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Copyright dell'opera basata sull'IA:

Quando l'intelligenza artificiale (IA) sarà in grado di comporre musica, dipingere quadri, creare poesie e molto altro, il confine tra creatività umana e tecnologia diventerà più labile che mai.

Hà Nội MớiHà Nội Mới12/11/2025

La questione di "Chi è il vero autore delle opere di intelligenza artificiale?" sta diventando una delle problematiche giuridiche più rilevanti dei nostri giorni. Nel contesto delle revisioni in corso della Legge sulla proprietà intellettuale e della Legge sull'intelligenza artificiale, il Vietnam si trova di fronte alla necessità di definire chiaramente i meccanismi di tutela del diritto d'autore, garantendo che lo sviluppo tecnologico prosegua salvaguardando al contempo la creatività umana.

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I visitatori possono ammirare e provare i prodotti che utilizzano la tecnologia dell'intelligenza artificiale alla mostra nazionale "80 Years of Independence - Freedom - Happiness Journey".

Quando le opere d'arte non sono create esclusivamente dagli esseri umani.

L'emergere di musica, dipinti, video e articoli creati interamente dall'intelligenza artificiale sta cambiando il concetto di "lavoro creativo". Secondo un rapporto dell'International Music Summit, nel 2024 oltre 60 milioni di persone hanno utilizzato strumenti di intelligenza artificiale per comporre musica.

Questa impennata di popolarità ha spinto gli studiosi di diritto a sollevare una serie di interrogativi: chi sono gli autori di queste opere? Sono protette dal diritto d'autore? E chi è responsabile in caso di violazione? Queste domande diventano ancora più urgenti man mano che la musica , la pittura e la letteratura create con l'intelligenza artificiale si diffondono sempre più in Vietnam.

Attualmente in Vietnam mancano normative specifiche per le opere create dall'intelligenza artificiale. La legge vigente tutela solo le creazioni frutto di "un'intelligenza umana diretta". Il progetto di legge sulla proprietà intellettuale (modificato) introduce una categoria di oggetti non tutelati: "prodotti che non sono il risultato di un'attività intellettuale umana diretta". Pertanto, i prodotti creati dall'intelligenza artificiale non saranno protetti dal diritto d'autore o da diritti connessi.

La vicedirettrice del Dipartimento del Diritto d'Autore (Ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo), Pham Thi Kim Oanh, ha sottolineato: "Questo regolamento mira ad affermare chiaramente che solo i prodotti che recano l'impronta creativa dell'essere umano sono considerati opere e sono protetti dal diritto d'autore". Questo è un principio fondamentale dell'intero sistema giuridico della proprietà intellettuale, poiché lo scopo della protezione del diritto d'autore è quello di incoraggiare la creatività umana garantendo diritti esclusivi di sfruttamento e profitto derivanti dai risultati della creatività.

La professoressa associata Vu Thi Hai Yen (Università di Giurisprudenza di Hanoi) ha commentato: "Se la protezione del diritto d'autore venisse concessa alle opere create dall'IA, l'obiettivo di incoraggiare la creatività nel diritto d'autore perderebbe di significato". Equiparare l'IA agli esseri umani nel ruolo di autore potrebbe portare alla conseguenza opposta: gli artisti diventerebbero dipendenti dalla tecnologia, sminuendo così il vero valore della creatività.

A livello globale, anche le tendenze legislative si muovono in questa direzione. La legge statunitense sul diritto d'autore afferma da tempo di proteggere solo le "creazioni di agenti umani", escludendo gli "agenti non umani" dall'ambito della paternità dell'opera. L'Ufficio del Copyright degli Stati Uniti richiede che tutte le opere registrate dimostrino la creatività umana e si rifiuta di concedere il diritto d'autore a prodotti "realizzati da macchine automatizzate senza intervento creativo umano".

Gli esseri umani sono i creatori, l'intelligenza artificiale è lo strumento di supporto.

Tuttavia, la mancanza di protezione per le opere generate dall'IA non significa escludere tutti i prodotti che contengono elementi di IA. Ciò solleva una nuova esigenza: determinare il livello di ingegno umano nei prodotti generati dall'IA. Molti paesi hanno stabilito criteri specifici. Il Giappone valuta in base al grado di guida, modifica e selezione da parte dell'utente durante il processo di creazione. L'Unione Europea richiede una "significativa impronta creativa umana". Il Regno Unito e la Nuova Zelanda hanno addirittura normative separate per le "opere generate al computer", ma stabiliscono comunque che la persona che "crea le condizioni affinché il computer crei l'opera" è soggetta al diritto d'autore.

In Vietnam, gli esperti ritengono che il processo di modifica della Legge sulla Proprietà Intellettuale e di elaborazione della Legge sull'Intelligenza Artificiale rappresenti un'opportunità per chiarire la questione. Il deputato dell'Assemblea Nazionale To Ai Vang (delegazione di Can Tho) ha proposto di aggiungere norme specifiche sull'IA alla Legge sulla Proprietà Intellettuale per "determinare chi è il titolare, lo status giuridico dell'IA nelle attività creative, nonché la responsabilità in caso di violazione del diritto d'autore".

Il Ministro della Scienza e della Tecnologia Nguyen Manh Hung ha affermato che la Legge sull'Intelligenza Artificiale attualmente in fase di sviluppo non è solo un quadro giuridico, ma anche una "dichiarazione di visione nazionale", che pone le persone al centro e adotta un approccio gestionale basato sui livelli di rischio. Uno dei principi fondamentali è la trasparenza e la responsabilità, che prevede l'obbligo di etichettare chiaramente i prodotti generati dall'IA, in modo che gli utenti possano identificarli e stabilire le responsabilità in caso di controversie sul diritto d'autore.

Il progetto di legge sull'intelligenza artificiale, promosso dal Ministero della Scienza e della Tecnologia, prevede l'obbligo di etichettatura per i contenuti (testi, immagini, audio, video) creati o modificati in modo significativo dall'IA. Tale normativa mira a chiarire l'origine della creazione, a impedire che i prodotti generati dall'IA vengano confusi con opere umane e a tutelare i legittimi diritti dei veri autori.

Secondo gli esperti legali, si tratta di un approccio ragionevole che contribuisce a stabilire un confine tra la creatività umana e quella artificiale, garantendo il rispetto dell'intelligenza umana senza ostacolare lo sviluppo tecnologico. Il Vietnam deve mantenere un sistema giuridico flessibile, pronto ad adattarsi ai progressi tecnologici, ma che al contempo sostenga il principio secondo cui solo gli esseri umani sono soggetti creativi, mentre l'intelligenza artificiale è uno strumento di supporto.

Nell'era digitale, con il progressivo insorgere dell'intelligenza artificiale, la tutela del diritto d'autore diventa ancora più urgente. Le leggi non solo devono stare al passo con la tecnologia, ma anche proteggere l'intelletto umano, il lavoro e la creatività, fondamento insostituibile di ogni progresso.

Fonte: https://hanoimoi.vn/ban-quyen-tac-pham-ai-bai-toan-phap-ly-moi-trong-ky-nguyen-so-723083.html


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