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L'Italia sta sviluppando snack stampati in 3D a partire da cellule vegetali e polpa di frutta.

(CLO) Gli scienziati italiani stanno sperimentando snack stampati in 3D a partire da cellule vegetali e polpa di frutta, aprendo una nuova strada verso un'alimentazione nutriente e sostenibile.

Công LuậnCông Luận15/12/2025

Il progetto, denominato Nutri3D e realizzato dall'agenzia pubblica di ricerca ENEA, sviluppa snack dolci altamente nutrienti coltivando cellule vegetali in laboratorio, combinandole con polpa di frutta riciclata e modellandole poi utilizzando la tecnologia di stampa 3D.

Il progetto mira a individuare soluzioni alimentari sostenibili nel contesto della riduzione dei terreni coltivabili e dei cambiamenti climatici, che esercitano una pressione crescente sui sistemi alimentari.

L'immagine mostra il nuovo prodotto a base di filetti di salmone con micoproteine ​​di Revo Foods, realizzato nel nuovo impianto di stampa 3D su larga scala dell'azienda.
Prodotti a base di salmone in uno stabilimento di stampa 3D per alimenti. Foto: Revo Foods

Secondo l'ENEA, i prodotti attualmente in fase di test includono barrette snack e "granuli di miele" lucidi, progettati per conservare il loro sapore e il loro valore nutrizionale.

Silvia Massa, responsabile del Laboratorio Agricoltura 4.0 dell'ENEA, ha affermato che l'obiettivo del progetto è quello di coltivare cellule vegetali affinché continuino a produrre alimenti familiari in modi nuovi. Ha sottolineato che questo approccio contribuisce a ridurre la dipendenza dai terreni agricoli tradizionali.

In precedenza, i paesi nordici erano stati pionieri nel campo degli alimenti a base cellulare, con laboratori in Finlandia che producevano marmellate di frutta da colture cellulari e ricercatori a Zurigo che sviluppavano aromi con proprietà simili al cacao. Secondo la signora Massa, il contributo degli scienziati italiani consiste nel combinare gli alimenti a base cellulare con sottoprodotti recuperati, come la polpa di frutta proveniente dal processo di produzione delle marmellate.

Il progetto Nutri3D è una collaborazione tra EltHub – un'azienda privata di ricerca e sviluppo tecnologico appartenente al Gruppo ELT – e Rigoni di Asiago, un'impresa familiare specializzata nella produzione di alimenti biologici. Presso la sede di EltHub in Abruzzo, i materiali di origine vegetale sviluppati da ENEA vengono utilizzati come "inchiostro" per stampare alimenti tramite stampanti 3D.

Un sondaggio condotto dall'ENEA ha rilevato che il 59% degli intervistati si è dichiarato disposto a provare alimenti prodotti con questa tecnologia. Il direttore di EltHub, Ermanno Petricca, ritiene che la tecnologia di stampa 3D per alimenti potrebbe essere particolarmente utile in ambienti con risorse limitate, come lo spazio o le zone di conflitto, descrivendo il prodotto come "frutta per astronauti". L'ENEA sta inoltre sperimentando la coltivazione di nanogermogli e pomodori per missioni spaziali.

Sulla Terra, la tecnologia di stampa 3D degli alimenti dovrebbe contribuire alla creazione di piani nutrizionali personalizzati per persone con esigenze dietetiche particolari. A Roma, la steakhouse vegetariana Impact Food ha incluso nel suo menù affettati stampati in 3D, dimostrando il potenziale di applicazione commerciale di questa tecnologia in ambito culinario.

Fonte: https://congluan.vn/y-phat-trien-do-an-nhe-in-3d-tu-te-bao-thuc-vat-va-ba-trai-cay-10322712.html


Tag: in 3D

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