Il progetto, del valore di circa 168 miliardi di dollari, dovrebbe generare molta più elettricità della diga delle Tre Gole – attualmente la più grande diga idroelettrica – contribuendo così alla strategia cinese di transizione verso l'energia pulita e soddisfacendo la crescente domanda derivante dai veicoli elettrici, dall'urbanizzazione e dai centri di intelligenza artificiale.
Durante una rara visita in Tibet all'inizio di quest'anno, il presidente cinese Xi Jinping ha chiesto che il progetto fosse "promosso con vigore, sistematicità ed efficacia". Pechino lo considera un passo cruciale per garantire la sicurezza energetica, stimolare la crescita economica e raggiungere gli obiettivi climatici a lungo termine.

Secondo gli esperti, il progetto idroelettrico sul fiume Yarlung Tsangpo rappresenta un'enorme sfida tecnica. Nell'area nota come "Grande Ansa", il livello del fiume scende di circa 2.000 metri in poco meno di 50 chilometri, creando un potenziale di produzione di energia stimato intorno ai 300 miliardi di kWh all'anno.
Documenti e analisi open-source suggeriscono che il sistema potrebbe includere diverse dighe, bacini idrici e una catena di centrali idroelettriche sotterranee, collegate da tunnel attraverso le montagne. Una parte del fiume verrà deviata per sfruttare la forte pendenza prima di ricongiungersi al corso principale.
"Potrebbe trattarsi del sistema di dighe più sofisticato e complesso mai costruito", ha affermato Brian Eyler, direttore del programma Energia, Acqua e Sviluppo Sostenibile presso lo Stimson Institute negli Stati Uniti. Tuttavia, ha anche avvertito che si tratta di un progetto "ad alto rischio", a causa della sua ubicazione in una zona sismicamente attiva, del terreno impervio e del crescente impatto dei cambiamenti climatici.

Nonostante le sue enormi dimensioni e il potenziale impatto, il progetto rimane in gran parte segreto in Cina. I documenti ufficiali lo menzionano solo in termini generali, mentre i dettagli relativi alla progettazione, all'estensione del bacino idrico e agli impatti specifici sull'ambiente e sulle popolazioni a valle non sono stati completamente divulgati.
Il Ministero degli Esteri cinese ha affermato che il progetto è stato oggetto di "decenni di ricerca", che sono state predisposte misure per garantire la sicurezza tecnica e la tutela ecologica e che "non avrà un impatto negativo sull'area a valle". Pechino si è inoltre impegnata a condividere le informazioni necessarie e a intensificare gli scambi con i paesi interessati man mano che il progetto procede.
Tuttavia, molti esperti internazionali sostengono che, in assenza di dati trasparenti, una valutazione indipendente dell'impatto ambientale, sociale e sulla sicurezza del progetto sia praticamente impossibile.
La zona della "Grande Ansa" del fiume Yarlung Tsangpo è considerata una delle aree ecologiche più singolari al mondo, con foreste primordiali, profondi canyon e numerose specie rare di flora e fauna. Gli scienziati hanno richiesto un'indagine completa sulla biodiversità prima dell'inizio dei lavori di costruzione, ma i risultati di tale valutazione non sono ancora stati ampiamente pubblicati.
Il progetto prevede anche il trasferimento di comunità indigene, tra cui i Monpa e i Lhoba. Il governo cinese riconosce la necessità di reinsediare i residenti locali e si impegna a garantire i loro diritti, i loro mezzi di sussistenza e il rispetto della loro cultura e delle loro credenze tradizionali. Tuttavia, molti temono che la portata del progetto causerà inevitabilmente profonde perturbazioni ai mezzi di sussistenza e agli spazi abitativi tradizionali di queste popolazioni.

Il progetto non solo è controverso a livello nazionale, ma ha anche sollevato preoccupazioni in India e Bangladesh, dove il fiume Irrawaddy confluisce nel Brahmaputra, linfa vitale per decine di milioni di persone.
I leader dello stato indiano dell'Arunachal Pradesh hanno avvertito che il progetto potrebbe trasformarsi in una "bomba idrica" se la regolazione del flusso venisse sfruttata o gestita senza trasparenza. Il governo indiano afferma di monitorare attentamente la situazione e di adottare le misure necessarie per tutelare gli interessi nazionali.
Gli esperti ritengono che, in teoria, una diga a monte potrebbe contribuire a regolare le inondazioni, un grave problema per l'India e il Bangladesh. Tuttavia, rilasci d'acqua improvvisi o non coordinati potrebbero aumentare il rischio di disastri naturali.
Mentre la Cina spinge per progetti idroelettrici di portata senza precedenti, anche l'India sta valutando progetti su larga scala nello stesso bacino, suscitando preoccupazioni per una possibile "corsa alla costruzione di dighe" nell'Himalaya.
"Se le parti non cooperano e non condividono i dati in modo trasparente, i rischi ambientali e geopolitici non faranno che aumentare. Con questo fiume, la corsa alla costruzione di dighe potrebbe trasformarsi in una corsa al ribasso", ha avvertito Eyler.
Il mega-progetto idroelettrico sul fiume Yarlung Tso-T...
Fonte: https://tienphong.vn/trung-quoc-xay-thuy-dien-lon-nhat-the-gioi-o-himalaya-post1805567.tpo









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