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Responsabilità, coscienza e desiderio di rinascita.

Il 10 agosto 1961 è una data tragica nella storia della guerra del Vietnam. Fu il giorno in cui l'esercito statunitense diede inizio alla più grande campagna di guerra chimica della storia umana, con l'obiettivo di distruggere foreste e raccolti e devastare l'ecosistema per impedire alla natura di fornire protezione alle forze rivoluzionarie.

Báo Lâm ĐồngBáo Lâm Đồng09/08/2025


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Questa campagna è durata ininterrottamente per 10 anni, lasciando conseguenze incommensurabili per il Vietnam, non solo in termini ambientali, ma anche infliggendo orribili ripercussioni a milioni di persone innocenti. Oltre 80 milioni di litri di tossine chimiche, principalmente Agente Arancio/diossina, sono stati irrorati sul Vietnam meridionale. Vaste foreste verdi si sono trasformate in lande desolate. Campi fertili sono diventati deserti invasi dalle erbacce. Ma la tragedia più dolorosa non risiede nelle foreste o nella terra, bensì nei corpi e nei destini di milioni di persone. Secondo le statistiche, attualmente in Vietnam circa 4,8 milioni di persone sono esposte all'Agente Arancio/diossina, e oltre 3 milioni di vittime soffrono di gravi conseguenze: malformazioni congenite, cancro, infertilità, deterioramento della salute e svantaggi nello sviluppo e nell'integrazione nella società.

La cosa ancora più straziante è che la sofferenza non si è fermata. La diossina, il composto più tossico conosciuto dall'umanità, continua a essere tramandata di generazione in generazione. I bambini nati dopo la guerra soffrono ancora di corpi deformi e incompleti. I genitori anziani si prendono pazientemente cura dei figli e dei nipoti disabili, lottando con il peso di provvedere al cibo, ai vestiti, alle medicine e sopportando svantaggi invisibili ma angoscianti.

Alla luce di questa realtà, dal 2004 il 10 agosto è stato designato come "Giornata delle vittime dell'Agente Arancio in Vietnam". Questa data non è solo una ricorrenza per commemorare un crimine di guerra senza precedenti, ma anche un'opportunità per la comunità di unirsi per sostenere queste persone meno fortunate, condividere i loro fardelli e fornire loro la forza spirituale necessaria per superare il loro destino.

Nel corso degli anni, il movimento "Per le vittime dell'Agente Arancio" si è diffuso ampiamente, dando vita a numerose attività concrete e significative. In tutto il paese sono nate e si sono mantenute attive associazioni di vittime dell'Agente Arancio a tutti i livelli. Migliaia di programmi di beneficenza, raccolte fondi, assistenza medica , riabilitazione, formazione professionale, alfabetizzazione e fornitura di alloggi a prezzi agevolati sono stati regolarmente organizzati. Le statistiche possono sembrare aride, ma dietro di esse si celano innumerevoli lacrime e sorrisi radiosi, mentre persone disabili ricevono aiuto e hanno l'opportunità di realizzare il loro sogno di integrarsi nella comunità.

Bisogna inoltre riconoscere che, nonostante i numerosi sforzi, la strada da percorrere rimane ardua. La disintossicazione e il trattamento completo delle aree contaminate da diossina, così come il sostegno all'assistenza sanitaria, al sostentamento e all'occupazione delle vittime, incontrano ancora molte limitazioni e non sono commisurati ai bisogni reali. L'Agente Arancio continua a erodere silenziosamente la vita di innumerevoli famiglie impoverite. Molte aree rimangono incoltivabili. Molte vittime non hanno ancora pieno accesso all'assistenza sanitaria, al welfare e alle politiche di istruzione speciale.

Pertanto, il 10 agosto non è solo un'occasione per riflettere sul passato, ma anche un monito per ognuno di noi oggi sulle nostre responsabilità non dimenticate. Ogni atto di gentilezza, ogni condivisione, ogni donazione può contribuire a portare speranza e motivazione a chi è meno fortunato. Agenzie, organizzazioni e imprese devono collaborare, promuovere ulteriormente la responsabilità sociale, ampliare i programmi di beneficenza e creare opportunità di lavoro adeguate per le vittime dell'Agente Arancio.

Sono trascorsi più di 60 anni da quando l'Agente Arancio fu spruzzato per la prima volta in Vietnam, ma le ferite non si sono mai rimarginate. È nostra responsabilità – di coloro che sono ancora fortunati – continuare a confortare queste vite svantaggiate, proteggere i loro legittimi diritti e interessi e ricordare loro costantemente questo crimine che deve essere condannato e per il quale si deve ottenere un giusto risarcimento.


Fonte: https://baolamdong.vn/trach-nhiem-luong-tri-va-khat-vong-hoi-sinh-386943.html


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