Nel contesto dei rapidi progressi tecnologici, in cui l'intelligenza artificiale (IA) è in grado di creare prodotti musicali completi, dalla composizione al suono, accettare il playback o le performance "false" equivale ad accettare che la tecnologia sostituisca il ruolo creativo ed espressivo degli esseri umani nell'arte.
Nel nostro Paese, molti cantanti si affidano da tempo a software per correggere errori, stonature e ritmi lenti, arrivando persino a "migliorare" la propria voce e a perfezionare le registrazioni in studio. In realtà non cantano dal vivo; si esibiscono sempre davanti al pubblico, in qualsiasi locale, grande o piccolo che sia, utilizzando basi preregistrate. La tecnologia moderna è persino in grado di perfezionare la voce dell'artista e di integrarla con cori e armonie, creando registrazioni così sofisticate che gli artisti stessi diventano eccessivamente sicuri delle proprie capacità. Sul palco, si esibiscono con sicurezza in playback sulle registrazioni elaborate dalla tecnologia.
Esibendosi in modo "finto" o in playback su una base preregistrata, l'artista inganna e illude se stesso. Non solo è disonesto nella sua arte, ma tratta anche ingiustamente gli altri artisti e trae in inganno il pubblico. L'abilità e il talento di un artista, oltre al talento e alle qualità innate (come una voce unica), sono il risultato di un arduo allenamento. Quando si affida intenzionalmente alla tecnologia per sostituire il proprio talento, l'opera d'arte che ne risulta diventa un mero espediente tecnologico, anziché trasmettere al pubblico l'abilità e l'emozione dell'artista. Ogni verso o parola cantata sul palco è un atto creativo carico di emozioni diverse, il culmine di talento, duro lavoro e della sublime interpretazione dell'artista. Pertanto, affidarsi esclusivamente alla tecnologia per far sembrare straordinarie voci ordinarie, e realizzare performance sul palco semplicemente "finte" senza alcuno sforzo, è un autoinganno e un inganno sia per l'artista che per il pubblico.
Quando il pubblico è disposto a pagare milioni, persino decine di milioni di dong, si aspetta di vivere con passione e dedizione l'esperienza musicale e artistica che l'artista propone sul palco. Si sentirebbe deluso se vedesse solo il cantante ballare, gesticolare e fare playback su una base preregistrata che potrebbe ascoltare comodamente da un lettore musicale o da uno smartphone! Per il pubblico, un'esperienza musicale dal vivo deve essere all'altezza delle aspettative, delle emozioni, del tempo e del denaro investiti. A volte, gli spettatori non vanno a vedere un artista per il contenuto, il testo o la melodia della canzone, ma per l'affetto e l'ammirazione che provano per lui, per apprezzarne le capacità e le emozioni che trasmette.
Integrare scienza e tecnologia in tutti gli aspetti delle arti performative è una necessità, una tendenza e una condizione per promuovere la bellezza di questa forma d'arte. Ciò potrebbe includere tecniche per amplificare e preservare la migliore qualità del suono possibile, nonché sistemi di illuminazione e visivi appropriati che valorizzino le emozioni sia degli artisti che degli spettatori. Tuttavia, la tecnologia dovrebbe essere solo un mezzo, non il fine ultimo dell'arte; certamente non può trasformare gli artisti in "strumenti" per riprodurre performance pre-programmate.
Ciò che il pubblico desidera sono le emozioni autentiche dell'artista e l'esperienza artistica che offre. Anelano a sentire, entrare in sintonia e lasciarsi ispirare da valori artistici vibranti e insostituibili. Il valore fondamentale delle arti performative risiede ancora nelle persone coinvolte, e solo quando gli artisti rispetteranno il pubblico e la loro professione con le proprie reali capacità, il palcoscenico diventerà davvero un luogo in cui emozioni e convinzioni fioriscono.
Fonte: https://www.sggp.org.vn/tra-lai-gia-tri-that-cho-bieu-dien-nghe-thuat-post847586.html








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