La prima seduta di febbraio si è confermata una giornata estremamente difficile dal punto di vista psicologico. La pressione di vendita sui titoli Vingroup (VIC, VHM, VRE), unita alle intense vendite nette da parte degli investitori stranieri, ha portato brevemente l'indice VN-Index sotto i 1.780 punti. Tuttavia, gli acquisti a prezzi vantaggiosi nei settori petrolifero e del gas e in quello bancario hanno permesso al mercato di registrare una spettacolare ripresa verso la fine della seduta.
All'apertura della seduta del 2 febbraio, la pressione negativa delle sessioni precedenti è proseguita, determinando un mercato prevalentemente rosso. Nel primo pomeriggio, la pressione di vendita si è intensificata, spingendo l'indice al minimo di giornata, ma significativi afflussi di capitali sono iniziati a livello dei livelli di supporto più elevati.
Alla chiusura delle contrattazioni, l'indice VN-Index ha perso 22,54 punti (pari all'1,23%), attestandosi a 1.806,50 punti.
Nonostante registri ancora un calo significativo, rispetto al minimo di 1.777 punti toccato alle 13:00, l'indice ha recuperato quasi 30 punti, dimostrando un notevole sforzo da parte degli investitori per "tamponare il fondo".

Il mercato ha mostrato una significativa divergenza durante la sessione di negoziazione del 2 febbraio.
L'attenzione del ribasso odierno del mercato si è concentrata ancora una volta sul gruppo di titoli Vingroup. Tutti e tre i titoli a grande capitalizzazione, VIC (Vingroup), VHM (Vinhomes) e VRE (Vincom Retail), sono stati oggetto di forti vendite, chiudendo al prezzo minimo, in calo del 7%, senza alcun ordine di acquisto residuo. Il calo simultaneo di questi tre pilastri ha esercitato una pressione enorme sull'indice generale e sul sentiment degli investitori.
Inoltre, le azioni degli investitori stranieri hanno aggravato la situazione. Gli investitori stranieri hanno effettuato una massiccia vendita di titoli, cedendone netti per un valore di 2.461,46 miliardi di VND sulla Borsa di Ho Chi Minh. Il valore totale delle vendite ha superato i 5.700 miliardi di VND, concentrandosi in gran parte su titoli blue-chip, creando una pressione significativa sull'intero mercato.
In questo quadro desolante, il settore petrolifero e del gas è emerso inaspettatamente come l'"eroe", trainando l'indice al rialzo. I forti afflussi di capitali speculativi in questo settore hanno contribuito a far salire PVD fino al suo prezzo massimo del 6,9%, BSR del 6,7%, PVS del 5,9% e il gigante PLX del 3,4%. Le forti tonalità viola e verdi del settore energetico hanno diffuso fiducia, impedendo una svendita generalizzata.
Anche il settore bancario ha contribuito positivamente alla ripresa di fine seduta, seppur con una netta divergenza. Mentre TCB e VPB erano in territorio negativo, le principali banche statali come BID (+2%), CTG (+1,5%) e VCB (+1,4%) si sono impegnate per tornare in positivo, fungendo da forza trainante per la risalita dell'indice dal minimo.
L'intensa attività di acquisto a prezzi vantaggiosi ha contribuito a mantenere una liquidità di mercato relativamente buona. Il valore totale degli scambi sulla Borsa di Ho Chi Minh ha raggiunto i 31.811,19 miliardi di VND, con oltre 970 milioni di azioni che hanno cambiato proprietario.
In termini di ampiezza del mercato, i venditori mantenevano ancora il vantaggio, ma non erano più completamente dominanti come all'inizio della seduta. La Borsa di HoSe ha registrato una forte divergenza con 210 titoli in ribasso rispetto a 128 in rialzo.
Secondo gli osservatori, il "ritracciamento" verso la fine della seduta del 2 febbraio rappresenta un segnale tecnico positivo, indicando che la domanda al livello di 1.780 punti è reale. Tuttavia, con il gruppo Vingroup ancora in fase di assestamento e gli investitori stranieri che continuano a vendere massicciamente, si prevede che il mercato subirà ulteriori significative fluttuazioni nelle prossime sedute prima di stabilire un nuovo trend.
Fonte: https://nld.com.vn/nhieu-co-phieu-tang-tran-sao-vn-index-van-giam-hon-22-diem-196260202151639315.htm
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