Uno studio scientifico rivoluzionario, pubblicato il 27 marzo sulle prestigiose riviste Science e Scientific Reports, rivela che i capodogli non partoriscono da soli, ma ricevono un'assistenza attiva e organizzata dall'intero branco: un comportamento che in precedenza era considerato esclusivo degli esseri umani.
Nel luglio del 2023, gli scienziati del Progetto CETI hanno immortalato una scena senza precedenti: undici capodogli hanno circondato una balena madre di nome Rounder al largo delle coste della Dominica. Non appena il cucciolo è nato, l'intero branco si è coordinato alla perfezione per sollevare il piccolo in superficie e permettergli di respirare per la prima volta, un gesto di vitale importanza.
Ciò che è particolarmente degno di nota nella comunità scientifica è che ben la metà delle balene coinvolte nell'operazione di salvataggio non sono in alcun modo imparentate con la balena madre.
Ciò suggerisce che il comportamento proficuo non derivi semplicemente dall'istinto di preservare la linea genetica, ma rifletta una struttura di supporto sociale complessa e sofisticata. Tra gli individui coinvolti figuravano la balena femmina Lady Oracle, la sorella Aurora e persino un giovane maschio di nome Allan.
Alaa Maalouf, esperta del Progetto CETI, ha osservato che, sebbene non sia del tutto coerente con la comune concezione umana, "esistono certamente forme di sostegno e assistenza disponibili sia per la madre che per il bambino".
Il biologo marino David Gruber, anch'egli del Progetto CETI, afferma che per i capodogli il parto è un'esperienza collettiva, non un viaggio solitario.
La professoressa Wenda Trevathan, antropologa biologica presso la New Mexico State University (USA), ritiene che questa scoperta sia un importante promemoria del fatto che gli esseri umani spesso presumono che molti tratti comportamentali siano unici per loro, mentre le prove scientifiche dimostrano costantemente il contrario.
L'ecologa comportamentale Philippa Brakes dell'Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (IUCN) considera questa prova inconfutabile come dimostrazione dell'interazione tra comportamento culturale e istinto in specifici contesti di sopravvivenza.
L'ampio database del Progetto CETI è stato creato grazie al monitoraggio continuo effettuato a partire dal 2005 dal biologo marino Shane Gero, che ha ricostruito meticolosamente l'albero genealogico dettagliato di questo gruppo di balene nel corso di diversi decenni.
Fonte: https://www.vietnamplus.vn/phat-hien-ca-voi-nha-tang-biet-do-de-cho-dong-loai-post1101510.vnp










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