Tran The Tuyen e la sua generazione, come quelle che li hanno preceduti, sono nati e cresciuti senza mai aver visto un'aula universitaria, prima di dover imbracciare le armi e attraversare i monti Truong Son, devastati dai bombardamenti. Hanno combattuto il nemico, dedicandosi contemporaneamente al giornalismo e alla poesia ogni volta che era possibile, contribuendo alla storica vittoria del 30 aprile 1975.
Furono le sue ricche esperienze di vita, costellate di sofferenza, perdite, battaglie feroci, brutali campagne anti-invasione e un'intensa malaria, a conferire a Tran The Tuyen un corpus di opere giornalistiche e letterarie di cui andare fiero. Ad oggi, ha pubblicato 17 libri di vari generi, tra cui poesia, poemi epici, racconti e memorie. Tra i suoi poemi epici si annoverano: Dietro il sole, Il vento che soffia tra i ricordi e Madre…

Il nuovo poema epico, "Parole del Vento", è intriso di qualità epiche, eroiche, maestose e profonde, abbracciando una vasta dimensione di tempo e spazio. L'immagine del vento nel poema sembra soffiare attraverso il paese, permeando sezioni come: "Dalle montagne e dalle foreste di Tay Ninh ", "Dai campi/ Verso il sud-ovest, la sanguinosa battaglia di Cau Voi", "Vento da Vam Co Dong", "Vento nel Palazzo dell'Indipendenza", fino a "Vento nella regione di confine", "Vento e le onde ruggenti di Thu Thiem", "Vento dal molo di Nha Rong". Tran The Tuyen narra la storia del paese, della sua gente, della guerra, della perdita, della sofferenza, della vittoria e dell'orgoglio.
Queste sono immagini, dettagli semplici, toccanti e pieni di bellezza: "Il vento segue le truppe dalle montagne degli Altipiani Centrali/ Da nord-ovest, spazza la città/ Il Đồng Dù e il Lái Thiêu... sono ancora lì/ Il fumo delle bombe non si è diradato, ma le rondini sono già tornate"... oppure "C'è una madre a Saigon che cerca i suoi figli/ Bảy, Ba, Năm, Sáu.../ La pace è arrivata, dove siete, miei amati figli?/ Tornate a casa, vostra madre preparerà una zuppa aspra."
I venti di guerra che la nazione, e Saigon - Ho Chi Minh City, dovettero sopportare e superare non si fermarono lì: "La gioia non era ancora completa dopo il giorno della vittoria completa / Il nemico a sud-ovest portò dolorosi incendi di confine / Lo Go, Xom Giua, Tan Bien / Ba Chuc, Tinh Bien, Hong Ngu…" e "Il suono degli spari ha echeggiato… / Il diciassettesimo giorno di febbraio di quell'anno / Una striscia di confine rosso sangue di Ky Cung…".
Leggendo "Parole del vento", udiamo i suoni delicati e profondi, così come i ruggiti e le grida ardenti delle "onde negli abissi / le onde in superficie" (Onde - Xuan Quynh). L'immaginario poetico è splendido, a tratti impetuoso, ma dietro le parole, le immagini e le metafore si cela l'amore sincero e appassionato del poeta; la responsabilità di un cittadino esemplare, pieno di ansie e compassione.
Con il suo poema epico "Parole del vento", Tran The Tuyen ha offerto un dono davvero significativo al Paese e a Ho Chi Minh City in occasione del 50° anniversario dell'intitolazione ufficiale della città all'amato Presidente Ho Chi Minh (2 luglio 1976 - 2 luglio 2026): "Il vento dal porto di Nha Rong soffia impetuoso / La città porta il Suo nome / Cinquant'anni di splendore".
Fonte: https://www.sggp.org.vn/loi-cua-gio-loi-cua-nuoc-mat-nu-cuoi-post852178.html








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