La Banca Mondiale (BM) afferma che il conflitto in Iran sta avendo un impatto diffuso sull'economia globale, costringendo molte nazioni africane ad attivare meccanismi finanziari di emergenza per far fronte alle crescenti pressioni di bilancio.
Circa 27 paesi hanno attivato meccanismi di sostegno in situazioni di crisi dall'inizio del conflitto a febbraio. Questo dato riflette la misura in cui lo shock economico proveniente dal Medio Oriente si sta diffondendo alle economie in via di sviluppo.
Si ritiene che le cause principali siano la volatilità dei prezzi dell'energia, le interruzioni della catena di approvvigionamento globale e le difficoltà nel trasporto dei fertilizzanti verso i paesi in via di sviluppo.
Questi fattori stanno esercitando ulteriore pressione sull'inflazione e sulla sicurezza alimentare in molti paesi a basso reddito.
Diversi paesi, tra cui il Kenya, hanno richiesto assistenza finanziaria di emergenza alla Banca Mondiale a causa dell'impennata dei prezzi dei carburanti, che sta avendo un impatto diretto sul costo della vita e sull'attività economica.
Gli esperti, insieme ai Centri africani per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), avvertono che questo shock economico potrebbe avere un impatto particolarmente grave sulle economie vulnerabili, già gravate dal debito pubblico, dai cambiamenti climatici e dalla scarsità di risorse.
La Banca Mondiale ha dichiarato che i suoi strumenti di risposta alle emergenze possono mobilitare rapidamente fino a 25 miliardi di dollari per sostenere i paesi in crisi, contribuendo ad attenuare l'impatto diffuso dell'instabilità geopolitica sulla crescita e sulla stabilità economica globale.
Fonte: https://www.vietnamplus.vn/nhieu-nen-kinh-te-chau-phi-kich-hoat-co-che-ho-tro-khung-hoang-post1112360.vnp










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