Ai sensi dell'articolo 64 della Convenzione delle Nazioni Unite sulla criminalità informatica, la Convenzione sarà aperta alla firma ad Hanoi nel 2025. Pertanto, la Convenzione sarà denominata "Convenzione di Hanoi".
Affermare la sovranità nazionale nel cyberspazio.
Dopo quasi cinque anni di negoziati, è nata la "Convenzione di Hanoi", che rappresenta una pietra miliare significativa negli sforzi collettivi della comunità internazionale per affrontare le crescenti minacce nel cyberspazio. Oltre agli illimitati benefici e al potenziale per lo sviluppo umano, la tecnologia digitale e il cyberambiente pongono anche numerosi rischi per la sicurezza e minacce allo sviluppo sostenibile della maggior parte delle nazioni.
Si stima che l'allarmante aumento della criminalità informatica, sia in termini di portata, complessità e impatto, sia dovuto a un costo per l'economia globale di circa 8 trilioni di dollari nel 2023, e si prevede che raggiungerà i 10,5 trilioni di dollari entro il 2025, superando il PIL della maggior parte delle maggiori economie mondiali. In questo contesto, la Convenzione di Hanoi contribuisce a creare un quadro giuridico completo che risponda all'urgente necessità di cooperazione internazionale per promuovere lo stato di diritto nel cyberspazio.
Ospitare la cerimonia di firma della "Convenzione di Hanoi" rappresenterà per il Vietnam un'opportunità per continuare a promuovere il proprio ruolo di membro responsabile e affidabile della comunità internazionale, promuovere attivamente il multilateralismo, partecipare attivamente alla definizione e alla costruzione di quadri di governance digitale globali, garantire la sicurezza informatica e la sovranità nazionale nel cyberspazio e creare le basi per la riuscita attuazione della strategia di trasformazione digitale, preparando il Paese a una nuova era, un'era di progresso nazionale.
In quest'ottica, la scelta di Hanoi come sede per la firma della Convenzione delle Nazioni Unite sulla criminalità informatica conferma ulteriormente l'impegno del Vietnam nel garantire la sicurezza informatica, assicurando così un sano sviluppo economico e garantendo che le applicazioni nel cyberspazio siano effettivamente al servizio dello sviluppo sostenibile del Vietnam. Garantisce inoltre che gli interessi nazionali e i legittimi diritti dei cittadini siano rispettati e tutelati.
Il Vietnam si è impegnato e continua a impegnarsi a collaborare con altri Paesi nella lotta contro diverse forme di criminalità informatica. (Immagine a scopo illustrativo.) |
Il Vietnam si impegna a creare un ambiente online sano.
La Convenzione di Hanoi è nata da quasi cinque anni di negoziati continui, dal 2021 al 2024, tra gli Stati membri per costruire un quadro giuridico multilaterale completo per combattere questo pericoloso tipo di crimine.
Questo è stato anche un periodo in cui le autorità vietnamite si sono impegnate senza sosta nella lotta diretta contro vari tipi di criminalità informatica, in particolare per prevenire lo sfruttamento del cyberspazio a fini fraudolenti nei settori finanziario e bancario, con numerosi casi di frode su larga scala e reti criminali che hanno coinvolto centinaia, se non migliaia, di miliardi di dong.
Di recente, la polizia di Hanoi ha smantellato un'organizzazione criminale dedita alle frodi, capeggiata dal "Signor Pips" (noto anche come Pho Duc Nam), per un ammontare di denaro sottratto pari a diverse migliaia di miliardi di VND, rendendola una delle più grandi organizzazioni criminali mai scoperte.
Di recente, la polizia di Bac Ninh ha scoperto un'organizzazione criminale dedita a frodi finanziarie, guidata da Nguyen Duc Hung, che ha truffato vittime per un totale di 10 miliardi di dong vietnamiti. Particolarmente rilevante è il caso di Thanh Hoa, dove i truffatori Giang Dinh Loc, Nguyen Truong Thanh, Pham Phuong Dong e Le Van Long sono stati arrestati e posti in custodia cautelare. L'ammontare delle frodi ammonta a miliardi di dong e la loro portata è tuttora oggetto di indagine. È importante sottolineare che questo gruppo era anche "collegato" ad altre bande criminali e si dedicava al riciclaggio di denaro.








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