
Secondo l'OMS, questa epidemia è causata dal virus Bundibugyo, una rara variante dell'Ebola. Sebbene il rischio di diffusione internazionale sia considerato elevato, soprattutto per i paesi che confinano con la Repubblica Democratica del Congo, l'organizzazione ritiene che la situazione non abbia ancora raggiunto il livello di emergenza pandemica.
Il numero di casi sospetti sta aumentando rapidamente e il rischio di una diffusione capillare è imminente.
L'OMS ha riferito che, al 16 maggio, la provincia di Ituri, nella Repubblica Democratica del Congo orientale, aveva registrato 80 decessi presumibilmente causati dall'Ebola, insieme a 8 casi confermati e 246 casi sospetti in almeno tre aree sanitarie : Bunia, Rwampara e Mongbwalu.
In particolare, un caso di infezione da Ebola è stato confermato anche nella città di Goma, nella parte orientale del Congo, un importante centro urbano vicino al confine con il Ruanda, secondo le informazioni diffuse dal gruppo ribelle M23.
L'OMS avverte che la reale portata dell'epidemia potrebbe essere molto maggiore rispetto alle cifre attualmente riportate, a causa dell'elevato tasso di positività riscontrato nei campioni iniziali e del continuo aumento dei casi sospetti.
Si tratta della diciassettesima epidemia di Ebola nella Repubblica Democratica del Congo, il paese in cui il virus fu scoperto per la prima volta nel 1976. Tuttavia, a differenza della maggior parte delle precedenti epidemie, causate dal ceppo Ebola-Zaire, questa volta il Congo si trova ad affrontare il ceppo Bundibugyo, un virus per il quale attualmente non esiste un vaccino approvato né una cura specifica.
L'OMS ha descritto questo evento come uno sviluppo "insolito" e preoccupante, perché mentre il mondo dispone di molti strumenti efficaci per contrastare il ceppo Ebola-Zaire, ha strumenti molto limitati per contrastare il Bundibugyo.
In Uganda si registrano decessi e si evidenzia la diffusione transfrontaliera del virus.
L'OMS ha confermato che l'epidemia sta ora mostrando segni di diffusione oltre i confini della Repubblica Democratica del Congo. A Kampala, capitale dell'Uganda, sono stati registrati due casi confermati, tra cui un decesso, tra il 16 e il 17 maggio. Entrambe le persone avevano viaggiato dalla Repubblica Democratica del Congo.
L'Organizzazione sanitaria delle Nazioni Unite avverte che l'attuale epidemia rappresenta un rischio per la salute pubblica di molti paesi della regione, soprattutto con l'emergere di casi di trasmissione internazionale.
L'OMS esorta i paesi ad attivare meccanismi di risposta alle emergenze, rafforzare la sorveglianza delle frontiere, organizzare controlli transfrontalieri ed effettuare verifiche sulle principali vie di trasporto interne per impedire un'ulteriore diffusione del virus.
Tuttavia, l'OMS ha anche sconsigliato ai paesi di chiudere le frontiere o di limitare il commercio e i viaggi, poiché ciò potrebbe indurre le persone a cercare di attraversare illegalmente i confini, aumentando il rischio di una diffusione incontrollata dell'infezione.
I cittadini statunitensi sono a rischio di esposizione.
In un contesto correlato, i media statunitensi hanno riportato che almeno sei cittadini americani nella Repubblica Democratica del Congo potrebbero essere stati esposti al virus Ebola, e tre di questi casi sono stati valutati come ad alto livello di esposizione.
CBS News, citando fonti anonime, ha riferito che diverse persone legate a organizzazioni umanitarie internazionali potrebbero essere state esposte alla fonte dell'infezione. Nel frattempo, STAT News ha riportato che un cittadino americano potrebbe aver sviluppato i sintomi e che Washington sta valutando la possibilità di evacuarlo, possibilmente verso una base militare in Germania. Tuttavia, Reuters non è stata in grado di verificare in modo indipendente queste notizie.
Nel corso di una conferenza stampa tenutasi il 17 maggio, Satish Pillai, responsabile della risposta all'Ebola presso i Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), non ha confermato se qualche cittadino statunitense avesse contratto la malattia, ma ha sottolineato che il rischio per gli Stati Uniti rimane basso.
Il CDC ha dichiarato di aver attivato il proprio centro di risposta alle emergenze e di prepararsi ad aumentare il personale presso i propri uffici nella Repubblica Democratica del Congo e in Uganda per supportare gli sforzi di contenimento dell'epidemia.
Lo stesso giorno, l'ambasciata statunitense nella Repubblica Democratica del Congo ha emesso un avviso sanitario, ribadendo il consiglio ai cittadini statunitensi di non recarsi nella provincia di Ituri per nessun motivo e sottolineando che il governo degli Stati Uniti ha una capacità molto limitata di fornire assistenza di emergenza nella zona.
Quanto è pericolosa l'Ebola?
L'Ebola è una pericolosa malattia infettiva con un alto tasso di mortalità, che causa sintomi come febbre, dolori muscolari, vomito e diarrea, che possono successivamente portare a gravi emorragie e insufficienza multiorgano. Il virus si diffonde principalmente attraverso il contatto diretto con i fluidi corporei di individui infetti, oggetti contaminati o i corpi di coloro che sono deceduti a causa della malattia.
Le fitte foreste pluviali della Repubblica Democratica del Congo sono considerate un serbatoio naturale per il virus Ebola, il che ha reso il paese l'epicentro delle epidemie per decenni.
Dato il continuo aumento dei casi sospetti e l'assenza al momento di una cura specifica per il ceppo Bundibugyo, l'OMS avverte la comunità internazionale che è necessario intervenire tempestivamente per prevenire un'ulteriore diffusione della malattia in Africa centrale.
Fonte: https://daibieunhandan.vn/who-bung-phat-ebola-tai-congo-va-uganda-la-tinh-trang-khan-cap-y-te-cong-cong-10417324.html










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