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Giovani lavoratori e sfide nell'era digitale

In un'economia in rapida trasformazione, alimentata dall'esplosione della scienza e della tecnologia, la forza lavoro giovanile, da cui ci si aspetta una dinamica e un'innovazione significative nel mercato del lavoro, si trova ad affrontare numerose difficoltà nel trovare un'occupazione adeguata.

Báo Bình DươngBáo Bình Dương19/06/2025

Pausa per il personale part-time presso Katinat Yersin (città di Thu Dau Mot)

Secondo il comunicato stampa dell'Ufficio Generale di Statistica sulla situazione del lavoro e dell'occupazione nel primo trimestre del 2025, 1,35 milioni di giovani (di età compresa tra 15 e 24 anni) sono disoccupati e non partecipano a percorsi di istruzione o formazione, pari al 10,4% della popolazione giovanile totale. Nello specifico, il tasso di disoccupazione giovanile tra i giovani è dell'8,2% nelle aree urbane e dell'11,7% in quelle rurali; tra le giovani donne il tasso è dell'11,5%, mentre tra i giovani uomini è del 9,3%.

Nel frattempo, centinaia di migliaia di laureati entrano ogni anno nel mercato del lavoro, aumentando la pressione competitiva mentre il numero di posti di lavoro tende a diminuire. Ciò rivela un paradosso sempre più evidente: un'abbondante offerta di manodopera giovane ma una carenza di occupazione stabile.

Uno dei motivi principali è il rapido sviluppo della scienza e della tecnologia, in particolare dell'intelligenza artificiale (IA), dell'automazione e della trasformazione digitale. Questi progressi stanno sostituendo molti lavori tradizionali, mentre le nuove posizioni richiedono competenze professionali di alto livello, adattabilità e pensiero creativo: qualità di cui non tutti i giovani sono adeguatamente dotati.

Oggi molte aziende tendono a privilegiare personale altamente qualificato rispetto al reclutamento di massa, il che porta a una carenza di manodopera. Inoltre, la forte concorrenza sul mercato del lavoro proviene non solo dai lavoratori nazionali, ma anche dai talenti internazionali. La profonda integrazione del Vietnam nell'economia globale apre molte opportunità, ma comporta anche un'intensa pressione competitiva. I giovani, oltre a competere con i propri coetanei, devono anche confrontarsi con candidati esperti provenienti da altri Paesi, dotati di solide competenze linguistiche, competenze tecnologiche e una forte etica professionale. D'altro canto, persiste uno squilibrio tra la formazione e le reali esigenze delle aziende. Molti laureati non possiedono competenze pratiche e non soddisfano i requisiti richiesti, costringendo le aziende a riqualificarli da zero o a dare priorità all'assunzione di personale esperto. Allo stesso tempo, alcuni giovani tendono a scegliere "lavori facili con stipendi elevati", mancando della motivazione e della volontà di acquisire esperienza partendo da posizioni di basso livello.

La signora Luu Kim Loan, laureata in Relazioni Pubbliche presso l'Università Van Lang ( Ho Chi Minh City), ha condiviso con gli studenti dell'Università Thu Dau Mot in cerca di un lavoro part-time: "Mi sono laureata quasi tre anni fa e attualmente aiuto nell'attività di famiglia mentre cerco un lavoro adatto. Da quando mi sono laureata, ho provato a lavorare a tempo pieno in due aziende, ma non mi sono sentita a mio agio. Non sono la sola; molti dei miei compagni di corso hanno difficoltà a trovare lavoro. Alcuni non riescono a trovare lavoro affatto, mentre altri trovano impieghi con stipendi molto bassi o lavori non correlati al loro campo di studi."

È evidente che, nonostante la laurea conseguita presso università prestigiose e la scelta di specializzazioni in settori di punta, i giovani non sempre trovano facile affermarsi professionalmente. Questa realtà impone agli istituti di istruzione di migliorare i propri programmi formativi, allineandoli alle esigenze pratiche, e di rafforzare la collaborazione con le imprese, offrendo agli studenti opportunità di tirocinio e di esperienza diretta nel mondo del lavoro.

I giovani devono prepararsi proattivamente non solo con conoscenze professionali, ma anche con competenze trasversali, abilità tecnologiche, lingue straniere e soprattutto una mentalità orientata all'apprendimento permanente, per adattarsi a un mercato del lavoro in continua evoluzione.

Al contempo, le organizzazioni sociali devono continuare a migliorare le politiche a sostegno dell'imprenditorialità, dell'orientamento professionale e del collegamento tra domanda e offerta di lavoro, soprattutto nelle aree rurali e remote dove le opportunità di impiego rimangono limitate.

Nell'era digitale, il lavoro non è semplicemente una posizione fissa, ma un percorso continuo di apprendimento e adattamento. Per i giovani lavoratori, le sfide si trasformano anche in opportunità, a patto che sappiano coglierle, innovare il proprio pensiero e prepararsi a fondo per la vita. Solo così il sogno di un'occupazione stabile e di uno sviluppo sostenibile potrà davvero essere alla portata delle nuove generazioni.

Secondo il comunicato stampa dell'Ufficio Generale di Statistica sulla situazione del lavoro e dell'occupazione nel primo trimestre del 2025, 1,35 milioni di giovani (di età compresa tra 15 e 24 anni) sono disoccupati e non partecipano a percorsi di istruzione o formazione, pari al 10,4% della popolazione giovanile totale. Nello specifico, il tasso di disoccupazione giovanile tra i giovani è dell'8,2% nelle aree urbane e dell'11,7% in quelle rurali; tra le giovani donne il tasso è dell'11,5%, mentre tra i giovani uomini è del 9,3%.

QUYNH NHU

Fonte: https://baobinhduong.vn/lao-dong-tre-va-thach-thuc-trong-ky-nguyen-so-a349108.html


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