
Il fatto che la nazionale della Repubblica Democratica del Congo abbia dovuto annullare d'urgenza il proprio ritiro in patria (e allenarsi invece a porte chiuse in Europa) a causa di un'epidemia di Ebola nella parte orientale del paese è stato un campanello d'allarme. Immediatamente, la massima autorità del calcio mondiale ha attivato un coordinamento d'emergenza con le principali agenzie di sicurezza e sanitarie nordamericane per rafforzare le misure di screening epidemiologico.
Oltre alla nazionale della Repubblica Democratica del Congo, anche molte altre rappresentative africane sono sotto stretta osservazione, poiché attualmente il Paese è considerato una "zona rossa". Ancora più preoccupante è il fatto che il rischio di contagio non si limiti a poche squadre, ma possa estendersi anche ai loro tifosi.
In un torneo con un massimo di 48 squadre come quello di quest'anno, la densità di spostamenti e interazioni tra paesi di tutti i continenti è estremamente elevata. Secondo le statistiche, la frequenza dei viaggi aerei durante i Mondiali del 2026 aumenterà del 40% rispetto alla norma, il che significa anche un rischio maggiore di diffusione di malattie.

Anche una piccola mancanza di controllo potrebbe innescare una reazione a catena, minacciando direttamente l'integrità del calendario e la solidità del personale di molte squadre. Di fronte a questa spinosa questione, secondo Reuters, la FIFA ha immediatamente unito le forze con il Dipartimento di Stato americano, i Centri per il controllo e la prevenzione delle malattie (CDC), il Dipartimento della Sicurezza Interna degli Stati Uniti e le agenzie sanitarie di Canada e Messico.
Il loro obiettivo finale è quello di costruire una "barriera" di screening medico multistrato e rigorosa fin dai punti di ingresso. Tutte le squadre in arrivo in Nord America dovranno sottoporsi a un rigoroso processo di screening epidemiologico, che include controlli automatici della temperatura, dichiarazioni dettagliate sulla storia dei viaggi e test rapidi per i casi sospetti.
Inoltre, le sedi delle 48 squadre saranno sottoposte a un monitoraggio medico continuo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, per individuare tempestivamente eventuali sintomi anomali. Si sta anche valutando l'applicazione dei big data e dell'intelligenza artificiale (IA) per tracciare gli spostamenti dei tifosi nelle città ospitanti. Si spera che l'approccio proattivo della FIFA e dei paesi ospitanti possa fornire una solida base per lo svolgimento della Coppa del Mondo 2026 nella massima sicurezza possibile.
Fonte: https://tienphong.vn/bong-ma-dich-benh-de-doa-world-cup-2026-post1845004.tpo







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