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| Mercato dei fiori di Hang Luoc Tet. (Foto: Lim Dim). |
Da un punto di vista psicologico, il professor Huynh Van Son, rettore dell'Università di Educazione di Ho Chi Minh City, ha dichiarato al quotidiano World and Vietnam che la vera essenza del Tet non risiede nella sua durata, bensì nella capacità delle persone di rimanere unite in modo totale.
Nella frenetica vita moderna, molti hanno la sensazione che il Tet (Capodanno lunare) stia "accorciandosi". Secondo te, è il Tet che sta cambiando, o sono le persone a cambiare il modo in cui lo celebrano e lo vivono?
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In termini di durata, il Tet (Capodanno lunare vietnamita) non è mai stato più breve né ha subito cambiamenti. I tre giorni del Tet rimangono invariati, il calendario lunare continua a seguire le sue regole tradizionali e la primavera arriva puntualmente, in sintonia con la natura. La differenza risiede nella percezione delle persone, e questo cambiamento non deriva dal Tet in sé, bensì dal ritmo frenetico della vita moderna.
Con una vita compressa dal lavoro, dalla pressione economica e da un flusso costante di informazioni, le persone arrivano al Tet (Capodanno lunare) senza aver avuto la possibilità di fermarsi. Il ritmo frenetico della vita priva emozioni e pensieri dei necessari momenti di quiete e riflessione, rendendo incompleta l'esperienza di sentire, vivere e godersi il Tet.
Secondo un sondaggio condotto nella regione Asia-Pacifico dalla società di ricerche di mercato globale Ipsos Group SA, oltre il 60% dei giovani ritiene che le vacanze "volino via in fretta" perché mantengono l'abitudine di controllare email, social media e informazioni lavorative durante tutto il periodo di pausa. Quando la mente non si riposa, la vacanza non può essere veramente una vacanza. In questo contesto, il Tet (Capodanno lunare) diventa semplicemente un "periodo di transizione", piuttosto che una soglia per un cambiamento di stato mentale.
Pertanto, la questione non è come stia cambiando il Tet, ma come lo viviamo. Se le persone continuano a portare il ritmo frenetico della vita durante il Tet, allora il significato di questa festività continuerà a essere "abbreviato". Al contrario, se abbiamo il coraggio di rallentare, di lasciar andare e di rimanere con le cose che sembrano molto antiche, allora il Tet conserverà la sua intrinseca profondità. L'importante non è giudicare quanto siamo cambiati, ma essere consapevoli di questo cambiamento e scegliere cosa conservare per il Tet.
I valori tradizionali del Tet, come il ricongiungimento familiare, l'attesa e un ritmo di vita rilassato, sono messi a dura prova dalla tecnologia e dai social media. Come influisce questo "scontro" sulla vita spirituale delle persone moderne?
La tecnologia e i social media non sono in contrasto con il Tet (Capodanno lunare vietnamita); in una certa misura, continuano a veicolare immagini, informazioni e l'atmosfera del Tet. Il problema risiede nel modo in cui le persone si relazionano durante il Tet. Quando connettersi diventa troppo facile, si tende a connettersi molto, ma senza approfondire i rapporti. Possiamo inviare decine di auguri in pochi minuti, ma facciamo fatica ad avviare una vera conversazione con la persona che abbiamo di fronte. Questo è il paradosso dell'era digitale: connessioni ampie, ma difficoltà a creare legami profondi.
Il tradizionale Tet (Capodanno lunare) è un periodo di attesa: l'attesa della vigilia di Capodanno, il ritorno dei propri cari, la cottura dei tradizionali dolci di riso, la fioritura dei fiori. Questi periodi di attesa permettono alla mente di calmarsi. In psicologia, questo è il processo di transizione da uno stato di stress a uno stato di riposo e recupero. Quando la tecnologia si intromette in ogni momento, questi periodi di attesa vengono riempiti, privando il benessere mentale della sua naturale opportunità di recupero.
La nostra ricerca qualitativa sulle vacanze di 3-5 giorni dimostra che l'uso continuativo dei social media non aumenta la sensazione di relax; al contrario, accresce l'affaticamento mentale e il senso di vuoto dopo le vacanze. Le persone tornano al lavoro con tante belle immagini, ma poca energia reale. Quando il riposo non è sufficientemente profondo, anche la capacità di recuperare e rigenerarsi risulta limitata.
Pertanto, la questione non è se "mantenere o scartare" la tecnologia, ma come viene utilizzata. La tecnologia può aiutare a connettere persone lontane, ma se sostituisce la presenza emotiva, la vita spirituale diventerà fragile. Il Tet ha bisogno della tecnologia come strumento di supporto, non come fattore dominante nello spazio emotivo delle persone.
Per i giovani di oggi, il Tet non significa solo tornare a casa, ma anche "andare lontano", viaggiando, vivendo esperienze e godendo di libertà personale. Dove si traccia il confine tra l'innovazione dello stile di vita e il rischio di recidere la memoria culturale del Tet?
Il fatto che i giovani scelgano di viaggiare lontano durante il Tet (Capodanno lunare) non è motivo di preoccupazione. La società cambia, gli stili di vita cambiano e il bisogno di esperienze personali è legittimo. La questione non è se restare o partire, ma se i giovani possano comunque conservare i ricordi legati al Tet. Abbiamo molte festività e molti modi per celebrare il Tet. L'importante è trovare un equilibrio tra scelte flessibili, responsabili e ponderate.
In sostanza, il Tet è una memoria collettiva tramandata di generazione in generazione. Non è solo un sistema di rituali, ma anche un senso di appartenenza. Quando i giovani si trasferiscono lontano ma portano ancora con sé quei ricordi – la cena di Capodanno, la tradizione di augurare un felice anno nuovo ai nonni e i valori familiari – allora il Tet non scompare. Il Tet si trasforma semplicemente nella sua forma di presenza e di comportamento, non essendo necessariamente legato a un raduno rigido e tradizionale.
Il rischio di frammentazione culturale si presenta quando il Tet (Capodanno lunare) viene rimosso dalla memoria collettiva e diventa una festività puramente consumistica. A quel punto, il Tet cessa di essere un punto di riferimento culturale, trasformandosi in un semplice "insieme di esperienze". La ricerca sulla memoria culturale dimostra che le società che perdono i rituali condivisi sono più soggette alla frammentazione generazionale, con ogni fascia d'età che vive nella propria "stagione".
Il confine è molto sottile. L'innovazione è necessaria, ma un'innovazione che fa dimenticare alle persone le proprie origini può facilmente portarle fuori strada. I giovani hanno bisogno della libertà di scegliere come celebrare il Tet, ma hanno anche bisogno di capire che il Tet non è solo un viaggio, ma un ritorno a casa, a prescindere dalla forma del rientro.
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| Il Tet (Capodanno lunare vietnamita) non riguarda il calendario, i banchetti o le immagini; riguarda il desiderio delle persone di stare ancora insieme. (Immagine a scopo illustrativo. Fonte: VGP) |
Alcuni sostengono che le persone moderne celebrino il Tet (il Capodanno lunare vietnamita) più attraverso le immagini che attraverso emozioni autentiche. Da un punto di vista psicologico, cosa riflette questo fenomeno?
"Celebrare il Tet attraverso le immagini" è un'espressione quanto mai appropriata della mentalità moderna. Le immagini stanno gradualmente diventando testimonianza di presenza: senza una foto, è come se quel momento non fosse mai accaduto. Ciò riflette un bisogno profondo dell'uomo moderno, il bisogno di essere visto e riconosciuto.
È riconosciuto come un bisogno primario. Ma in una società sempre più competitiva e comparativa, questo bisogno si trasforma facilmente in una questione di performance. Le persone non solo vogliono sentirsi felici, ma vogliono anche apparire felici agli occhi degli altri. In tal caso, il Tet diventa un palcoscenico per le apparenze.
| "Preservare il Tet (il Capodanno lunare vietnamita) nella vita moderna non significa resistere al cambiamento, ma impedire che le persone vengano travolte e separate le une dalle altre." |
Numerosi studi sui social media dimostrano che pubblicare costantemente immagini felici non si traduce necessariamente in livelli di felicità più elevati. Al contrario, può mascherare sentimenti di solitudine e la mancanza di legami profondi. Quando le emozioni autentiche non bastano, le persone si rifugiano nelle immagini per compensare. Quando la felicità non è "reale", i sentimenti di vuoto emergono facilmente quando ci si confronta con la realtà.
La questione non è se scattare o meno foto, ma se viviamo per il momento presente o per immortalarlo. Quando le immagini precedono le emozioni, il Tet diventa superficiale e frivolo. Quando le emozioni sono abbastanza profonde, le immagini diventano secondarie. Un Tet con tante foto ma con scarso impatto duraturo spesso lascia la sensazione che "sia finito, ma non veramente vissuto".
Se oggi dovesse inviare un breve messaggio alle famiglie e ai giovani, quale sarebbe l'aspetto più essenziale del Tet che, a suo avviso, dovremmo conservare?
Se volessimo preservare l'aspetto più essenziale del Tet, credo che sarebbe la capacità di entrare in piena connessione gli uni con gli altri. Non servono rituali elaborati, banchetti sontuosi o che sia esattamente come ai vecchi tempi. Basta la presenza e la connessione, in qualsiasi forma. Il Tet è abbastanza lungo da permettere a tutti di adattarsi prima, durante e dopo la festività, naturalmente con empatia verso chi si trova in circostanze particolari.
Il Tet non richiede molto tempo, ma piuttosto la qualità della presenza. Un pasto senza cellulari, una conversazione rilassata, un abbraccio abbastanza lungo, una domanda ponderata, una condivisione responsabile: queste piccole cose sono l'essenza del Tet.
Preservare il Tet (il Capodanno lunare vietnamita) nella vita moderna non significa resistere al cambiamento, ma impedire che le persone vengano allontanate le une dalle altre. Finché la famiglia rimarrà un luogo in cui tornare senza finzioni, e finché i giovani sentiranno ancora che il Tet è un momento per essere se stessi, allora il Tet conserverà il suo significato originale, anche se la sua forma cambia.
In definitiva, il Tet (Capodanno vietnamita) non riguarda il calendario, il banchetto o le immagini, ma il desiderio delle persone di stare ancora insieme, di avere ancora abbastanza tempo in tranquillità per rendersi conto di quanto siano fortunate ad averlo. Il Tet non è solo gioia o regali, ma felicità perché abbiamo ancora bisogno gli uni degli altri, perché ci siamo ancora l'uno per l'altro, come una forza spirituale che unisce famiglie, clan e generazioni di vietnamiti.
Fonte: https://baoquocte.vn/tet-trong-nhip-song-hien-dai-355173.html











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