
L'Africa sta promuovendo un meccanismo di sicurezza più autonomo che le consentirà di affrontare i problemi del continente in modo indipendente.
L'Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha approvato un bilancio di 5,38 miliardi di dollari per le operazioni di mantenimento della pace nell'anno fiscale 2025-2026, una leggera diminuzione rispetto all'anno precedente. L'ONU avverte che il divario tra il bilancio approvato e le entrate effettive sta esacerbando la carenza di liquidità, costringendo le missioni a tagliare le spese e ad adottare misure di risposta d'emergenza.
In particolare, secondo le assegnazioni ufficiali, gli Stati Uniti sono attualmente il maggiore contributore ai bilanci delle missioni di pace, ma hanno anche un debito di circa 1,8 miliardi di dollari in questo ambito. Inoltre, i lenti versamenti da parte degli Stati membri, soprattutto quelli obbligatori, incidono direttamente sulla capacità delle missioni di mantenere una presenza, fornire supporto logistico e proteggere i civili. Questa situazione ha un impatto significativo sull'Africa, un continente fortemente dipendente dalle operazioni di mantenimento della pace delle Nazioni Unite e internazionali.
Garantire la sicurezza è una delle maggiori sfide che l'Africa si trova ad affrontare, poiché molte aree del continente sono diventate basi operative di gruppi estremisti. La regione del Corno d'Africa, che comprende Etiopia, Somalia, Eritrea e Gibuti, è da tempo un punto nevralgico dal punto di vista geopolitico , con dispute di confine, accesso alle risorse idriche e l'ascesa di gruppi estremisti che causano instabilità e minacciano direttamente la sicurezza alimentare e i mezzi di sussistenza di milioni di persone.
Si ritiene inoltre che l'epicentro del terrorismo globale si sia spostato dal Medio Oriente all'Africa occidentale e alla regione del Sahel, che ora rappresentano almeno il 47-59% di tutti gli attacchi terroristici globali registrati. Gli attacchi terroristici sono aumentati di quasi 12,7 volte negli ultimi 15 anni. Oltre al terrorismo, anche la pirateria nel Golfo di Guinea e la tratta di esseri umani contribuiscono a indebolire la capacità di resilienza delle comunità.
Le divisioni, la sfiducia e la limitata condivisione di informazioni hanno ostacolato la capacità delle regioni africane di affrontare collettivamente le questioni più urgenti, compromettendo i benefici economici e sociali dell'integrazione. Inoltre, le interferenze esterne stanno esacerbando le crisi di sicurezza in Africa.
Risorse finanziarie, armi, munizioni e persino combattenti provenienti da fuori dell'Africa contribuiscono al prolungamento dei conflitti in molte aree, come il Sahel, il Sudan, il Corno d'Africa e la parte orientale della Repubblica Democratica del Congo. Il capo della Commissione dell'Unione Africana (UA) sostiene che tale intervento stia ostacolando gli sforzi di riconciliazione e risoluzione dei conflitti, costringendo l'UA e le Nazioni Unite ad aumentare le risorse per gestire la situazione.
In un contesto di sicurezza sempre più complesso, la ridefinizione dei modelli di mantenimento e sostegno della pace in Africa è destinata a rimanere un tema centrale nei dibattiti politici, costringendo i paesi africani e le istituzioni regionali a riconsiderare i propri modelli di sicurezza nel prossimo futuro. L'Unione Africana riconosce la necessità di svolgere un ruolo guida nei processi di pace nel continente, basandosi sul principio delle "soluzioni africane ai problemi africani". L'UA si impegna a rafforzare il Fondo per la Pace dell'UA, uno strumento finanziario ufficiale per le attività di pace e sicurezza nel continente.
L'agenzia ha dichiarato che il portafoglio del fondo supera ora i 400 milioni di dollari. Nel contesto attuale, gli esperti ritengono che l'Africa debba promuovere meccanismi di sicurezza più autosufficienti, evitando però di sostituire una forma di dipendenza con un'altra. La sfida non consiste solo nel trovare ulteriori finanziamenti, ma anche nel costruire meccanismi di sicurezza più adatti alla realtà dei conflitti in Africa, più responsabili e capaci di coordinamento a livello nazionale, regionale e internazionale.
Fonte: https://nhandan.vn/thuc-day-co-che-an-ninh-kha-nang-tu-chu-post971974.html










