
Nonostante il via libera del presidente Trump, Nvidia non ha ancora venduto alcun chip H200 alla Cina - Foto: AFP
Tuttavia, il percorso di Nvidia per tornare nel più grande mercato mondiale dei semiconduttori rimane irto di sfide, soprattutto alla luce del recente rinvio del vertice Trump-Xi.
Il 17 marzo, secondo l'AFP, l'amministratore delegato di Nvidia, Jensen Huang, ha annunciato che l'azienda aveva ricevuto ordini da diversi clienti cinesi e stava riavviando la produzione e la catena di approvvigionamento del chip H200.
Questo è il segnale più chiaro finora che Nvidia sta cercando di riconquistare terreno in Cina, un mercato dei semiconduttori che vale 50 miliardi di dollari e che un tempo rappresentava un quinto del fatturato dell'azienda, prima di essere ostacolato dalle restrizioni all'esportazione imposte dagli Stati Uniti.
"Semaforo verde", ma resta comunque difficile.
La serie di chip H200, in grado di addestrare e gestire sistemi di intelligenza artificiale, è stata vietata agli Stati Uniti fino alla fine dello scorso anno per motivi di sicurezza nazionale, diventando uno dei punti critici delle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina.
Nel dicembre 2025, Trump annunciò di aver raggiunto un accordo con il presidente cinese Xi Jinping per allentare le restrizioni, in base al quale gli Stati Uniti avrebbero ricevuto il 25% dei ricavi derivanti da queste vendite. Il Dipartimento del Commercio statunitense approvò quindi la vendita dei chip nel gennaio 2025.
Tuttavia, alla fine di febbraio 2026, David Peters, funzionario del Dipartimento del Commercio degli Stati Uniti responsabile del controllo delle esportazioni, ha ammesso al Congresso che in realtà nessun chip era stato esportato.
I legislatori statunitensi temono che la revoca delle restrizioni possa conferire a Pechino un vantaggio tecnologico, pertanto hanno imposto diverse condizioni, come ispezioni obbligatorie da parte di terzi e limiti quantitativi.
Secondo Bloomberg, i funzionari statunitensi stanno valutando la possibilità di limitare le vendite del chip H200 a 75.000 unità per cliente cinese.
Verso la fine del mese scorso, il signor Huang ha annunciato che una piccola quantità di chip H200 aveva ottenuto l'approvazione degli Stati Uniti per la vendita in Cina.
Secondo Reuters, Pechino ha anche consentito alle aziende nazionali di acquistare questi chip, tra cui importanti attori come ByteDance, Tencent, Alibaba e la startup di intelligenza artificiale DeepSeek.
Gli analisti prevedono che il vertice tra il presidente Xi Jinping e il presidente Donald Trump, in programma per la fine di questo mese, porterà a una svolta decisiva, aiutando Nvidia ad aumentare la produzione del chip H200 nei prossimi mesi.
Tuttavia, all'inizio di questa settimana, Trump ha annunciato di aver rinviato l'incontro a causa del suo conflitto in corso con l'Iran.
Il dilemma che le aziende cinesi si trovano ad affrontare
Anche se il chip H200 dovesse ottenere l'approvazione, il mercato cinese rappresenta comunque una sfida difficile per entrambe le parti. I chip di punta di Nvidia, Blackwell e Rubin, di prossima uscita, sono ancora vietati alla vendita e non sono coperti dall'accordo relativo al chip H200.
Ciononostante, l'H200 è ancora più potente di qualsiasi altro chip cinese attualmente disponibile, mettendo molte aziende cinesi di fronte a un dilemma: o procurarsi i chip sul mercato nero a prezzi elevati, oppure accettare di utilizzare chip prodotti internamente con prestazioni inferiori.
Da parte sua, Pechino, nonostante l'elevata domanda interna di chip, sta limitando le importazioni per motivi di sicurezza, esercitando al contempo pressioni sulle aziende affinché utilizzino chip prodotti internamente per dare impulso all'industria nazionale.
Gli esperti avvertono che questa politica potrebbe causare danni significativi a breve termine all'industria tecnologica cinese.
"Con la Cina che si sta muovendo verso una maggiore autosufficienza, non credo che molte aziende vogliano rischiare di dipendere da Nvidia a lungo termine", ha dichiarato Neil Shah, vicepresidente di Counterpoint Research, al South China Morning Post.
Tale esitazione ha implicazioni politiche più profonde. "Le aziende cinesi desiderano l'H200, ma lo Stato cinese è mosso da sospetto e orgoglio: sospetto riguardo alle vulnerabilità della sicurezza e alla dipendenza dai chip americani, e orgoglio nel promuovere alternative nazionali", ha dichiarato Craig Singleton, esperto di Cina presso la Foundation for Defense of Democracy, citato da Politico.
Nvidia sta per rilasciare una versione separata del chip per l'intelligenza artificiale destinata al mercato cinese.
Oltre al chip H200, il 17 marzo Reuters, citando diverse fonti, ha riferito che Nvidia sta preparando una versione del chip Groq dedicata all'intelligenza artificiale, che potrebbe essere venduta sul mercato cinese.
Questo tipo di chip è progettato per supportare le capacità di ragionamento dell'IA, ovvero per svolgere compiti come rispondere a domande, scrivere codice o elaborare le richieste degli utenti.
In particolare, i chip preparati per il mercato cinese non sono versioni depotenziate né prodotti specificamente per quel mercato.
Nvidia prevede inoltre di combinare il chip Groq con il chip Vera Rubin, una linea di chip la cui vendita a Pechino è attualmente vietata.
Fonte: https://tuoitre.vn/nvidia-san-ready-to-return-to-the-chinese-market-20260318233413717.htm








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