(NLĐO) - Le sonde spaziali IRAS e NuSTAR della NASA hanno catturato segnali infrarossi che rivelano centinaia di "mostri spaziali" nascosti.
I team responsabili delle missioni IRAS e NuSTAR della NASA, insieme a diversi collaboratori internazionali, hanno identificato centinaia di nuovi buchi neri supermassicci, nascosti dietro nubi di polvere, suggerendo che il nostro universo abbia più "buchi" di quanto si pensasse in precedenza.
Secondo Live Science, è la prima volta che viene identificato questo tipo di buco nero nascosto, e queste scoperte potrebbero aiutare gli astronomi a perfezionare le loro teorie sull'evoluzione delle galassie.
Uno dei "mostri cosmici" scoperti di recente, descritto con quattro diverse lunghezze d'onda - Immagine: NASA/JPL-Caltech)
La caccia ai buchi neri è un'impresa ardua. Sono gli oggetti più oscuri dell'universo, perché nemmeno la luce può sfuggire alla loro attrazione gravitazionale.
Gli scienziati a volte riescono a "vedere" i buchi neri mentre divorano la materia circostante, e questo flusso di materia emette luce quando accelera troppo violentemente.
Ma non tutti i buchi neri hanno anelli così luminosi. Perciò il team di ricerca ha sviluppato un nuovo metodo, sfruttando alcune delle capacità dei telescopi spaziali a infrarossi IRAS e NuSTAR.
Una ricerca pubblicata sull'Astrophysical Journal dimostra che le nubi che circondano i buchi neri occultati in realtà continuano a brillare, ma solo con luce infrarossa, non con luce visibile.
Questo approccio li ha aiutati a identificare centinaia di nuovi buchi neri nascosti.
I "buchi" appena identificati nell'universo hanno anche permesso agli autori di stimare che ben il 35-50% dei buchi neri supermassicci – il tipo più grande di buco nero, noto anche come buco nero mostruoso – siano nascosti in questo modo.
Questa cifra è molto più alta del 15% stimato in studi precedenti.
Ciò significa che il nostro universo è costellato di innumerevoli "buchi", almeno diverse volte di più di quanto calcolato in precedenza.
La frequenza con cui questi mostri appaiono ha un impatto potentissimo sulle galassie di tutto l'universo.
Ad esempio, queste lacerazioni nello spaziotempo potrebbero contribuire a limitare le dimensioni di una galassia attirandola verso il suo centro gravitazionale o consumando una grande quantità di polvere necessaria alla formazione stellare.
Questa tecnica potrebbe anche aiutare gli scienziati a saperne di più sul nucleo della galassia Via Lattea, che contiene la Terra ed è sede di un misterioso buco nero chiamato Sagittarius A*.
Fonte: https://nld.com.vn/vu-tru-thung-lo-tiet-lo-soc-tu-2-kinh-vien-vong-nasa-196250121102859122.htm








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