Questo risultato è considerato il primo traguardo positivo per il nuovo Primo Ministro Peter Magyar, in carica da meno di tre settimane, ed è quindi comprensibile che abbia definito il 29 maggio una "giornata storica". L'importo, pari al 13% del PIL, è estremamente significativo in un momento in cui l' economia ungherese si trova ad affrontare numerose difficoltà, in particolare infrastrutture carenti e un pesante deficit di bilancio. Segna inoltre una svolta cruciale nelle relazioni tra l'Ungheria e l'UE.
Le relazioni tra Ungheria e UE sono state turbolente durante i 16 anni di governo del Primo Ministro Orbán. Bruxelles considerava Budapest una "spina nel fianco", e Orbán si vantava apertamente del fatto che l'Ungheria fosse quasi l'unico membro dell'UE a mantenere stretti legami con la Russia. Si è ripetutamente opposto alle sanzioni di Bruxelles contro Mosca e all'ostruzionismo all'adesione dell'Ucraina all'Unione Europea, nonché agli aiuti forniti alla Russia durante il conflitto con quest'ultima. Durante la sua campagna elettorale all'inizio di quest'anno, il Primo Ministro ungherese si è spinto fino ad affermare che la vera minaccia non era la Russia, ma l'UE. "Seminare timore nei confronti di Vladimir Putin (presidente russo) è miope e superficiale. Nel frattempo, Bruxelles è la vera realtà e la fonte della minaccia imminente", ha dichiarato Orbán ai suoi sostenitori. "Dobbiamo abituarci all'idea che chi ama la libertà non debba temere l'Oriente, ma l'UE", ha aggiunto.
Sui media, il Primo Ministro Orbán viene spesso descritto con termini come populista, di estrema destra o autoritario, che sono fortemente disapprovati nella politica europea tradizionale. Questo leader atipico, vicino sia al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump che al Presidente russo Putin, si è anche scontrato frequentemente con altri Paesi del blocco a causa di approcci divergenti su diverse questioni.
In seguito alla schiacciante rielezione di Orbán nel 2022, l'UE ha avviato un'indagine elettorale. Questo evento ha segnato una svolta, portando all'avvio delle procedure per l'interruzione dei finanziamenti all'Ungheria e sollevando preoccupazioni in merito agli "standard democratici". Nello stesso anno, il Parlamento europeo ha rilasciato una dichiarazione in cui affermava che l'Ungheria non era più una "democrazia a pieno titolo".
Pertanto, Bruxelles si è congratulata con entusiasmo con Magyar, che si era impegnato a migliorare le relazioni con l'UE, quando ha sconfitto Orban alle elezioni di aprile.
Riferendosi all'accordo di erogazione recentemente raggiunto, la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen lo ha definito storico, segnando l'inizio di una nuova era nelle relazioni tra l'UE e l'Ungheria dopo anni di tensione sotto l'ex primo ministro Orbán. Ha inoltre usato termini entusiastici per descrivere il nuovo primo ministro Magyar: "Si percepisce un forte vento di cambiamento in tutta l'Ungheria... In poche settimane, il signor Magyar ha portato avanti riforme a lungo rimandate".
GIORNO NAZIONALE
Fonte: https://baocantho.com.vn/nguoi-moi-thoi-moi--a205977.html
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