di consulenza tradizionali non sono più efficaci. Le principali potenze tecnologiche stanno implementando con vigore una tendenza verso una legislazione rigorosa, diretta e completa.
Negli Stati Uniti, il Children's Online Privacy Protection Act (COPPA) viene costantemente aggiornato per adattarsi al panorama in continua evoluzione. Ad esempio, la California è stata pioniera nell'adozione di un "Codice di progettazione adeguato all'età". Questa legge impone alle aziende tecnologiche di garantire di default il massimo livello di privacy e sicurezza per gli utenti di età inferiore ai 18 anni, vietando funzionalità che tracciano la posizione o utilizzano stratagemmi di progettazione per invogliare i bambini a rimanere troppo a lungo sulle app.
Nel frattempo, l'Australia si sta dimostrando all'avanguardia nella sperimentazione di solide soluzioni tecnologiche per la verifica dell'età. Il governo sta portando avanti una rigorosa tabella di marcia legislativa per impedire completamente ai minori di accedere alle principali piattaforme di social media prima di aver raggiunto la maggiore età, puntando a una proposta di divieto totale dell'uso dei social media per i minori di 16 anni qualora le piattaforme non siano in grado di dimostrare l'esistenza di meccanismi di filtraggio sicuri.
In Cina, le autorità hanno implementato una regolamentazione estremamente rigida, denominata "Modalità Adolescenti", su tutte le app di condivisione di brevi video come Douyin e sulle piattaforme di gioco online. Questa modalità limita automaticamente il tempo di accesso a non più di 40 minuti al giorno per i minori e attiva una funzione di "legge marziale", bloccando completamente l'accesso dalle 22:00 alle 6:00 per garantire il riposo e proteggere la salute mentale dei bambini.

Il mondo ha scelto una strada senza compromessi; il quadro giuridico deve rappresentare la barriera più forte contro il potere lucrativo degli algoritmi.
A livello regionale, l'Unione Europea (UE) ha messo in pratica il Digital Services Act (DSA), imponendo sanzioni estremamente elevate, fino al 6% del fatturato globale, alle grandi aziende tecnologiche che non si impegnano proattivamente a scansionare, individuare e rimuovere contenuti dannosi, abusivi o di sfruttamento dei minori online. Si può affermare che il mondo ha scelto una strada senza compromessi: il quadro giuridico deve rappresentare la barriera più forte contro l'avidità di profitto degli algoritmi.
Il Vietnam cerca soluzioni per proteggere i bambini online.
Tornando alla situazione interna, il Vietnam ha costantemente dimostrato la particolare attenzione del Partito e dello Stato alla cura e alla protezione dei minori. Abbiamo costruito un quadro giuridico relativamente completo, dalla Legge sui minori del 2016 a leggi recenti come la Legge sulla protezione dei dati personali del 2025, la Legge sulla sicurezza informatica del 2025 e il "Programma per la protezione e il sostegno dello sviluppo dei minori nell'ambiente online 2026-2030". La partecipazione attiva del Vietnam alla firma della Convenzione di Hanoi sulla criminalità informatica nel 2025 ribadisce ulteriormente e con forza l'impegno internazionale del Paese in questa lotta.
Tuttavia, il rapido sviluppo tecnologico, la natura transfrontaliera delle piattaforme di social media e soprattutto i profondi meccanismi di anonimato stanno creando lacune significative nell'applicazione delle norme. Questo è stato anche il tema centrale discusso nella sessione di lavoro della mattina del 28 maggio 2026 tra la Commissione Cultura e Società dell'Assemblea Nazionale e i rappresentanti di diversi ministeri e agenzie in merito all'attuazione di politiche e leggi a tutela dei minori nell'ambiente online.

Il vicepresidente della Commissione per la Cultura e gli Affari Sociali, Ta Van Ha, ha presieduto la riunione. Foto: Quotidiano del Popolo.
Sotto la presidenza del vicepresidente Ta Van Ha, la sessione di lavoro ha analizzato in modo franco le attuali barriere gestionali, sia tecniche che pratiche. Intervenendo alla sessione, il vicepresidente permanente del Consiglio centrale dell'Unione della Gioventù, Le Hai Long, ha sollevato la questione da una prospettiva strategica: "Il cyberspazio odierno è l'ambiente in cui cresce la nuova generazione di cittadini vietnamiti. Pertanto, proteggere i minori nell'ambiente online non significa solo tutelare i bambini, ma anche proteggere il futuro sviluppo sostenibile del Paese nell'era digitale. Per proteggere efficacemente i minori online, è necessario definire chiaramente le responsabilità di ciascun soggetto, dalle agenzie di gestione statali, alle famiglie, alle scuole, ai fornitori di piattaforme digitali e a organizzazioni come il Comitato centrale dell'Unione della Gioventù Comunista di Ho Chi Minh e il Consiglio centrale dell'Unione della Gioventù".

Secondo Le Hai Long, vicepresidente permanente del Consiglio centrale dell'Unione giovanile, proteggere i bambini nell'ambiente online non è solo un compito di tutela dei minori, ma anche di salvaguardia dello sviluppo sostenibile del Paese nell'era digitale.
Uno dei maggiori ostacoli evidenziati dai delegati è la tendenza delle stesse persone che dovrebbero essere protette a "aggirare" le barriere. Attualmente, sebbene le autorità e le scuole abbiano eretto numerose "barriere" tecniche per impedire agli studenti di accedere a siti web e forum dannosi, in realtà molti studenti stessi cercano attivamente il modo di accedere e aggirare i filtri utilizzando emulatori o account falsi.
Condividendo il suo punto di vista sulla questione da una prospettiva di sicurezza, il tenente colonnello Vu Trong Nghia, vice capo del Dipartimento di sicurezza informatica dell'Ufficio per la prevenzione e il controllo dei crimini informatici e ad alta tecnologia (Ministero della Pubblica Sicurezza), ha sottolineato la duplice natura delle soluzioni tecnologiche: "È necessario rafforzare le soluzioni educative e sensibilizzare le famiglie e i bambini. Allo stesso tempo, è fondamentale che le piattaforme di contenuti online dispongano di metodi per classificare, esaminare e applicare la tecnologia per monitorare e prevenire contenuti dannosi per i minori."

Secondo il tenente colonnello Vu Trong Nghia, vice capo del dipartimento di sicurezza informatica dell'Ufficio per la prevenzione e il controllo dei crimini informatici e ad alta tecnologia del Ministero della Pubblica Sicurezza, attualmente esistono molte "barriere" per impedire ai bambini di accedere a contenuti dannosi online, ma in realtà permangono molte limitazioni. (Foto: People's Daily Newspaper)
Inoltre, i delegati hanno discusso approfonditamente anche la ricerca di soluzioni più innovative e pratiche. La delegata dell'Assemblea Nazionale Nguyen Thi Mai Thoa, membro a tempo pieno della Commissione per la Cultura e gli Affari Sociali, ha suggerito che, nel contesto di una tecnologia in rapida evoluzione, è difficile per le leggi stare al passo e anticipare tutte le situazioni emergenti. Pertanto, proposte specifiche come l'applicazione di una rigorosa gestione basata sull'età, o persino la creazione di reti sociali nazionali alternative per generare spazi sani e forum sicuri in cui i bambini possano condividere e interagire, sono direzioni che meritano seria considerazione.
Trovare un equilibrio tra barriere tecnologiche e piattaforme di lancio.
Proteggere i bambini nel cyberspazio è un problema complesso a causa delle contraddizioni intrinseche. Come possiamo bloccare i contenuti dannosi senza precludere loro, involontariamente, l'accesso alla conoscenza e al progresso umano? Se ci limitiamo ad adottare la mentalità del "se non possiamo controllarlo, vietiamolo", priveremo involontariamente una generazione che cresce nell'era della Quarta Rivoluzione Industriale dell'opportunità di apprendere e sviluppare competenze digitali essenziali.
Nelle sue osservazioni conclusive, delineando la visione per la prossima fase legislativa, il vicepresidente della Commissione Cultura e Società, Ta Van Ha, ha sottolineato un principio fondamentale: le soluzioni preventive e dissuasive devono procedere di pari passo con l'identificazione scientifica dell'impatto degli spazi virtuali sulla salute mentale dei bambini, nonché con la ricerca e la definizione di standard di sicurezza digitale specifici per i minori vietnamiti.
"È fondamentale limitare gli impatti negativi senza al contempo ostacolare l'accesso degli studenti alle conquiste scientifiche e tecnologiche della nuova era. Il quadro giuridico deve essere solido e umano, basato su una valutazione seria, obiettiva e scientifica, che attinga all'esperienza di altri Paesi e tenga conto delle circostanze specifiche del Vietnam", ha affermato il signor Ta Van Ha.

Scena della seduta di lavoro. Foto: Quotidiano del Popolo
In definitiva, la protezione più efficace per i bambini nell'ambiente online non si basa unicamente su aride disposizioni legali o su algoritmi informatici privi di senso. Deve essere costruita sulla comprensione e sulla stretta collaborazione tra famiglia, scuola e società, affinché lo spazio online diventi davvero un trampolino di lancio per i futuri cittadini, anziché una trappola che inghiotte anime innocenti.
Fonte: https://phunuvietnam.vn/la-chan-nao-bao-ve-tre-em-tren-khong-gian-ao-238260528183249401.htm







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