Il 22 dicembre, l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato italiana ha multato Apple per 115 milioni di dollari, sostenendo che la politica App Tracking Transparency (ATT) dell'azienda imponeva un "onere estremamente gravoso" agli sviluppatori di app. In base a tale normativa, le terze parti sono tenute a ottenere il consenso dell'utente due volte per raccogliere dati, causando la perdita di ricavi pubblicitari per molti piccoli sviluppatori, mentre Apple beneficia di un aumento dei ricavi pubblicitari provenienti dall'App Store e dalla pubblicità interna.
Apple ha annunciato che presenterà ricorso, sostenendo che AT&T garantisce agli utenti il controllo sui propri dati, ma il caso è diventato una delle sentenze più importanti dell'ultimo anno.

Avviso sulla privacy: le politiche dell'App Store di Apple sono criticate perché gravano eccessivamente sugli sviluppatori. (Fonte: NurPhoto)
Le grandi aziende tecnologiche dovranno affrontare una regolamentazione più severa.
La causa di questa ondata di sanzioni risiede nell'applicazione aggressiva da parte dell'Unione Europea (UE) di leggi fondamentali come il Digital Services Act (DSA), il Digital Markets Act (DMA) e l'AI Act.
Non solo Apple, il 2025 ha visto una serie di multe rivolte alle principali aziende tecnologiche. Meta è stata multata per centinaia di milioni di euro per aver costretto gli utenti ad accettare pubblicità personalizzata o a pagare una quota per mantenere attivo il servizio.
Google è oggetto di un'indagine antitrust relativa all'utilizzo di dati online per addestrare modelli di intelligenza artificiale, mentre anche Amazon e Microsoft sono sotto stretta osservazione per le loro pratiche di cloud computing.
La ragione principale di queste sanzioni deriva dalla preoccupazione che le grandi aziende tecnologiche stiano esercitando un potere eccessivo, potenzialmente manipolando il mercato e soffocando la concorrenza. Le autorità di regolamentazione sostengono che il controllo dei dati degli utenti, l'imposizione di condizioni sfavorevoli agli sviluppatori o lo sfruttamento dei dati per addestrare l'intelligenza artificiale senza trasparenza costituiscono tutti un abuso di posizione dominante.

L'Europa stringe la presa sulle grandi aziende tecnologiche: l'UE intensifica l'applicazione della legge digitale, inaugurando una nuova era di governance. (Fonte: Yahoo)
La punizione inaugura una nuova era.
Sanzioni finanziarie per un totale di centinaia di milioni di dollari hanno causato perdite alle grandi aziende tecnologiche e le hanno costrette a cambiare.
La prima conseguenza è di natura finanziaria: multe per un totale di centinaia di milioni di dollari incidono direttamente sui profitti.
In secondo luogo, c'è l'aspetto strategico aziendale: Apple è costretta a riconsiderare il suo modello di App Store, MetaFire deve adattare il modo in cui visualizza gli annunci e Google deve essere più trasparente nell'utilizzo dei dati.
In terzo luogo, c'è la questione della reputazione: gli utenti sono sempre più diffidenti nei confronti delle aziende che fanno un uso improprio dei dati personali e, di conseguenza, chiedono un maggiore controllo.
In definitiva, l'impatto si sta diffondendo a livello globale: Stati Uniti, Cina e molti paesi asiatici stanno monitorando attentamente la situazione e potrebbero adottare misure simili per proteggere i propri mercati interni.
Il 2025 ha segnato una svolta, segnando un duro scontro tra le grandi aziende tecnologiche e le autorità di regolamentazione. Le sanzioni non sono servite solo da monito, ma hanno anche costretto le aziende a modificare i propri metodi operativi, orientandosi verso una maggiore trasparenza e una concorrenza leale. Guardando al 2026, gli osservatori prevedono che le battaglie legali e politiche continueranno, in particolare nei settori dell'intelligenza artificiale e dei dati degli utenti, dove le grandi aziende tecnologiche rimangono centrali ma si trovano anche ad affrontare sfide senza precedenti.
Signor Quang
Fonte: https://vtcnews.vn/nam-2025-an-phat-lon-and-buoc-ngoat-cua-big-tech-ar994528.html
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