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Le strade sono ricoperte di paglia secca dorata.

Sono nato e cresciuto in una zona rurale, dove strade di villaggio senza nome si snodavano attraverso immense risaie che si estendevano a perdita d'occhio. La mia infanzia è stata lontana dal trambusto della vita cittadina e dal bagliore dei lampioni. C'erano invece cieli azzurri e limpidi con aquiloni di ogni dimensione che svolazzavano, il canto allegro dei galli e strade dorate che brillavano dopo ogni raccolto, coperte di paglia secca come sentieri unici che racchiudevano ogni ricordo.

Báo Quảng TrịBáo Quảng Trị08/07/2025

Le strade sono ricoperte di paglia secca dorata.

Illustrazione: NGOC DUY

La stagione del raccolto è sempre un periodo frenetico, ma anche pieno di allegria. Quando il riso diventa dorato, l'intero villaggio si anima come se fosse una festa. Gli adulti si dirigono verso i campi all'alba, con le falci e le mietitrici che si muovono velocemente. Anche se noi bambini non potevamo dare un grande contributo, seguivamo con entusiasmo le nostre madri e nonne nei campi in quelle mattine ancora avvolte dalla nebbia.

A quei tempi, dopo la raccolta del riso, questo veniva raccolto, legato in fasci, la paglia veniva rivoltata ad asciugare e poi trebbiata con una macchina a manovella. La paglia trebbiata veniva poi fatta essiccare direttamente a bordo strada. L'intera strada del villaggio, che si estendeva dall'inizio del borgo fino al limite dei campi, si trasformava in un morbido e caldo tappeto di luce dorata.

La paglia, ancora umida e impregnata del profumo della rugiada notturna, veniva abilmente stesa da mia madre, in attesa che sorgesse il sole e si asciugasse. Quando il sole splendeva luminoso, la paglia diventava asciutta, croccante e leggera, splendente di una tonalità dorata come il miele. Dopo essere stata essiccata tre o quattro volte sotto il sole splendente e dorato, la paglia veniva finalmente caricata su un carro o un carro trainato da buoi e portata a casa per essere ammucchiata in cumuli.

Quelle strade erano un mondo magico per noi bambini. Correva, saltava e giocava sul tappeto di paglia come se fossimo immersi in una fiaba. Una volta, io e i miei amici raccogliemmo la paglia per costruire delle casette, ammucchiandola come i bambini di città che giocano con i mattoncini.

Alcuni dei bambini più audaci prendevano della paglia, la avvolgevano attorno al tronco di un vecchio banano o di foglie di cocco essiccate per costruire cavalli da cavalcare e impugnavano bastoni di bambù come spade, immaginandosi come antichi generali in partenza per combattere gli invasori. Le risate echeggiavano in tutto il piccolo villaggio, più forti del rumore della trebbiatura del riso o del rombo dei motori nei campi al crepuscolo.

Anche il profumo della paglia secca è una fragranza profondamente legata alla mia terra d'origine. È l'odore terroso delle spighe di riso, mescolato al sole e al vento dei campi. È anche l'odore del raccolto, del sudore di mio padre nei campi, delle mani callose di mia madre, segnate dagli anni. Ogni volta che sono lontano, anche solo percepire un odore di paglia da qualche parte mi stringe il cuore, come se un ricordo a lungo sopito si risvegliasse.

Ma ora, quei sentieri cosparsi di paglia sono solo un ricordo. Il mio villaggio si è trasformato. Le strade del villaggio sono ora lastricate di cemento liscio e pulito. Le mietitrebbie hanno sostituito il lavoro manuale; il riso raccolto viene portato direttamente a casa. Non c'è più bisogno di raccogliere paglia da far seccare per strada, né di quel tappeto giallo brillante sotto i piedi dei bambini. Oggigiorno, non molti bambini sanno più giocare con la paglia, perché sono abituati ai telefoni, alla televisione e al magico mondo di internet.

Tornai al mio paese natale, fermandomi all'incrocio che portava al villaggio, ma non vidi traccia del passato. Era la stessa strada, lo stesso sentiero che conduceva ai campi al calar della sera, ma non c'era più la vista delle persone che raccoglievano diligentemente il riso, con i volti madidi di sudore ma raggianti di una gioia indescrivibile per l'abbondante raccolto di pesanti steli di riso.

Il vasto cielo aperto si estendeva davanti a me, lasciando solo la mia ombra solitaria sotto il lampione e la recinzione di ferro appena eretta. Desidero ardentemente vedere la paglia dorata ricoprire il sentiero, respirare a pieni polmoni il profumo della paglia secca sotto il sole di mezzogiorno, udire le risate chiare e innocenti della mia infanzia, quando correvo a piedi nudi sul tappeto di paglia dorata rovente.

Sebbene permanga un senso di nostalgia, guardare indietro e vedere come la mia terra natale si è trasformata, soprattutto durante la fusione amministrativa di province e città verso una nuova era di progresso nazionale, mi riempie di orgoglio. In silenzio mi ripeto che la strada non è perduta, ma che semplicemente il tempo l'ha temporaneamente nascosta da qualche parte.

Perché c'è stato un tempo in cui le strade di campagna non erano solo sentieri, ma anche luoghi in cui venivano alimentati i sogni innocenti dei bambini, realizzando le speranze degli abitanti del villaggio, laboriosi e sporchi di fango.

Lasciandomi alle spalle i ricordi delle strade di villaggio ricoperte di paglia dorata, il mio cuore si apre alla speranza che la mia terra natale continui a svilupparsi e a prosperare. Possa quella strada cosparsa di paglia, anche se dovesse scomparire, rimanere dorata, profumata e calda come un sole inquietante nei ricordi di innumerevoli generazioni nate e cresciute in questi splendidi e tranquilli villaggi.

Song Ninh

Fonte: https://baoquangtri.vn/nhung-con-duong-trai-vang-rom-kho-195634.htm


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