L'incidenza della demenza è in aumento a causa dell'invecchiamento della popolazione. La malattia è prevenibile e la sua progressione può essere addirittura rallentata se trattata efficacemente.
Il 29 giugno, l'Ospedale Militare 175, in collaborazione con l'Associazione vietnamita per la malattia di Alzheimer e i disturbi cognitivi, ha organizzato un programma di formazione per oltre 70 medici e infermieri a Ho Chi Minh City.
Secondo il dottor Hoang Tien Trong Nghia, primario del reparto di neurologia dell'Ospedale Militare 175, la demenza e il declino cognitivo stanno diventando sempre più comuni nella popolazione a causa dell'invecchiamento della popolazione. Tuttavia, la diagnosi e il trattamento rimangono problematici perché le persone non sono sufficientemente consapevoli della malattia. Molti manifestano sintomi lievi come distrazione e difficoltà di concentrazione, ma tendono a sottovalutarli e non si rivolgono al medico. Inoltre, la scarsità di reparti dedicati alla demenza negli ospedali limita l'accesso a diagnosi e trattamenti specialistici.
Pertanto, l'obiettivo di questo programma di formazione è migliorare le competenze degli operatori sanitari nell'identificazione e nella valutazione del declino cognitivo e della demenza nei pazienti, al fine di sviluppare piani di trattamento adeguati.
Secondo il dottor Tran Cong Thang, presidente dell'Associazione vietnamita per la malattia di Alzheimer e i disturbi cognitivi, la demenza è una malattia prevenibile. La diagnosi e il trattamento precoci possono rallentare la progressione della malattia o addirittura invertirla.
Le statistiche della Federazione Mondiale per l'Alzheimer e la Demenza mostrano che ogni tre secondi una persona con deficit cognitivo sviluppa la demenza. In Vietnam, nel 2022, si stimava che ci fossero circa 500.000 persone affette da demenza, ma il 75% non aveva ricevuto una diagnosi e un trattamento tempestivi.
Il rischio di sviluppare la malattia di Alzheimer aumenta con l'età: circa l'8% dei pazienti di età pari o superiore a 60 anni e il 17% di quelli di età pari o superiore a 80 anni ne sono affetti. Alcuni studi suggeriscono che fattori come il diabete, lo stress, l'ansia prolungata, il colesterolo alto, il fumo e la mancanza di interazione sociale possano contribuire alla progressione della malattia.
GIAO LINH
Fonte: https://www.sggp.org.vn/benh-sa-sut-tri-tue-ngay-cang-pho-bien-trong-cong-dong-post746952.html









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