Situata nel cuore del Vietnam centrale, l'isola di Con Co (provincia di Quang Tri), un tempo soprannominata "l'isola d'acciaio" durante la guerra, sta intraprendendo un nuovo percorso: diventare un centro turistico e di servizi, assumendo un ruolo strategico come avamposto nel Mar Cinese Meridionale. Dietro la bellezza incontaminata della sua foresta e del suo ecosistema marino, insieme alla sua straordinaria ricchezza storica, si celano numerosi "colli di bottiglia" che ne hanno ostacolato lo sviluppo nel corso degli anni.
Come sbloccare il potenziale e promuovere lo sviluppo di quest'isola strategicamente importante, preservandone al contempo il valore originario, è una sfida che le autorità e i gestori locali si trovano ad affrontare. Una serie di articoli dei giornalisti dell'Agenzia di stampa vietnamita (VNA), intitolata "L'isola siderurgica di Con Co nel suo percorso verso lo sviluppo turistico", si propone di offrire spunti e soluzioni a questo problema.
Lezione 1: "La gemma verde" in mezzo all'oceano
A differenza di altre destinazioni famose, questa piccola isola conserva silenziosamente strati unici di storia: formazioni rocciose basaltiche millenarie, foreste tropicali incontaminate e un ricordo indelebile della guerra.
Tutto si fonde insieme, creando un "gioiello verde" in mezzo al vasto oceano: una bellezza unica nel suo genere, capace di affascinare qualsiasi visitatore.
Da "isola d'acciaio" a un regno di ricordi in mezzo al mare.
In un pomeriggio d'estate, la nave lasciò il porto di Cua Viet, fendendo le onde e dirigendosi verso il mare aperto. La terraferma centrale si allontanò gradualmente, lasciando spazio alla vasta distesa blu dell'oceano. Dopo circa un'ora, un piccolo puntino blu divenne visibile all'orizzonte: era l'isola di Con Co. Pochi avrebbero potuto immaginare che in mezzo a questo spazio pacifico, un tempo si fosse eretto un campo di battaglia aspramente conteso. Dopo gli Accordi di Ginevra del 1954, l'isola di Con Co divenne una posizione particolarmente strategica, a guardia dell'area marittima lungo il 17° parallelo.
L'8 agosto 1959, i soldati del 270° Reggimento sbarcarono sull'isola, piantarono la bandiera rossa con una stella gialla e rivendicarono ufficialmente la sovranità sul Mar Cinese Meridionale. Da quel momento, l'isola entrò in un periodo di aspri combattimenti.
Tra bombardamenti e quasi 1.000 battaglie di varia entità, i soldati e i civili presenti sull'isola abbatterono 48 aerei nemici e affondarono 17 navi da guerra. Quasi 200 tra ufficiali e soldati sacrificarono la propria vita per difendere ogni centimetro dell'isola.

Non è un caso che l'isola di Con Co sia chiamata "l'isola d'acciaio". Questo titolo è stato forgiato dalla forza di volontà, dal sangue e da una fede incrollabile: difendere l'isola significa difendere il paese.
Oggi, passeggiando lungo le stradine che circondano l'isola, i ricordi della guerra non si trovano nei libri, ma sono presenti proprio davanti ai vostri occhi: trincee, postazioni di artiglieria e vecchi campi di battaglia immersi nel verde lussureggiante della foresta tropicale. Non servono spiegazioni; il luogo stesso racconta la sua storia.
Veterani come il signor Tran Van Tha, ex comandante dell'isola di Con Co, raccontano ancora con voce calma vecchie storie ogni volta che tornano sull'isola: storie di condivisione di ogni goccia d'acqua dolce, notti trascorse a dormire nei bunker, di vita in mezzo alle onde e alle tempeste. I ricordi non sono chiassosi, ma duraturi, proprio come l'isola stessa.
Un "museo naturale" in mezzo all'oceano.
Se si considerasse solo la storia, l'isola di Con Co potrebbe essere semplicemente un "monumento storico". Ma ciò che rende l'isola unica e preziosa è il suo particolare ecosistema, che si è silenziosamente rigenerato dopo la guerra.
A poche decine di metri dalla riva, si dispiega una fitta foresta tropicale a più strati. La luce del sole filtra attraverso il fogliame, proiettando giochi di luce sul terreno. Lo spazio è al tempo stesso incontaminato e vibrante.
Il signor Tran Xuan Anh, segretario del Comitato del Partito e presidente del Comitato popolare della Zona speciale di Con Co, ci ha accompagnato in un tour dell'isola e ci ha spiegato che circa il 70% della sua superficie è ricoperta da foresta naturale. Nonostante sia stata devastata da bombe e proiettili, la foresta si è ripresa quasi completamente.
"Non è vasta come la grande foresta, ma qui la foresta è fitta e piena di vita", disse, indicando i grandi alberi ricoperti di rampicanti, dove i suoni degli insetti e degli uccelli si fondevano creando una sinfonia tra foresta e isola.

Secondo il signor Tran Xuan Anh, l'isola di Con Co si è formata a seguito di attività vulcanica oltre 40.000 anni fa. Lungo la costa si trovano formazioni rocciose di basalto stratificate, alcune delle quali sono state erose dalle onde assumendo forme bizzarre.
La spiaggia di Nghè vanta la bellezza incontaminata delle rocce vulcaniche; la spiaggia di Hương Giang è caratterizzata da soffice sabbia corallina; mentre la spiaggia di Đá Đen, a nord-ovest, si distingue per i suoi ciottoli rotondi e lisci che brillano al sole.
Mentre questa è la situazione sulla terraferma, un " mondo diverso" esiste anche sott'acqua. Secondo il signor Tran Xuan Canh, vicedirettore del Consiglio di gestione della riserva marina dell'isola di Con Co, la riserva marina si estende per circa 4.300 ettari e ospita 954 specie di vita marina, tra cui oltre 260 specie di pesci e 137 specie di coralli.
Tra queste figurano le barriere coralline, considerate tra le meglio sviluppate del Vietnam. Inoltre, risorse marine come aragoste, cetrioli di mare, seppie, cernie, dentici, pesci farfalla, ostriche reali, ecc., contribuiscono a creare un ecosistema marino vibrante.
Dal punto di vista commerciale, il signor Pham Hoang Phuong, vicepresidente dell'Associazione Turistica di Quang Tri e direttore della Ken Travel Company, ritiene che la bellezza incontaminata e non commercializzata dell'isola di Con Co sia ciò che ne crea il fascino unico. Oltre al relax, i visitatori vengono qui per "riconnettersi con le proprie radici" attraverso il sistema di tunnel, passaggi sotterranei e l'asta della bandiera nazionale.
Secondo il signor Hoang Phuong, l'isola di Con Co può essere considerata un raro "museo naturale", dove foreste primordiali ed ecosistemi marini coesistono quasi intatti.
A differenza della vibrante atmosfera di Da Nang o Nha Trang, l'isola offre un senso di isolamento e tranquillità, perfettamente adatto alla tendenza del turismo esperienziale e dei ritiri benessere incentrati sulla "guarigione".
Il signor Dang Quoc Khanh, un turista di Hanoi, ha condiviso una breve ma vivida impressione dell'isola di Con Co: "L'acqua del mare è cristallina; se ci si china, si possono vedere i pesci nuotare tra le barriere coralline, come in un 'acquario naturale'".
Il pescatore Nguyen Van Hai, che è legato all'isola da molti anni, lo ha spiegato in modo più semplice: "Il mare qui è pulito e ci sono ancora tantissimi pesci e calamari".
L'isola si sta "risvegliando".
Al calar della sera, le piccole imbarcazioni rientrano dalle battute di pesca. Il molo si anima di risate e conversazioni. La vita sull'isola scorre lenta: niente clacson, niente semafori, niente strade affollate. Solo la brezza marina, gli stretti sentieri e le case dai tetti bassi immerse tra gli alberi.

Dopo molti anni come isola militare, l'isola di Con Co ha iniziato ad essere abitata a partire dal 2002; nel 2004, il distretto insulare è stato ufficialmente istituito. I primi abitanti dell'isola non portarono con sé grandi ricchezze materiali, ma una convinzione ben precisa: ricominciare da capo in un luogo che un tempo era stato un campo di battaglia.
La storia della famiglia di Nguyen Quang Thanh ne è un esempio emblematico. Suo padre, Nguyen Van Tong, era un soldato suicida che riforniva l'isola durante la guerra. Quasi 40 anni dopo, scelse di tornare sull'isola per iniziare una nuova vita con la moglie, Ho Thi Duyen, e il loro figlio piccolo. Sebbene i bombardamenti fossero finiti, non fu comunque una scelta facile per loro.
Piccole case spuntarono gradualmente in mezzo alla foresta. L'asilo di Hoa Phong Ba risuonava delle voci dei bambini. Le mattine erano pervase dal fumo dei fuochi da campo, i pomeriggi dal ritorno delle barche da pesca: semplici segni di una comunità che si formava e si sviluppava.
Oggi l'isola di Con Co non è più solo un'isola militare, ma non è ancora una vera e propria meta turistica. L'isola si trova in una fase di transizione: tra natura incontaminata e sviluppo, tra tranquillità e aspettative.
Per quanto riguarda la posizione, l'isola si trova vicino a Cua Tung e Cua Viet, spiagge famose nella provincia di Quang Tri. Se ben collegata, l'isola di Con Co potrebbe certamente diventare un punto di riferimento nel panorama turistico costiero locale.
Il signor Pham Hai Quynh, direttore dell'Asian Tourism Development Institute, ha commentato: "Ci sono luoghi che necessitano di sviluppo per attrarre turisti, ma ci sono anche luoghi che devono solo essere preservati così come sono per mantenere il loro valore. L'isola di Con Co appartiene probabilmente al secondo gruppo. Le persone vengono qui non solo per ammirare il mare, ma anche per ascoltare una storia: la storia di un'isola che ha vissuto la guerra e che sta imparando a intraprendere un nuovo percorso di sviluppo."
Da "isola d'acciaio" del passato, Con Co si sta gradualmente trasformando in un'"isola verde" di pace. Un "gioiello" in mezzo all'oceano, che non emerge improvvisamente alla luce, ma si risveglia a modo suo, lentamente ma inesorabilmente.
Articolo 2: Quando l'"isola d'acciaio" sviluppa il turismo: "Aprire la strada" all'isola.
Fonte: https://www.vietnamplus.vn/vien-ngoc-xanh-giua-trung-khoi-post1104960.vnp









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