Passaggio da un sistema retributivo "a livelli" a un sistema salariale basato sulle mansioni.
Nel pomeriggio del 10 dicembre, l'Assemblea nazionale ha approvato la legge emendata sui dipendenti pubblici, segnando un cambiamento significativo nel modo in cui vengono pagati gli stipendi a oltre un milione di dipendenti pubblici che lavorano in enti del settore pubblico.
Uno dei cambiamenti più significativi è il passaggio da un sistema salariale basato principalmente su grado, qualifica e anzianità a un sistema legato alla posizione lavorativa, alle prestazioni e all'efficienza.
Secondo le nuove normative, i dipendenti pubblici hanno diritto a stipendi, bonus e altri redditi calcolati in base ai risultati e all'efficienza del loro lavoro nelle posizioni assegnate.
Per la prima volta, il principio "posizione lavorativa - rendimento" è diventato la base per il pagamento degli stipendi nel settore pubblico, sostituendo il precedente metodo di calcolo basato principalmente su grado, qualifica e anzianità.
Si prevede che il nuovo meccanismo affronti la questione della parità retributiva e degli aumenti salariali basati sull'anzianità di servizio, che non riflettono accuratamente il valore e le responsabilità di ciascuna posizione.

I dipendenti pubblici saranno retribuiti in base alla loro posizione lavorativa (immagine illustrativa: DT).
La legge stabilisce chiaramente che a ciascun dipendente pubblico verrà assegnato un incarico specifico con una descrizione dettagliata, comprensiva di mansioni, standard di competenza, requisiti di qualificazione e responsabilità. Tale descrizione costituisce anche la base per la valutazione annuale delle prestazioni del dipendente pubblico.
Secondo la nuova legge, le valutazioni delle prestazioni sono classificate in quattro livelli: prestazione eccellente, buona prestazione, prestazione soddisfacente e prestazione insoddisfacente. Questi risultati costituiscono uno dei criteri per la valutazione di aumenti salariali, bonus e altri benefit correlati alla retribuzione.
La legge stabilisce una tempistica precisa per la transizione al nuovo meccanismo. Secondo le disposizioni attuative, entro il 1° luglio 2027 al più tardi, tutti i ministeri, i settori e gli enti locali dovranno completare la revisione e l'assegnazione dei dipendenti pubblici alle rispettive posizioni lavorative e determinare gli stipendi in base a tali posizioni per tutti i dipendenti pubblici assunti prima dell'entrata in vigore della legge.
Ciò significa che, nella prossima fase, l'attuale sistema di tabelle salariali non costituirà più la base per il pagamento degli stipendi dei dipendenti pubblici.
Oltre allo stipendio, la nuova legge prevede anche sistemi di retribuzione legati alla posizione e al rendimento lavorativo, che includono il pagamento degli straordinari, l'indennità per il lavoro notturno, il rimborso delle spese di viaggio e altri redditi legittimi.
Queste spese sono sostenute dagli enti del servizio pubblico in conformità alla legge e ai regolamenti interni di spesa, consentendo loro di allocare le risorse in modo proattivo e incentivando il personale a migliorare la qualità del servizio.
Mantenere il trattamento preferenziale per le aree svantaggiate.
Oltre a prevedere stipendi basati sulla posizione lavorativa, la legge mantiene ancora specifiche politiche preferenziali per i dipendenti pubblici che lavorano in condizioni difficili.
Ai sensi del comma 3 dell'articolo 12, i dipendenti pubblici che lavorano in zone montuose, regioni di confine, isole, zone remote, aree abitate da minoranze etniche, zone con particolari difficoltà o in occupazioni gravose, pericolose o rischiose continuano a beneficiare delle politiche preferenziali previste dalla legge.
Pertanto, il nuovo meccanismo garantisce sia il principio della riforma salariale sia il mantenimento della stabilità per specifici gruppi target.
Aumentare la trasparenza nelle valutazioni.
L'introduzione di un meccanismo salariale legato alle posizioni lavorative richiede anche una valutazione quantitativa e trasparenza nella gestione dei dipendenti pubblici.
La legge prevede che le valutazioni delle prestazioni si basino sul livello di completamento dei compiti, sulla produzione lavorativa e sull'efficienza nell'esecuzione dei compiti, collegandole anche alla responsabilità del responsabile dell'organizzazione.
L'obiettivo è quello di affrontare il problema della valutazione superficiale, motivando al contempo gli individui più performanti e istituendo un meccanismo di selezione per coloro che non raggiungono gli obiettivi prefissati.
A partire dal 1° luglio 2026, data di entrata in vigore della legge, i dipendenti pubblici di tutto il paese affronteranno un importante periodo di transizione in cui la retribuzione non sarà più basata sull'anzianità di servizio, ma sarà strettamente legata alla posizione ricoperta e al rendimento lavorativo.
Questo è considerato uno dei cambiamenti chiave, che contribuisce alla modernizzazione del servizio pubblico e al miglioramento dell'efficienza del sistema di servizio pubblico.
Dantri.com.vn
Fonte: https://dantri.com.vn/noi-vu/co-che-tien-luong-moi-cho-vien-chuc-tu-ngay-172026-20251210163835079.htm
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