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La parte festiva della cerimonia di preghiera per la pesca degli abitanti del villaggio di Phuong Dien, distretto di Thuan An. Foto: Anh Le. |
Il festival è legato al culto della divinità tutelare Truong Quy Cong, pioniere di quella terra e insegnante di pesca e commercio per gli abitanti della laguna. Ancora più importante, nella coscienza della comunità, egli non è solo una figura storica, ma un simbolo di sapere indigeno: conoscenza del mare, dell'ambiente e di come le persone si adattano alla natura per sopravvivere. Pertanto, il Festival della Pesca è principalmente un rituale di gratitudine verso il pioniere, verso il mare e verso la comunità che insieme ha creato questo spazio vitale.
Organizzare il festival nell'area di Thuận An permette di scoprire gli strati più profondi di questo patrimonio. Thuận An non è solo il porto marittimo più importante di Huế dal punto di vista geografico, ma anche una porta d'accesso strategica alla capitale durante tutta la dinastia Nguyễn. Ospita Trấn Hải Thành, una fortezza costruita dal re Gia Long nel 1813 per proteggere il mare; il Palazzo Reale di Thuận An, testimonianza dei viaggi imperiali; e il sito panoramico di Thuận Hải Quy Phàm, classificato dal re Thiệu Trị tra i venti luoghi più belli della capitale imperiale. E oggi, l'imponente e magnifico ponte sul mare di Thuận An sta aprendo un nuovo asse di sviluppo per Huế verso l'oceano.
All'interno di tale struttura, il Festival della pesca di Thai Duong rappresenta uno strato di sedimento culturale comunitario, che integra il sistema del patrimonio reale, creando un'unità completa di Hue: una città ricca di storia, ma anche dotata di un ampio spazio culturale.
Seguendo la tradizione del "Tam Nien Dao Le" (ogni tre anni), ogni tre anni si tiene una grande festa che riunisce gli abitanti del villaggio provenienti da ogni dove, compresi i vietnamiti residenti all'estero. Non si tratta solo di un'attività religiosa, ma di un meccanismo culturale per la ristrutturazione della comunità. Durante quei giorni, il tempio del villaggio viene illuminato tutta la notte e si svolgono solenni rituali di benvenuto, preghiere per la pace e offerte di sacrifici. I proprietari delle barche, in abiti tradizionali, si alternano nell'offrire doni alla divinità protettrice del villaggio. In quel momento, le persone si ergono di fronte al mare con umiltà e fede, una filosofia di vita per gli abitanti della costa.
Il momento culminante del festival è la rappresentazione del rituale di pesca, in cui viene ricreata l'intera vita economica e culturale del villaggio di pescatori: il lancio delle reti, il recupero delle trappole, la cattura dei calamari e la vivace scena delle barche che comprano e vendono. Dal punto di vista del patrimonio culturale, si tratta di un "museo vivente" della cultura marittima. Non c'è confine tra artisti e spettatori, tra passato e presente. Le giovani generazioni imparano il mestiere dai loro antenati non attraverso i libri, ma attraverso le azioni tramandate di generazione in generazione. Chi ha lasciato la propria terra d'origine riscopre le proprie radici. I turisti si rendono conto che dietro ogni cattura si cela un intero sistema di valori culturali.
L'aspetto più prezioso è che la comunità è sempre al centro del festival. Le persone contribuiscono volontariamente con fondi e impegno, organizzano l'evento in prima persona e tramandano i rituali di generazione in generazione. Questa è l'essenza del patrimonio culturale immateriale, il cui soggetto è la comunità locale, che ne è al contempo creatrice, praticante e beneficiaria.
Nel contesto attuale, mentre Hue entra in una nuova fase di sviluppo come città a governo centrale, la storia del Festival della pesca di Thai Duong offre un importante spunto di riflessione per la strategia di sviluppo: il patrimonio non dovrebbe essere solo oggetto di conservazione, ma anche diventare una risorsa.
L'area di Thuan An si sta affermando come la porta d'accesso di Hue al mare, un luogo ideale per lo sviluppo del turismo costiero, dell'economia dei servizi e dello sviluppo urbano ecocompatibile. Tuttavia, affinché questo sviluppo sia distintivo e sostenibile, l'elemento centrale rimane la cultura della comunità. Il Festival della Pesca è il fondamento per la creazione di prodotti turistici esperienziali legati alla vita dei pescatori, la materia prima per costruire il marchio culturale marittimo di Hue e, soprattutto, l'ambiente per coltivare i valori umani.
Perché al centro di questa festa risiedono qualità essenziali per una città nella nuova era: uno spirito di coesione comunitaria, la consapevolezza dell'importanza di adattarsi all'ambiente naturale, un senso di gratitudine verso le proprie radici e la fiducia nel futuro.
E al festival di gennaio di quest'anno, partecipando alla Festa della Pesca nel villaggio di Thai Duong Ha, ho assistito a immagini davvero belle e simboliche: all'alba, la flotta di barche è partita per la stagione di pesca del sud, le bandiere a cinque colori sventolavano luminose sulle acque della laguna di Tam Giang, il suono dei tamburi riecheggiava nella vasta distesa del mare. In quell'istante, passato e presente si sono incontrati. Il patrimonio ha cessato di essere un concetto ed è diventato un'energia viva.
Ed è proprio in occasione di festival come questi che ci si rende conto che Hue non si affaccia solo sul Fiume dei Profumi, sul Monte Ngu e sulla Cittadella Imperiale, ma che questa città si affaccia anche sul mare, con la sua ricchezza culturale.
Il Festival della pesca di Thai Duong è quindi molto più di una semplice festa di primavera. È una dichiarazione culturale degli abitanti della costa, un simbolo di vitalità della comunità e un elemento importante nella visione di trasformare Hue in una città patrimonio legata all'economia marittima, dove il passato non viene semplicemente preservato, ma continua a esistere e a dare energia al presente e al futuro.
Phan Thanh Hai
Fonte: https://huengaynay.vn/van-hoa-nghe-thuat/tu-di-san-cong-dong-den-tam-nhin-huong-bien-163609.html
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