
Il confine tra realtà e illusione si fa labile.
Un tempo la fotografia era l'arte di catturare momenti – dove luce, composizione ed emozione conferivano anima a un'immagine – ma ora l'intelligenza artificiale sta gradualmente cambiando le regole del gioco. Dall'assistenza durante lo scatto e la post-produzione alla creazione di immagini mai esistite, l'IA solleva un grande interrogativo: la fotografia è ancora un dominio umano o diventerà gradualmente dominio degli algoritmi?
Senza una scena reale o un fotografo che prema il pulsante di scatto, l'intelligenza artificiale può creare un mondo completamente nuovo a partire da una semplice descrizione testuale. Secondo gli studi sulla "società delle immagini" (Guy Debord) o il concetto di "cultura visiva" (Nicholas Mirzoeff), oggi le persone vivono, sentono e agiscono attraverso le immagini. Quando l'intelligenza artificiale sarà in grado di creare immagini senza soggetti reali, le fondamenta della fiducia nell'autenticità della fotografia saranno scosse.
In questo contesto, secondo la signora Tran Thi Thu Dong, presidente dell'Associazione vietnamita degli artisti fotografi, la prima sfida per la fotografia vietnamita è quella dell'identità e della missione creativa. Con l'ascesa della nazione, anche la fotografia deve evolversi di conseguenza, ma non dissolvendosi nelle tendenze globali. Ha sollevato interrogativi fondamentali: come possono gli artisti vietnamiti padroneggiare il linguaggio della fotografia contemporanea senza perdere la propria "identità vietnamita"? Come può ogni opera non essere solo tecnicamente pregevole, ma anche incarnare la profondità culturale e le aspirazioni nazionali?
Questa non è una questione che riguarda solo la fotografia, ma una sfida comune per le industrie culturali nel contesto dell'integrazione. Quando l'intelligenza artificiale è in grado di creare immagini perfette in pochi secondi, l'elemento che fa la differenza nel valore di un artista non risiede più negli strumenti, ma nella sua mentalità, esperienza e profondità culturale.
In questo contesto, il fotografo non è più semplicemente un "fotografo", ma deve diventare un "artista-pensatore". È quanto ha sottolineato anche la signora Tran Thi Thu Dong parlando della formazione della prossima generazione: dobbiamo formare "artisti-soldati" sul fronte culturale, non solo persone esperte nell'uso di strumenti di intelligenza artificiale. Ciò richiede un fondamento formativo completamente nuovo, in cui le competenze siano solo una condizione necessaria, mentre la filosofia dell'arte, l'etica professionale e la responsabilità sociale ne siano gli elementi cardine.
“Affinché una scena artistica si sviluppi in modo sostenibile, è indispensabile un solido quadro teorico. Tuttavia, la realtà dimostra che questo quadro è ancora ‘debole e non ha tenuto il passo con la pratica creativa’. Quando l’intelligenza artificiale cambia la natura delle immagini, anche la critica deve cambiare; non può fermarsi alla tecnica o alla composizione, ma deve approfondire i valori ideologici e culturali e i messaggi sociali”, ha affermato il Presidente dell’Associazione vietnamita degli artisti fotografi.
Identità e missione creativa nella nuova era
Da un punto di vista pratico, il fotografo e giornalista Hoang An ritiene che la fotografia vietnamita si stia sviluppando rapidamente, con centinaia di concorsi e festival ogni anno. Tuttavia, questo sviluppo è accompagnato dal paradosso dell'"eccesso di quantità a discapito della qualità".
Il movimento è diffuso, ma il livello di competenza e di sensibilità estetica è disomogeneo. Molti concorsi presentano opere con difetti tecnici e idee copiate che, nonostante ciò, si aggiudicano premi, suscitando polemiche. La causa principale risiede nella mancanza di un sistema professionale: dalla formazione e standardizzazione delle competenze dei creatori al processo di valutazione e selezione. La valutazione è talvolta soggettiva, priva di trasparenza e di etica professionale.
"Per affrontare questo problema, è necessario istituire un sistema di formazione sistematico, che includa certificazioni professionali, un modello di tutoraggio tra artisti veterani e giovani, e programmi di formazione approfonditi. Allo stesso tempo, è necessaria una disciplina più rigorosa nel processo di valutazione, arrivando persino a introdurre un meccanismo di 'sospensione' per i casi di violazione", ha affermato il giornalista Hoang An.
Secondo la dottoressa Phi Thi Thu Ha dell'Associazione di Fotografia di Ho Chi Minh City, nell'era della visualizzazione, la fotografia è al contempo una forma d'arte e una forma di discorso socio-culturale . Per la fotografia vietnamita, l'importante non è solo padroneggiare la tecnologia, ma formare una nuova mentalità fotografica: una mentalità interdisciplinare, riflessiva e costruttiva.
Per raggiungere uno sviluppo sostenibile, è necessario concentrarsi su tre pilastri fondamentali. In primo luogo, le istituzioni artistiche devono integrare estetica, filosofia visiva, tecnologia e media per formare una generazione di artisti capaci di pensare visivamente, anziché limitarsi a possedere competenze scultoree. In secondo luogo, la critica fotografica dovrebbe andare oltre la valutazione della tecnica, della composizione o del soggetto, per analizzare il discorso, le idee e i valori socio-culturali delle opere. Infine, è necessario istituire spazi espositivi e sistemi di premiazione per la fotografia sperimentale, favorendo così il dialogo tra fotografia, arti visive e nuove tecnologie.
Di fronte ai rapidi cambiamenti tecnologici e sociali, la fotografia vietnamita necessita di una trasformazione radicale, non solo a livello tecnico ma anche mentale. Secondo la signora Tran Thi Thu Dong, ciò richiede una riforma del sistema educativo , che integri estetica, filosofia, tecnologia e media per formare fotografi capaci di pensiero interdisciplinare. In secondo luogo, è necessario sviluppare la teoria e la critica, passando dalla valutazione tecnica all'analisi dei valori ideologici e culturali. In terzo luogo, occorre creare nuovi spazi creativi, incoraggiando la sperimentazione e il dialogo tra la fotografia e le altre forme d'arte.
Soprattutto, come ha sottolineato la signora Tran Thi Thu Dong, la fotografia deve mantenere la propria identità durante il processo di integrazione. Perché nell'era dell'intelligenza artificiale, la tecnologia può sostituire molte cose, ma non può sostituire le esperienze culturali e la profondità spirituale degli esseri umani. In quest'epoca, il fotografo non è solo qualcuno che documenta il mondo, ma qualcuno che contribuisce a plasmarlo, attraverso la sua visione, il suo pensiero e la sua responsabilità verso la società.
Fonte: https://baovanhoa.vn/nghe-thuat/nguoi-cam-may-phai-tro-thanh-nguoi-kien-tao-218251.html










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