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Fluttuazioni energetiche globali:

Le tensioni in Medio Oriente stanno causando una significativa volatilità nei mercati energetici globali, aumentando i rischi per la catena di approvvigionamento di petrolio e gas, in particolare nel Sud-est asiatico, fortemente dipendente dalle importazioni di energia. In un'intervista con un giornalista dell'Agenzia di radiodiffusione e televisione di Hanoi, l'esperto finanziario Tran Trong Duc, CEO di Virtus Prosperity, ha analizzato l'impatto sul Vietnam e ha offerto diverse raccomandazioni politiche.

Hà Nội MớiHà Nội Mới09/03/2026

- Signore, in che modo le tensioni in Medio Oriente stanno influenzando le economie del Sud-est asiatico?

Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente stanno rendendo molti paesi del Sud-est asiatico – che sono importatori netti di energia – più vulnerabili alle fluttuazioni del mercato globale.

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Secondo il signor Tran Trong Duc, il Vietnam è un'economia fortemente aperta, ma dipende ancora in modo significativo dalle fonti energetiche importate.

La sfida non risiede solo nel potenziale aumento dei prezzi del petrolio, ma anche nella possibilità che le economie più grandi e finanziariamente più potenti possano ottenere un vantaggio nell'accesso alle forniture. Ciò mette i paesi con risorse limitate ad affrontare maggiori difficoltà nel garantire il proprio fabbisogno energetico.

Di fatto, il rapido aumento dei prezzi del petrolio sta esercitando pressioni inflazionistiche su molte economie della regione. In questo contesto, le banche centrali sono costrette ad adottare strategie di allentamento monetario più prudenti.

- Per quanto riguarda il Vietnam, come valutate gli impatti a breve termine?

- Il Vietnam è un'economia fortemente aperta e dipende ancora in modo significativo dalle importazioni di energia, pertanto le fluttuazioni del mercato energetico globale avranno inevitabilmente impatti complessi.

Sul fronte positivo, gli enti regolatori hanno reagito piuttosto rapidamente per rassicurare il mercato e garantire l'approvvigionamento. Il Ministero dell'Industria e del Commercio ha dichiarato che l'approvvigionamento interno di benzina e diesel a marzo è stato sostanzialmente garantito grazie a tre pilastri: le riserve circolanti delle imprese, la produzione delle raffinerie di Dung Quat e Nghi Son e i piani di importazione dei principali operatori commerciali.

Inoltre, la capacità produttiva nazionale viene sfruttata appieno. La raffineria di Dung Quat può operare a oltre il 100% della sua capacità, mentre quella di Nghi Son mantiene un funzionamento stabile. Di conseguenza, l'offerta interna è attualmente in grado di soddisfare circa il 70-80% della domanda di mercato.

Dal punto di vista della gestione macroeconomica, la Banca di Stato del Vietnam ha inoltre dichiarato che monitorerà attentamente gli sviluppi dei mercati internazionali per gestire in modo flessibile la politica monetaria, coordinandola con la politica fiscale al fine di stabilizzare la macroeconomia e controllare l'inflazione.

- A suo parere, quali fattori di rischio il Vietnam deve monitorare attentamente durante questo periodo?

- Diversi punti della catena di approvvigionamento energetico necessitano ancora di essere rafforzati per aumentarne la resilienza agli shock esterni.

Innanzitutto, c'è il livello di dipendenza dalle importazioni di petrolio greggio. Sebbene Dung Quat utilizzi principalmente petrolio greggio nazionale, la raffineria di Nghi Son dipende ancora fortemente dal petrolio importato, soprattutto dal Medio Oriente.

In secondo luogo, vi è la necessità di importare prodotti petroliferi raffinati. Attualmente, il Vietnam deve ancora importare circa il 20-30% del proprio fabbisogno di petrolio, principalmente da Singapore, Corea del Sud, Cina e Malesia. Quando i prezzi mondiali del petrolio aumentano, aumentano anche i costi di importazione e trasporto, esercitando pressione sui prezzi.

Inoltre, in alcuni periodi il mercato al dettaglio ha registrato rallentamenti nell'approvvigionamento o riduzioni degli sconti, costringendo alcuni negozi a operare a capacità ridotta. Ciò indica che la distribuzione e la regolamentazione del mercato necessitano ancora di miglioramenti per evitare fluttuazioni localizzate.

- Date le imprevedibili fluttuazioni del mercato energetico globale, quali soluzioni politiche ritiene che il Vietnam dovrebbe prendere in considerazione per aumentare la propria resilienza e garantire la sicurezza energetica in futuro?

- Il Vietnam potrebbe valutare diverse soluzioni per aumentare la propria resilienza agli shock energetici globali.

Innanzitutto, è necessario diversificare le fonti di approvvigionamento di petrolio greggio, soprattutto per le raffinerie, al fine di ridurre la dipendenza da un singolo mercato o regione.

In secondo luogo, rafforzare le riserve energetiche nazionali costruendo riserve strategiche anziché affidarsi esclusivamente alle riserve circolanti delle imprese.

In terzo luogo, potenziare la capacità di raffinazione e petrolchimica nazionale, aumentando così l'autosufficienza nei prodotti petroliferi raffinati.

Inoltre, è necessario migliorare i meccanismi di gestione e supervisione del mercato, compreso l'uso flessibile di strumenti di stabilizzazione quando necessario, rafforzando al contempo i controlli e il contrasto alle attività speculative e di accaparramento per garantire la stabilità del mercato.

Grazie mille, signore!

Fonte: https://hanoimoi.vn/bien-dong-nang-luong-toan-cau-viet-nam-chu-dong-ung-pho-ra-sao-737164.html


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